Riforma Senato, Boschi “Niente imboscate in Aula. Da Berlusconi prova di serietà”

Pubblicato il 11 Luglio 2014 alle 10:05 Autore: Gabriele Maestri

Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi a proposito dell’approvazione in Commissione Affari Costituzionali della riforma del Senato sottolinea: “Abbiamo raggiunto un risultato che in precedenza nessuno, né il centrosinistra che aveva approvato la riforma del Titolo V, né il centrodestra della devolution, aveva ottenuto. In entrambi i casi si era arrivati in Aula senza un testo approvato dalla commissione. Noi sì, oggi ce l’abbiamo fatta”.

Maria Elena Boschi, ora non teme “imboscate in Aula”. “Il risultato in Commissione – riferisce al Corriere della Sera – mi fa essere molto fiduciosa. Abbiamo varato nel complesso una buona riforma, che in Aula può anche essere ancora migliorata, con l’accordo di tutti”. “Ciascun senatore, anche chi non è membro della commissione, può partecipare al dibattito, intervenire e presentare emendamenti”, e questo vale anche per i dissidenti del Pd, il suo partito. Anche se, avverte il ministro, “c’era una linea chiara. Votata dalla direzione, dalla segreteria, dalle assemblee dei gruppi parlamentari» e «approvata dai cittadini, che alle ultime elezioni ci hanno premiato”.

maria elena boschi

 

Boschi vede da parte di Berlusconi, sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale, “una prova di serietà e concretezza che non possiamo non riconoscere», e se ora il Cavaliere dovesse cambiare linea – aggiunge Boschi – “dovrebbe spiegarlo agli italiani e anche al suo stesso elettorato, che questa riforma la voleva e la vuole”.

L'autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche - Studi di genere all'Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E' inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (Giuffrè, 2012), "Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male" (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, "Come un uomo" (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
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