•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: mercoledì, 16 luglio, 2014

articolo scritto da:

Israele: la tregua non regge, Netanyahu accusa Hamas

(In collaborazione con Mediterranean Affairs)

Il ‘cessate il fuoco’ fra Israele e Hamas è durato soltanto 6 ore, dopo 8 giorni di guerra durante i quali sono stati numerosi morti. La proposta di ‘cessate il fuoco’ era stata avanzata dal Presidente egiziano Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, pressato dal Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America.

La proposta prevedeva una tregua che sarebbe dovuta partire, appunto, dalla mattina di martedì, basandosi su alcuni punti fermi: la consegna da parte di Hamas delle riserve di razzi e lo smantellamento di tutti i tunnel fra la Striscia di Gaza e Israele; la liberazione dei 56 uomini operativi di Hamas, riarrestati da Israele in Cisgiordania dopo il rapimento dei tre ragazzi ebrei e liberati in cambio del rilascio del militare israeliano Gilad Shalit; la riapertura del valico di Rafah fra la Striscia di Gaza e l’Egitto; il denaro per pagare gli stipendi dei circa 40.000 impiegati di Hamas a Gaza.

La risposta di Hamas alla proposta egiziana è stata chiara: alla tregua unilaterale attuata da Israele dalle ore 9 di ieri, Hamas ha risposto con un lancio di razzi sul territorio dello Stato israeliano, e uno di questi ha colpito la città di Ashdod, nel sud del Paese. Il rifiuto di Hamas è maturato dopo una discussione fra i propri dirigenti: “Se il contenuto di questa proposta di tregua è quello che sembra, si tratta di una resa e noi la rifiutiamo senza appello. La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà”, sono state le parole del comunicato diffuso dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, ovvero il braccio militare di Hamas.

israele

La reazione israeliana non si è fatta attendere: immediatamente sono stati ripresi i raid da parte dell’aviazione israeliana. Secondo quanto dichiarato dal ministro israeliano degli Affari Esteri, Avigdor Lieberman, non è escluso un possibile intervento via terra che aprirebbe altri scenari a livello geopolitico con conseguenze assai destabilizzanti per un’area che è già compromessa dalla crisi in Siria

Intanto, l’Europa cerca di ritagliarsi un ruolo in questo conflitto: sempre più spesso negli ultimi anni l’intervento europeo è stato marginale, o comunque appiattito a interessi di attori regionali più forti. Nel Vicino Oriente si è recato il ministro italiano degli Affari Esteri, Federica Mogherini che ha dichiarato la necessità di un immediato “cessate il fuoco” fra le due parti e ha incontrato, inoltre il suo omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier.

Ovviamente sarà chiaro attendere un possibile intervento da parte degli Stati Uniti d’America per valutare la possibilità di altri margini per una nuova trattativa fra Israele e Hamas. Intanto, però, in questo gioco di posizioni le vittime, soprattutto fra la popolazione civile, continuano a salire. Secondo le dichiarazioni rilasciate dal Primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu, questi numeri potrebbero peggiorare: “Hamas pagherà il prezzo per la decisione di continuare l’escalation. […] Chiunque cerchi di danneggiare Israele sarà a sua volta colpito. Eravamo pronti a risolvere diplomaticamente questo conflitto ma Hamas non ci ha lasciato altra scelta”.

Vittorio D’Aleo

(Mediterranean Affairs – Contributing editor)

Sondaggio ius soli

Sondaggio ius soli

Quanto conosci Donald Trump? Clicca sul suo volto e fai il quiz!

Quiz Donald Trump

Termometro delle voluttà

La ricetta di Orlando

La ricetta di Orlando

Elezioni Francia

Elezioni Francia

Tutte le elezioni del 2017

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2017

Nipoti di Maritain

Nipoti di Maritain

articolo scritto da:

Lascia un commento