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pubblicato: venerdì, 18 luglio, 2014

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Riforme, Di Maio: “PD dimostri che non è solo chiacchiere e distintivo”. Guerini: “Se M5S frena, PD avanti per sua strada”

renzi di maio

“Il Pd dimostri che non è solo chiacchiere e distintivo“. Luigi Di Maio alza la posta e sfida il PD. Il giorno dopo l’incontro tra Pd e M5s, per cercare un accordo sulla riforma della legge elettorale, è incandescente. Tantissime le dichiarazioni, sia da parte dei dem che degli esponenti pentastellati. “Il Pd dovrà contattarci per l’ultimo incontro. Verranno al tavolo e dovranno dirci se inseriranno le preferenze nella legge elettorale oppure no. Se vogliono un Parlamento pulito oppure no. Se vieteranno le pluricandidature oppure no”, scrive stamattina il vicepresidente della Camera Di Maio, in un post sulla sua pagina Facebook. “Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, inclusi molti passi verso di loro (con il doppio turno di lista). Ora tocca al Pd dimostrare alla prova dei fatti se è solo chiacchiere e distintivo – ribadisce Di Maio -E lo facciano in fretta, la pazienza degli italiani ha un limite”. L’autore dell’apertura del M5s sul fronte delle riforme smentisce  le voci di eventuali tavoli con altri partiti diversi dal PD: “Non ho mai detto che il Movimento 5 Stelle vuole incontrare altri partiti se fallisce con il Pd. Noi abbiamo incontrato il Pd in quanto partito di maggioranza relativa (nella maggioranza). Ci basta e ci avanza”, ha precisato il leader in pectore del M5s.

luigi di maio su incontro m5s e pd governo su riforme

Del resto, Di Maio aveva ribadito l’ultimatum del M5s anche stamattina in un’intervista a Repubblica: “Se Renzi non sarà capace di portare al prossimo tavolo una sintesi della posizione dei suoi alleati di governo e del patto del Nazareno faremo un’altra valutazione. Dipende lui cosa vuole fare. Alla fine non si può tenere dentro tutti, bisogna capire con chi fai le cose migliori”, ha spiegato il vicepresidente cinquestelle.  E  di fronte all’eventualità di un tavolo allargato a Forza Italia, Di Maio è chiaro: “È il Pd che deve confrontarsi con la maggioranza. Se intende chiedermi se devo andare ad Arcore, la risposta è no. L’obiettivo è arrivare a una legge con le preferenze e un po’ di norme etiche all’interno. Se poi FI vuole votarla, tanto meglio”.  E alla domanda se il Movimento potrebbe essere disposto ad aprire sul governo risponde: “non esiste, non c’è nessuna intenzione di smettere di essere opposizione. Collaboriamo per produrre leggi migliori”. E sull’incontro di ieri con il Pd Di Maio continua: “prendiamo atto dell’apertura sulle preferenze e sul doppio turno. È un passo avanti con riserva, ora aspettiamo la prova dei fatti”.  Sulle preferenze “ci aspettavamo una risposta già in questo incontro. Su alcune questioni sono stati evasivi, ma contiamo sulla buona volontà iniziale. Noi siamo a quel tavolo seriamente, se avessimo voluto sgonfiare il patto del Nazareno la partita sarebbe già chiusa”, conclude Di Maio. 

roberto speranza

Se nel M5s mantengono i piedi di piombo, cauto ottimismo dimostrano anche  i democratici. Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, avverte i pentastellati: “Se l’obiettivo è rallentare le riforme il Pd andrà avanti per la sua strada”. “Abbiamo aspettato per sei mesi il Movimento 5 Stelle, finalmente sono arrivati. Bene il confronto, le regole si scrivono insieme”, ha precisato l’esponente dem. “Si può certamente parlare di passi in avanti”, spiega il capogruppo Pd Roberto Speranza, intervistato da Repubblica. “Noi, fin dall’inizio, siamo sempre stati disponibili al confronto. È la democrazia italiana a uscire rafforzata dal cambio di linea del M5S”, precisa Speranza che sulle preferenze si dimostra tranquillo: “Nella dichiarazione di voto sull’Italicum dissi che restava aperto il discorso del rapporto eletto-elettore. Parlammo di tre ipotesi: le preferenze, le primarie per legge e i collegi. Spero che con il confronto sarà possibile trovare equilibri più avanzati”. E alla domanda di una sostituzione di Forza Italia con il M5s in caso di veto di Berlusconi alle preferenze, Speranza risponde: “non si tratta di sostituire una forza con un’altra, semmai di allargare il campo e costruire un consenso più ampio, migliorando se possibile il testo. Comunque non mi pare sia il tempo dei veti. E sul tema riforme e sul dibattito con i Cinque Stelle Speranza auspica un “atteggiamento, soprattutto al Senato, più costruttivo“. Per ora non vedo un vero cambiamento sulle riforme. E siccome io credo davvero che il dialogo con i cinquestelle non si esaurirà dopo qualche incontro, spero che il M5S faccia la scelta di smettere i panni della forza antisistema“, conclude l’esponente dem.

Carmela Adinolfi


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8 comments
Ignazio Farinello
Ignazio Farinello

Che attacchi se con il pd hai votato i presidenti di camera e senato

Margherita Simoni
Margherita Simoni

Ma quei toni di arroganza camorrista quando te li togli? Guarda che non intimidisci mica, irriti soltanto.

Antonello Pileri
Antonello Pileri

Renzi è stato chiarissimo su tutto. Con quelli ritardati è difficile farsi capire ( nel senso che è 6 mesi che aspettava ). Gli italiani hanno dimostrato l'ultima volta che sono stati chiamati in causa di aver capito sin troppo bene .

Vanni Mircoli
Vanni Mircoli

ma riascoltate lo streaming invece di dire stronzate !! non manipolate !! io l'ho ascoltato !!

Francesco Avati
Francesco Avati

Qualcosa mi dice che non ti sei visto lo streaming Lorenzo :)

Beppe Roca
Beppe Roca

Puoi riascoltare la conversazione....

Lorenzo Bonfini
Lorenzo Bonfini

Qualcosa mi dice che te lo sei inventato... Ma non avendolo visto non posso dirlo, quindi non mi attaccare :(

Beppe Roca
Beppe Roca

RENZI, IL GENERATORE DI RISPOSTE A CASO LE PREFERENZE Di Maio: “Siete d'accordo con l'inserimento delle preferenze?” Renzi: “La Moretti ha preso millemilamigliaia di preferenze.” Di Maio: “Ok, quindi siete d'accordo?” Renzi: “Noi siamo un partito democratico.” Di Maio: “Lo prendiamo come un sì alle preferenze?” Renzi: “Accetto anche di essere insultato per il bene del Paese.” Di Maio: “Allora diciamo che siamo d'accordo sulle preferenze?” Renzi: “Nessuno può dire a un altro cosa sia più giusto fare.” Di Maio: “Ma le preferenze vi piacciono tant'è che ne avete prese tante e blablaba, giusto?” Renzi: “Vediamo che dice Berlusconi (alias "gli altri partiti").” ------------------------------------------------------------------ L'IMMUNITA' PARLAMENTARE Di Maio: “Aboliamo l'immunità?” Renzi: “Io non ho l'immunità.” Di Maio: “Perfetto, allora la aboliamo per tutti?” Renzi: “Siamo così corretti che abbiamo votato per l'arresto di un nostro indagato.” Di Maio: “Bravi, allora aboliamo l'immunità, ok?” Renzi: “In questo tavolo avete più immunità voi di noi.” Di Maio: “Già, siamo stati tutti eletti in parlamento (...) ma non la usiamo e la vorremmo abolire per tutti, ci state?” Renzi: “Dunque, vediamo...l'autobus è già passato? Debora deve tornare a fare il presidente di regione.” Di Maio: “Concludiamo subito, basta che ci dite che insieme voteremo per l'abolizione dell'immunità, allora?” Renzi: “Vediamo che dice Berlusconi ("gli altri partiti").” ------------------------------------------------------------------ CONDANNATI IN PARLAMENTO Di Maio: “Diciamo basta ai condannati in parlamento?” Renzi: “Qui nessuno può dirsi superiore a nessuno.” Di Maio: “Però possiamo dire che non è etico avere condannati in parlamento, siete d'accordo?” Renzi: “Com'era quella cosa lì...quella che avete detto...sì quella cosa...ah ecco: la sanità, com'era?” Di Maio: “Corrotta anche quella, quindi che facciamo coi condannati in parlamento? Renzi: “Beppe mi chiama bradipo, Speranza piange ogni notte perchè ci date dei piduisti.” Di Maio: “Su tante cose non siamo d'accordo, ma sui condannati in parlamento invece?” Renzi: “Eh ma i vostri in senato stanno facendo ostruzionismo.” Di Maio: “Già, pare sia la democrazia, li togliamo questi condannati dal parlamento? Renzi: “Vediamo che dice Berlusconi ("gli altri partiti").” ------------------------------------------------------------------ INDENNITA' PARLAMENTARI Di Maio: “Passiamo alle indennità dei parlamentari, le dimezziamo?” Renzi: **PANICO** **PANICO** **PANICO** Di Maio: “Quindi le dimezziamo?” Renzi: “E ora questo che c'entra?! Eh no eh! Fateci delle proposte serie!” Di Maio: “E' serissimo, noi già lo facciamo, siamo d'accordo sul dimezzamento delle indennità?” Renzi: “Voi tutti prendete più di me.” Di Maio: “Dimezziamole, siete d'accordo?” Renzi: “Beh, è tardi, io devo guidare un Paese, Debora una regione, Alessandra l'Europa, Roberto...qualcosa, non potete fare così!” Di Maio: “E' molto semplice, si otterrebbero milioni di risparmi per i cittadini, basta dimezzare le indennità, ok?” Renzi: “Vediamo che dice Berlusconi ("gli altri partiti")”. Ma non è che il confronto lo hanno chiesto al capo sbagliato?