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pubblicato: martedì, 22 luglio, 2014

articolo scritto da:

Bersani: “Sulle riforme il Pd non dia l’ultima parola a Verdini”

bersani

Il dialogo sì, ma fino ad un certo punto. A sottolinearlo è l’ex segretario del Partito Democratico e candidato premier alle elezioni politiche del 2013, Pier Luigi Bersani. Ospitato alle Feste de L’Unità di Imola e Cremona, l’ex Ministro dello Sviluppo Economico ha fatto sentire la sua voce circa gli accordi Pd-forze non governative. Non risparmiando alcune critiche.

bersani pd

Il pubblico che ha accolto Bersani è stato caldo come sempre nei suoi confronti, va detto. L’ex numero 1 dei dem è sempre stato apprezzato per aver cercato il dialogo tra più parti nel partito e nella coalizione. Difficile si mise la situazione quando dovette cercare forze esterne al centro sinistra, al fine di governare. “Un esecutivo tutti insieme, ma non con Bersani premier”, aveva tuonato l’allora segretario Pdl Angelino Alfano. Sull’incontro 5 Stelle – Bersani sappiamo tutti come è andato l’epilogo. Adesso, però, è l’ex segretario Pd a parlare: “che Berlusconi, dopo l’assoluzione, adesso si riaffacci come grande economista, lo trovo un po’ improbabile”. Poi sul patto del Nazareno, stretto tra Renzi e Berlusconi presso la sede nazionale del Pd, Bersani afferma come vada “bene discutere con tutti, se si parla di Costituzione e riforme”. Infine conclude criticando l’ex coordinatore nazionale del Pdl ed attuale senatore di Forza Italia, Denis Verdini: “che però ci si debba inchiodare dando l’ultima parola a Verdini, no! Non c’è nessuna ragione, né numerica né politica”.

Daniele Errera


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17 comments
George Ross
George Ross

L'ultima parola caro Bersani datela a De Benedetti che e' piu' candito di Verdini !!!

Meris Pellegrini
Meris Pellegrini

Comincia a prendere una posizione dentro questo schifo di PD

Marco Corvi
Marco Corvi

La da a Berlusconi demente chissà cosa cambia!

Ciro Dioguardi
Ciro Dioguardi

nelle tesi dell'ulivo non vi era la previsione di un senato non elettivo, ne' la compresione degliistituti di democrazia diretta. in ogni caso vi sono in questo momento ben altre urgenze e riforme da mettere in campo.

Alberto Sorrentino
Alberto Sorrentino

grazie per queste parole che dimostrano la assoluta malafede di tanti personaggi. Riesce a mettere questo intervento come originale per poterlo a mia volta condividere? La ringrazio

Alberto Sorrentino
Alberto Sorrentino

ammiro Bersani e la sua faccia di bronzo: ancora ha il coraggio di esprimere opinioni?

Fernando Giannoni
Fernando Giannoni

La stiamo dando a Chiti e Mineo che difendono il loro posto (e lauto stipendio).

Gianna Orofino
Gianna Orofino

Ma allora è proprio vero che vi piace farvi del male voi del PD. .....

Umberto Tadolini
Umberto Tadolini

Temo proprio che si andrà a finire così. Ma noi, almeno io, mi ribellerò con sdegno, per Bacco! ;-)

Giorgio Graffieti
Giorgio Graffieti

caro Pierluigi ridalla alla nostra storia, altro che Verdini: «Il Senato dovrà essere trasformato in una camera delle regioni, composta da esponenti delle istituzioni regionali che conservino le cariche locali e possano quindi esprimere il punto di vista e le esigenze della regione di provenienza. Il numero dei senatori (che devono essere e restare esponenti delle istituzioni regionali) dipenderà dalla popolazione delle regioni stesse, con correttivi idonei a garantire le regioni più piccole… I poteri della Camera delle regioni saranno diversi da quelli dell’attuale Senato, che oggi semplicemente duplica quelli della Camera dei deputati. Alla Camera dei deputati sarà riservato il voto di fiducia al Governo. Il potere legislativo verrà esercitato dalla Camera delle regioni per la deliberazione delle sole leggi che interessano le regioni, oltre alle leggi costituzionali». (Tratto dalle "Tesi dell'Ulivo"' programma del governo Prodi per le elezioni politiche 21 aprile 1996)

Scordo Pietro
Scordo Pietro

che fine che avete fatto....senza morale...povero berlinguer