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pubblicato: mercoledì, 30 luglio, 2014

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Riforma PA, il governo pone la questione di fiducia. Oggi il voto alla Camera

jobs act ministro pubblica amministrazione marianna madia

Riforma della PA, atteso nella notte il via libera alla Camera. In tarda serata, infatti,verso le 22 cominceranno le dichiarazioni di voto sul provvedimento di riforma della Pubblica Amministrazione. Poco prima della mezzanotte, poi, l’aula di Montecitorio sarà chiamata ad esprimersi sulla questione di fiducia al dl, posta ieri notte dal ministro a nome del governo. Questo è quanto ha disposto la conferenza dei capigruppo della Camera dei Deputati. L’ok al provvedimento dovrebbe arrivare nella giornata di giovedì. Oggi alle 14 scade il termine per la presentazione degli ordini del giorno al testo.
Con la riforma della Pa c’è  “una forte inversione di tendenza”, ha annunciato il ministro Madia in un’intervista a La Stampa. “Prima l’amministrazione concedeva a tutti il trattenimento in servizio. E se si considera che i trattenimenti erano già compresi nei limiti assunzionali, quella persona che rimaneva in servizio rubava un posto a un giovane”, spiega il ministro. La componente dell’esecutivo Renzi annuncia anche lo stop alle consulenze ai dirigenti pensionati: “ora c’è il divieto assoluto di continuare per i pensionati ad avere lavori nella pubblica amministrazione. Al massimo si può restare un anno, e a titolo gratuito”, chiarisce il ministro. “Abbiamo varato norme giuste che hanno generato grandi proteste. Pensiamo ai professori, oppure ai magistrati”, ammette Madia. E sugli emendamenti alla riforma che si annunciano alla Camera dichiara: “abbiamo discusso per una settimana, giorno e notte, in Commissione; mille emendamenti sono un’esagerazione. Valuteremo se mettere la fiducia”, dichiarava solo poche ore fa il ministro della PA. 
camera dei deputati
Ma sulla fiducia chiesta dal governo già si sono espresse contrariamente le opposizioni. “Il Governo procede per la sua strada autoritaria. Non bastando le riforme costituzionali imposte ai cittadini, anche su un provvedimento importante, come il decreto sulla pubblica amministrazione, il Governo ha deciso di apporre la questione di fiducia”, hanno denunciato i deputati del M5S. “Ciò, nonostante l’ampia disponibilità dimostrata dal MoVimento 5 Stelle alla riduzione all’osso del numero degli emendamenti. Renzi & co, ancora una volta, si tappano le orecchie sulle proposte di buon senso del M5S e continuano a imporre i propri provvedimenti incuranti del ruolo del Parlamento”, aggiunge il gruppo cinquestelle a Montecitorio.
Intanto Led, la formazione nata dalla scissione di Sel, annuncia che si asterrà sul voto di fiducia sul decreto PA. “È il primo atto di una strategia di costruzione di una sinistra di governo che tende ad un allargamento del PD a sinistra”, ha spiegato il capogruppo Gennaro Migliore in conferenza stampa. 
Emanuele Vena

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2 comments
Marco Corvi
Marco Corvi

Ma va la questione di fiducia? Come mai? Non lo aveva mai fatto il governo Renzi!

Antonio Piarulli
Antonio Piarulli

I DESAPARESIDOS DELLA CARTA COSTITUZIONALE. 8 marzo 2014 alle ore 11.48 La Costituzione più bella del mondo! Così continua ad essere aggettivata la Costituzione della Repubblica Italiana. Salvo che poi si avverta l'inutilità della stessa e pertanto la necessità di modificarla,stravolgendone i contenuti ,sia dal punto formale che dal punto sostanziale. Forse, e mi chiedo,ma sarò l'ultimo dei moicani? Dove sono gli assertori della Carta,quelli che fino a qualche anno fà,stampavano milioni di copie della Carta per antonomasia e le distribuivano ai cittadini,nelle piazze,durante le manifestazioni nel corso dei convegni a tema la "CARTA COSTITUZIONALE" l'ultimo baluardo a tutela della democrazia. Che fine hanno fatto gli " intellettuali" ,i filosofi ,i politologi insomma tutti quegli assertori della democrazia di cui era ritenuta intrisa la nostra Costituzione. Oggi pare ,che in virtù di una ricerca spasmodica della "governabiltà" della "stabilità" ,si voglia dare il benservito ai padri costituenti,a coloro cioè che redassero la Carta che per alcuni lustri è stata l'emblema della nostra Repubblica il vessillo della democrazia Italiana,della libertà dei popoli. Tutti i partiti politici presenti in Italia,hanno da sempre fatto a gara per appropriarsi di quello o di quell'altro ,facendo riferimento ai padri della costituzione,dicendosi eredi diretti del pensiero politico e culturale di ciascuno dei Costituenti. La sinistra definitasi progressista,da sempre si dichiara erede diretta,il popolarismo anch'esso figlio e perciò erede diretto ,altri anch'essi vantano diritti e titoli ereditari,tutti figli della Carta,tutti però pronti a stravolgerne i contenuti ,ricorrendo a modifiche deprecabili,solo in virtù di una nuova e pervasiva sete di potere,che fa strage della sovranità popolare e che mira a limitare di molto la democrazia,uccidendo sia quella rappresentativa che quella partecipativa. Dove sono finite le tante associazioni a difesa della Carta Costituzionale ,tutti quegli organismi che per anni hanno declamato i principi di libertà in essa contenuti,forse sciolti come neve al sole,liquefattisi sotto il peso dei poteri che hanno "consigliato" loro di tacere? Adesso sono in atto azioni tese a destrutturare la Carta,si intraprendono iniziative volte a modificare l'assetto Istituzionale e Costituzionale della nostra amata Repubblica,per molti è divenuto forse più conveniente restare silenti? Un monito da me avvertito come necessario,chi ci dice che le modificazioni portano su un versante esente da rischi? Spesso,troppo spesso il lassismo di molti,associato alla fretta di taluni,uccide e non solo in senso metaforico!