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pubblicato: mercoledì, 30 luglio, 2014

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L’Unità, dal PD voci di dissenso contro la chiusura

Sul caso dell’Unità, che dal prossimo 1 agosto chiude i battenti, il neo sindaco di Firenze, Dario Nardella, auspica l’intervento del premier Renzi: “Al di là delle polemiche e delle accuse l’impegno affinché l’Unità riapra è centrale”, ha detto oggi Nardella a margine di un’iniziativa a Firenze. “Ho letto che anche il presidente del Consiglio, Renzi, ha assunto questo impegno e quindi mi affianco al suo desiderio: lo dico anche da amministratore e da iscritto al Partito democratico”, ha aggiunto il sindaco del capoluogo toscano. “Quando chiude un giornale è sempre una ferita per la democrazia e per il sistema della comunicazione, ma sono sicuro che la voce dell’Unità tornerà molto presto. Confido nei buoni intendimenti del presidente Renzi”, ha ribadito l’ex deputato PD ora primo cittadino di Firenze. 

Dario Nardella

“La storia de l’Unità è la storia della sinistra italiana, una storia durata 90 anni e di cui non riesco a credere si possa scrivere la parola fine. Le sue pagine hanno testimoniato battaglie importanti e dato voce a tanti che in alcuni momenti storici non l’avrebbero avuta, l’abbiamo distribuita alle nostre feste e portata nelle case, fa parte del nostro vissuto quotidiano. Quella compiuta dalla Nuova iniziativa editoriale è una scelta gravissima a cui non si doveva arrivare”, afferma, in una nota, il capogruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana Ivan Ferrucci. “Con la sospensione delle sue pubblicazioni – aggiunge – viene a mancare un pezzo importantissimo dell’informazione italiana e della nostra storia”. “Alle lavoratrici e ai lavoratori de l’Unità va tutta la vicinanza mia e del gruppo Pd regionale e un grazie per quanto fatto in questi anni e in questi ultimi difficili mesi”, aggiunge Ferrucci che auspica “il massimo impegno da parte di tutti perché sia scongiurato il rischio di una chiusura definitiva del giornale. Non voglio pensare di non dover più trovare l’Unità in edicola. Dobbiamo fare il possibile perchè ciò non avvenga”, conclude nella nota.

Emanuele Vena

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20 Commenti

  1. Luisa Bacocchia ha scritto:

    basta finanziamenti pubblici

  2. Mori Guido ha scritto:

    Perché quando mai sono stati dati?

  3. Luisa Bacocchia ha scritto:

    perché l’editoria non prende soldi pubblici

  4. Diego Gavazzeni ha scritto:

    Sono contrario all’accanimento terapeutico, staccate la spina!

  5. George Ross ha scritto:

    Basta con i finanziamenti pubblici in soccorso all’ editoria , sono aziende come tante altre aziende che operano in altri settori ma che non vengono aiutate con soldi pubblici , oppure vorreste che si ripete un’ altro MPS !!!!

  6. Mimmo Ristori ha scritto:

    Mi spiace per l’Unità, ma non vorrei facessero pagare a tutti gli italiani le magagne di quel giornale……! Non sarebbe la prima volta che dobbiamo mettere mano al nostro portafoglio per salvare le cattive gestioni altrui. Quanti, dei suoi tanti dipendenti, sono lì per ragioni meramente politiche e non per vera necessità editoriale e per capacità professionali?

  7. Mirko Brambiti ha scritto:

    chiudetela e basta. Non esiste che si tirino fuori soldi per salvare i giornali di partito.

  8. Agnese Diana ha scritto:

    Se non si vende!!!!!!

  9. Michelangelo Romano ha scritto:

    Mettano i soldi fi tasca loro

  10. Mimmo Ristori ha scritto:

    Sì i giornali di partito sono tra quelle testate che ricevono finanziamenti pubblici. L’Unità 3.600.000 Euro nel 2012, ad esempio! Sono più di 40 i giornali che campano sulle spalle dei contribuenti!

  11. Mauro Conti ha scritto:

    Quando Renzi ha detto ” faremo la festa dell’Unità” avete capito male. In realtà ha detto “faremo la festa all’Unità”.E comunque “state sereni”, ” ce ne faremo una ragione “.Ciao Maria Novella, Toni Jop, Prospero, Costa, Rovelli, spero di ritrovarvi presto e sopratutto te Bobo, vi voglio tanto bene.

  12. Raffaele Zullo ha scritto:

    Nardé, ma vaffanculo

  13. Raffaele Zullo ha scritto:

    #IlFATTOQUOTIDIANO L’UNICO quotidiano giornale a #NON prendere contributi statali.
    ——-@leggete sotto ——
    PAPA’ TIZIANO RENZI, il DISTRIBUTORE di giornali in Toscana, STAI SERENO DENIS c’è……MATTEO.
    CONTRIBUTI ALL’ EDITORIA, DAGLI ANNI OTTANTA AD OGGI, MILIARDI SOTTRATTI AGLI ITALIANI.
    Fondi per l’editoria, in dieci anni truffe per 110 milioni di euro.
    Sono sei i parlamentari coinvolti dal 2003 al 2012 in inchieste su illeciti amministrativi e concorso in truffa per ottenere contributi statali per il proprio giornale tra i quali DENIS VERDINI, per il Giornale di Toscana.
    Tra proprietà occulte e regole aggirate, più di 100 milioni di euro sarebbero illecitamente usciti dalle casse della presidenza del Consiglio.
    IN PIU’:
    CONTRIBUTI ALL’EDITORIA:
    per il 2013: 137 milioni di euro
    per il 2014: 140 milioni di euro
    per il 2015: 119 milioni di euro
    per il 2016: 120 milioni di euro
    IN PIU’:
    Decreto competitività (n. 66/2014): il Governo ha istituito con decreto un Fondo straordinario per l’editoria da 120 milioni di euro per il triennio 2014-2016.
    EDITORIA FUORILEGGE: DELINQUENTI IMPUNITI E COLLUSI CON POLITICA E MAGISTRATURA.
    LA GRANDE TRUFFA PAGATA DAI CITTADINI……CONTINUA……
    Mauro Adriani Pres. A.N.G.E.T.

  14. Andrea la Duca ha scritto:

    GIORNALE DA CULO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15. Luca Passantino ha scritto:

    Vuoi soldi pubblici Nardella mettili tu oppure fatevi finanziare dal vostro alleato principale cioè Berlusconi

  16. Claudio Rossi ha scritto:

    Aspetta e spera

  17. Francesco Segoloni ha scritto:

    Era ora

  18. Salvatore Gagliarde ha scritto:

    Nardella s’appella e Finocchiaro ha riso amaro

  19. Silvano Bersani ha scritto:

    l’unità che invoca aiuti governativi …

  20. De Angelis Assicurazioni ha scritto:

    pagate di tasca vostra

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