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pubblicato: martedì, 12 maggio, 2009

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Crescita reale PIL: situazione mondiale

patrimoniale

 

 

 

 

Crescita reale PIL: situazione mondiale

 

Sul sito del Fondo Monetario Internazionale (FMI, o IMF in inglese), gli amanti delle statistiche possono consultare gratuitamente una mappa interattiva della crescita reale di PIL (real GDP growth). Oltre a ciò, si possono trovare innumerevoli altri indicatori macroeconomici, come il PIL nominale, il PPP (Purchasing Power Parity, tasso d’inflazione, bilancio di cassa, etc.). Per onor di cronaca, segnaliamo anche la sezione statistica del settimanale di economia “The Economist

1980 Crescita reale PIL: situazione mondiale

 

Presentiamo qui una veloce analisi dei dati pubblicati sul sito dell’FMI riguardo al GDP. Le serie storiche sono annualizzate, perciò non si può puntare su un alto grado di statistica. Tuttavia, a livello indicativo, qualche dato interessante si riesce a ricavare.

La particolarità essenziale di questa mappa è la possibilità di controllare le serie storiche di ogni nazione. Presentiamo di seguito una rassegna storica della situazione mondiale con relativa legenda (più un paese è colorato di rosso, più il PIL reale cresce. Più è verde e più si rischia depressione). I paesi colorati di grigio non hanno presentato i dati per quell’annata.

1980 (Guerra Fredda)

1980

Durante il perdio di Guerra fredda, il blocco sovietico risulta impossibile da decifrare in quanto i dati non ci sono pervenuti. Si può notare come allora l’Europa crescesse meno debolmente rispetto agli Stati Uniti. Si possono già intravedere gli sviluppi economici delle cosiddette Tigri d’Oriente che negli anni a venire avrebbero scosso i mercati finanziari (nel bene e nel male). L’Italia, così come il Regno Unito, invece crescono meno rispetto agli altri maggiori paesi Europei. Spiccano nel vecchio continente l’emergente Portogallo e la regione Scandinava.

 

1990 (Post-Muro di Berlino)

1990

Nel periodo post-caduta muro di Berlino il trend di crescita mondiale non sembra mutato di molto rispetto a 10 anni prima. Si nota l’aumento relativo di PIL della Germania unificata, la Spagna, insieme all’Irlanda, inizia la sua risalita economica mente gli USA mostrano una leggera ripresa.

 

1996 (Boom new economy)

1996

Dal 1996 per gli anni a seguire (fino a circa il 2000) si assiste al boom della new-economy, che tocca molto fortemente i mercati asiatici. Si noti il rosso intenso della Cina e della Corea del Sud. Anche il continente Nordamericano mostra una buona crescita, a pochi anni dal trattato Nafta (1992, entrato in vigore nel 1994). Permane la crescita anche in Irlanda ed Islanda, in Europa, mentre in Sud America l’Argentina ed il Cile trainano l’economia latinoamericana.

 

2001 (Twin Towers)

2001

Dal 2001 in poi qualcuno sostiene che “il Mondo non sarà più come prima”: i mercati finanziari certamente sono d’accordo. I colori diventano più tenui, tendenti al verde diffuso, specie per i paesi del G8, trainatori dell’economia mondiale. Iniziano ad emergere i paesi del vecchio blocco socialista. L’Argentina, a pochi anni dal devastante crack, decelera la sua crescita.

 

2007 (Crisi subprime)

2007

A ridosso della crisi dei subprime, il Mondo intero appare in forte crescita economica: un rosso intenso permea i paesi in via di sviluppo, mentre i paesi del G8 continuano debolmente a tenere il passo. La Cina si erge a primo attore protagonista. Russia e Sudamerica, compresi alcuni stati dell’estremo Oriente mostrano forti segni di sviluppo produttivo.

 

2009 (Credit Crunch)

2009

Ed eccoci ai giorni nostri: verde pressochè spalmato (ad eccezione dei due colossi economici asiatici, India e Cina). I paesi del G8 subiscono fortemente la crisi dei derivati e di bassa liquidità. Anche il Sud America risente a distanza di un mercato globale ampiamente in decrescita, verso recessione diffusa. L’ Islanda  addirittura annuncerà la bancarotta.

 

Previsione 2011

2011

[ad]Infine, il FMI annuncia previsioni di crescita per il 2011: quanto queste siano veritiere lo vedremo a breve, sebbene gli indicatori macroeconomici mondiali sembra stiano ritornando a livelli di normalità (relativamente alla situazione in cui imperversa la finanza mondiale).

 

Sempre tratto dal sito del FMI possiamo consultare un file .xls con tutte le serie storiche di ogni nazione, dal 1980 ad oggi.

A questo indirizzo filehosting trovate il file in questione.

Per quanto riguarda l’Italia ecco alcuni dati: il primo grafico si riferisce alla densità distribuzione dei PIl dal 1980 ad oggi: si sono operati alcuni fit (Normale, t-Locatio e Logistic). Notare come nessuna delle distribuzioni trattate riesca ad intercettare bassi valori di PIL (per incorporare ciò cs potrebbe far ricorso all’Extreme Value Theory), con distribuzioni quali quella di Fisher e Gumbel, le quali incorporano le famose “fat tails” che una distribuzione Normale non contempla.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


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