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pubblicato: martedì, 17 novembre, 2009

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La Banda della Discordia.

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La Banda della Discordia.

 

 

La Banda della Discordia.

Ancora incerto l’esito del caso banda larga, che ha sollevato tensioni all’interno e all’esterno del Governo Italiano. Lo sviluppo dell’infrastruttura, bloccato dal congelamento dei fondi destinati, potrebbe essere ulteriormente rimandato, nel caso in cui il Ministro per lo Sviluppo Economico e il Ministro dell’Economia e delle Finanze non dovessero raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.

LEGGI TUTTA L’ANALISI E TABELLE

UNA RISORSA STRATEGICA
La tecnologia costituisce non soltanto un’infrastruttura ormai indispensabile per aziende e consumatori, ma soprattutto una risorsa strategica nazionale di primaria importanza, tanto che i Governi di Germania e Francia si sono impegnati entrambi ad attivare piani consistenti in materia: banda “larghissima” (cioè a 50-100 Megabit) per il 75% dei tedeschi entro cinque anni e un investimento pari a 10 miliardi di euro per portare la stessa tecnologia a 4 milioni di case in Francia entro tre anni. [1]
La Commissione europea, a inizio anno, aveva presentato un piano di ripresa esplicitamente orientato verso questo politiche: “Dobbiamo anche incentivare l’economia europea fornendo alle comunità rurali le autostrade informatiche”, aveva affermato il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso. [2] I lavori di ampliamento della banda larga consentirebbero di conseguire impatti positivi sul PIL nazionale, in termini di nuovi cantieri e posti di lavoro (un milione, fino al 2015, secondo le stime europee) [1], rendendo meno traumatica la ripresa dalla crisi economica.

Banda Larga Italia

Fonte: www.comitatobandalarga.it

L’INTOPPO ITALIANO
In Italia, la speranza di poter avviare piani analoghi è stata bruscamente messa in discussione dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che ha esplicitato nei primi giorni di Novembre l’intenzione del Governo di subordinare l’erogazione dei fondi alla ripresa economica. [1]
Decisione in netto contrasto non solo con le convinzioni della Commissione Europea, ma anche con gli interessi di tutti i settori industriali che non possono prescindere dalla diffusione della tecnologia.
Gabriele Galateri, Delegato del Presidente di Confindustria allo sviluppo della Banda Larga, si è pronunciato decisamente contro il congelamento dei finanziamenti, ricordando che “in due anni potrebbero essere investiti 1,5 miliardi di euro in infrastrutture per ridurre il digital divide, che riattiverebbero la filiera dell’ICT e gli investimenti in innovazione digitale delle imprese” e aggiungendo: “Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil”.[3]
Similmente contrari al blocco della banda larga si sono detti il Ministro Brunetta, cui preme il progetto di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, e il Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, convinto del fatto che “senza banda larga non c’è futuro”. [4]

Banda Larga Europa

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


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