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pubblicato: martedì, 20 aprile, 2010

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Goldman e Sachs sotto accusa

termometro finanziario, spagna

Goldman e Sachs nell’occhio del ciclone. L’istituto di Lloyd Blankfein (in foto) finisce sotto accusa da parte della SEC di aver operato in danno dei suoi investitori con dei prodotti di tipo CDO (Collateralized debt obligation) che sono delle  obbligazioni  con  garanzia (collaterale) costituita da un debito. Ma dietro c’è ben altro…

 

LloydBlankfein Goldman e Sachs

In brevi termini la Banca avrebbe permesso che la selezione dei titoli obbligazionari presenti in un determinato prodotto (nel caso denominato Abacus 2007-AC1), fosse effettuata attraverso i dettami di un hedge fund (Paulson & Co) che “scommetteva” sul crac dei medesimi titoli con un CDS (ovverossia un derivato “assicurazione” contro il default). Il tutto con la copertura di una agenzia “indipendente” (o presunta tale), la ACA Management che costituiva lo “specchietto per le allodole” per la clientela.

Perdonatemi, ma la cosa mi fa abbastanza sorridere….si puo’ tranquillamente affermare che tali tipi di “operazioni” (o “raggiri” se volete) erano praticamente usuali e normali all’interno della grosse banche d’affari statunitensi, e la procedura della SEC puo’ considerarsi decisamente tardiva, semprechè ci sia la reale volontà di fermare questo tipo di operazioni finanziarie.

In realtà, questa procedura della SEC fa parte di una complessa “partita a scacchi” che l’amministrazione Obama sta giocando al Congresso relativamente alla cosiddetta “riforma” di Wall Street. In ballo non c’è solo un qualche provvedimento per limitare il potere assoluto delle banche, ma molto di piu’, per certi versi la sopravvivenza di un “certo tipo” di predominio statunitense sull’intero globo. E spieghiamo il perchè. Ora osservate questa mappa (fonte Zerohedge):

GSMappa2

In questa mappa viene rappresentata la “struttura di interconnessione” della potentissima merchant bank statunitense. Come si puo’ osservare, tale “interconnessione” riguarda tutti i settori (e società) strategici dell’intera economia americana. Ivi compresa grande porzione della politica e delle banche centrali.  Non vi è raffigurata la parte “europea” che è comunque rilevante, in quanto GS può contare su altri uomini come Peter Sutherland (GS Chief della sezione Europa), ed in via indiretta anche su altri “amici” tra cui Charles de Croisset, ex capo del Credit Commercial de France (Ccf), Lord Griffiths, che ha consigliato l’ex primo ministro Margaret Thatcher, e in Germania su Otmar Issing, ex membro del direttorio della Bundesbank ed ex capo-economista della Banca centrale europea (Bce), nonchè Mario Draghi attuale governatore della banca d’Italia.

Tornando comunque alla “partita a scacchi”, l’amministrazione Obama sembrerebbe avere un effettiva intenzione di bloccare buona parte delle “discutibili” operazioni finanziarie delle merchant bank americane (in primis appunto GS) per evitare altri bailout e potenziali crisi. Intento lodevolissimo ma che si scontra con dei problemi enormi.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


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