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pubblicato: giovedì, 5 maggio, 2011

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Il Canada esce dall’impasse

Le elezioni della scorsa domenica hanno dato, dopo molti anni, un risultato netto e una chiara maggioranza

 

Dopo ben sette anni di instabilità politica, con tre governi di minoranza – uno guidato dal centrista Partito Liberale, e due in mano al Partito Conservatore – via via succedutisi, le elezioni del 2 maggio 2011 per il rinnovo della House of Commons hanno segnato un vero e proprio punto di svolta nel panorama politico del grande Paese nordamericano, dando il via ad un governo di stampo conservatore finalmente in grado di controllare il Parlamento.

[ad]Complici della recente instabilità politica canadese sono stati la legge elettorale, maggioritaria a turno unico sui 308 seggi in cui è diviso il Paese, e la progressiva diminuzione del numero dei partiti, che hanno reso sempre più difficile la vittoria del Partito Liberale, la formazione centrista che ha dominato la scena politica del Paese nel corso del XX secolo.

In particolare la mossa vincente delle formazioni di centrodestra è stata, nel 2003, la fusione tra l’Alleanza Canadese ed il Partito Conservatore Progressista nel Partito Conservatore, schieramento in grado di competere in termini di consenso con il Partito Liberale.

Proprio i conservatori sono stati i vincitori delle tornate elettorali del 2006 e del 2008, senza però mai riuscire ad esprimere la maggioranza dei seggi, impresa invece finalmente riuscita in questo terzo tentativo.

 

 

Partito Seggi 2011 Seggi 2011 (%) Seggi 2008 Seggi 2008 (%)
Conservative 167 54,2% 143 46,4%
New Democratic Party 102 33,1% 37 12,0%
Liberal 34 11,0% 76 24,8%
Bloc Québécois 4 1,3% 50 16,2%
Green Party 1 0,3% 1 0,3%
Altri 0 0,0% 2 0,7%

 

 

La tabella mostra l’assegnazione dei seggi parlamentari, mettendo anche a confronto gli esiti delle elezioni 2011 con quelli delle precedenti consultazioni del 2008.

Sono svariati, in generale, gli spunti di riflessione offerti da un simile risultato.

In primo luogo, è da segnalare una ripresa dell’affluenza dopo che nel 2008, con il 59,1% di votanti, si era toccato il minimo storico di affluenza alle urne. Le elezioni 2011 sono risalite oltre la soglia del 60%, assestandosi ad un complessivo 61,4%. Sono state principalmente le regioni costiere del Paese a rispondere alla chiamata alle urne, con punte del 74% di affluenza nel feudo liberale della Prince Edward Island; al contrario, le zone centrali e meno densamente popolate del Canada hanno prodotto percentuali anche al di sotto del 50%, come avvenuto in Nunavut (47,4%) o nei Northwest Territories (48,2%).

Malgrado il segnale incoraggiante, non si può tuttavia dire che il Canada abbia ritrovato l’amore per la politica: il dato finale dell’affluenza risulta comunque il secondo più basso della serie storica delle elezioni politiche del Paese nordamericano, e in ogni caso ben al di sotto delle aspettative che la grande affluenza durante i primi giorni del voto – +35% sul 2008 – aveva generato.

 

 

Bilancio Conservative New Democratic Party Liberal Bloc Québécois Green Party Altri Non assegnati Totale
Conservative 2 26 0 0 1 2 31
New Democratic Party 6 17 44 0 1 0 68
Liberal 0 0 0 0 0 0 0
Bloc Québécois 0 0 0 0 0 1 1
Green Party 1 0 0 0 0 0 1
Altri 0 0 0 0 0 0 0
Totale – 7 2 43 44 0 2

 

 

Il secondo punto di interesse è stato naturalmente l’entità del successo dei Conservatori: gli ultimi sondaggi avevano evidenziato una risalita del NDP in grado di riaccendere una competizione elettorale altrimenti scontata, ma alla fine il partito di centrodestra non è stato toccato da questa fuga di voti verso sinistra, riuscendo anzi ad incrementare i propri consensi passando dal 37% al 39% e a sfruttare la spartizione dei voti tra liberali e socialdemocratici per imporsi – grazie al maggioritario a turno unico – in 167 seggi, un numero sufficiente per controllare il Parlamento e varare il primo governo non di minoranza dopo 7 anni di vera incertezza politica.

La figura di Stephen Harper, il leader conservatore, è stata in grado di conquistare la fiducia dell’elettorato; grazie alle due precedenti esperienze di governo di minoranza è riuscito a sopire i dubbi legati alla convivenza tra le due anime del partito – più moderata e laicista quella proveniente dal Partito Conservatore Progressista, più radicale quella dell’Alleanza Canadese – e ad attrarre parte dei voti centristi grazie ad una politica non appiattita su posizioni estremiste di destra, come mostra la grande quantità di seggi che i Conservatori sono riusciti a strappare ai Liberali.

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