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pubblicato: giovedì, 6 agosto, 2009

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Vota la campagna! – Primarie PD / 1

pd

Vota la campagna! – Primarie PD / 1

Il Termometro Politico seguirà con attenzione la sfida per la poltrona di segretario del Partito Democratico. Nostra intenzione, però, non è solo fornire informazioni ai nostri lettori sull’andamento della corsa, ma anche coinvolgerli per capire quale candidato si sia distinto per la miglior propaganda.

Iniziamo con questo primo sondaggio il nostro viaggio nella lotta per il potere dentro al principale partito d’opposizione italiano.

Partiamo con una domanda e l’analisi dei loghi dei concorrenti in lizza.

 

[ad]Pierluigi BERSANI

Profili di nuvole, o forse ali di gabbiani in volo. Rigorosamente tricolori. Sono il segno più forte nel logo della candidatura di Bersani, su cui risalta anche la felice scelta di aggiungere “09”, in pieno stile americano. Quasi a voler collocare Bersani in quella “storia” a cui si rifà lo slogan della campagna. La resa grafica complessiva è leggera, il nome (un po’ gracile) è scritto con le grazie e in maiuscoletto: scelta inusuale, ma che conferisce un’immagine classica, quasi da libro stampato. Al logo di Bersani, in definitiva, mancano sia l’energia dell’ “Onda” di Marino sia l’immediatezza della scritta di Franceschini; ma è forse quello che più si presta a fare da didascalia alla foto del candidato in santini e 6×3. Il che, per una mozione solida e avara di voli pindarici, è un sicuro punto di forza.

A cura di Lorenzo Pregliasco

 

Dario FRANCESCHINI

Il logo di D. Franceschini si compone di due elementi differenti assolutamente non integrati tra loro.

Il suo nome si presenta con un colore grigio, tonalità neutra per eccellenza. Il simbolo dell’Italia, invece, riprende il tricolore già ampiamente adoperato nella produzione del PD.

Probabilmente le scelte di Franceschini non mirano ad un elemento di novità e rottura, bensì a dare un senso di continuità con quanto fatto. L’impostazione complessiva del logo è convenzionale, probabilmente per garantire un’apertura ad un target il più ampio possibile. Tra l’altro è l’unico logo privo di slogan.

Il rischio che corre è quello di chi vuole apparire valido a tutti, ovvero di non attrarre nessuno in maniera particolare.

Tecnicamente, infine, il logo presenta alcune stranezze: i due elementi grafici non producono sintesi tra loro; il nome risulta scritto in una proporzione anomala rispetto al cognome e l’immagine dell’Italia in questa veste grafica da un senso di già visto.

A cura di Marcello Siragusa

 

Ignazio MARINO

Non c’è che dire, il logo scelto da Marino per le Primarie di ottobre colpisce. Colpiscono i colori, colpisce la grafica, al di là dei giudizi.

 

Mescolare il verde acido con il viola in una M che ricorda più il logo di “M2O musica allo stato puro” che un logo politico è una scelta non convenzionale, la stessa freccia che compone la “M” non è certo una freccia tradizionale ma simula un elettrocardiogramma. Scelte coraggiose: chi cerca il” nuovo” in Marino, verrà accontentato anche da questo simbolo ( e questo non è certo un dettaglio da sottovalutare). Ma non è detto che tutti riconoscano il senatore chirurgo in quel logo, si rischia che qualcuno lo scambi con l’insegna di una discoteca.

A cura di Giovanni Diamanti

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