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pubblicato: sabato, 23 giugno, 2012

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Grecia: i risultati del voto, una spaventata speranza

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Lo sappiamo tutti, si è votato in Grecia. La sfida era tra partiti favorevoli e contrari al Memorandum con cui i creditori internazionali hanno concesso gli aiuti alla Grecia. I favorevoli erano ( e sono) coloro che credono nella continuità e che quei trattati li hanno firmati (Nea Dimokratia e socialisti del Pasok). I contrari erano (e sono) le forze non compromesse con gli ultimi trent’anni di politica greca. Questi ultimi, Syriza in testa, chiedevano una rinegoziazione dei Trattati che regolano il prestito internazionale alla Grecia. Non ha senso parlare di “pro-euro” poiché nessuno dei principali partiti in lizza era contrario alla permanenza nell’Unione o alla moneta unica. I risultati hanno premiato i conservatori di Nea Dimokratia. Proprio quelli che hanno truccato i conti e che hanno decisamente contribuito a gettare la Grecia nell’incubo in cui si trova.

I risultati del voto

[ad]Al momento, con il 98,83% dei voti scrutinati le percentuali sono le seguenti. Nea Dimokratia (conservatori, pro-memorandum) guidati da Antonis Samaras al 29,66% seguita da Syriza (sinistra radicale, pro-europa, anti-memorandum) al 26,89%, terzo partito il Pasok (socialisti, pro- memorandum) con il 12, 28%. Segue il partito dei Greci Indipendenti (ortodossi conservatori, antieuropeisti, anti-memorandum) con il 7,51%. Uno “storico” e atteso 7% va ad Alba Dorata (neonazisti, antieuropesiti, anti-memorandum). Previsto anche il crollo del Partito Comunista greco (antieuropeista, anti-memorandum), con solo il 4,5%. Tiene bene invece Dimar (sinistra democratica, fuoriusciti del Pasok, pro-memorandum) con il 6,02%. Non superano lo sbarramento il Laos (clericale, ultraortodosso, non si capisce se anti o pro qualcosa) fermo al 2,8%, stesso risultato per i Verdi.

grecia

Ha votato solo il 62,47% degli aventi diritto, con oltre il 37% dei greci che non si è recato alle urne, pur avendo davanti un voto cruciale per il futuro del Paese. Il sistema elettorale è proporzionale con una soglia di sbarramento al 3% e un generoso premio di maggioranza di 50 deputati su 300 per il primo partito.

Perché ha vinto Nea Dimokratia?

Come si spiega la vittoria di un partito che ha dimostrato tutta la sua incapacità, corruzione, inaffidabilità? Un partito, Nea Dimokratia, che al pari del Pasok ha gestito il potere negli ultimi trent’anni gettando il Paese alle ortiche. Si spiega con la paura. Nelle scorse due settimane, quelle che precedevano il voto, buona parte della stampa europea ha gridato al pericolo: Atene fuori dall’euro se vince Syriza, descritta come una formazione di anti-europeisti, con il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha invitato i greci ha votare per Nea Dimokratia. Come se fosse normale che un capo di Stato suggerisca cosa votare in un altro Stato. Queste ingerenze, queste pressioni mediatiche, hanno certamente contribuito alla vittoria dei conservatori pro-Memorandum. Per la felicità della Merkel i conservatori e i socialisti, cioè sempre quelli che hanno mandato in bancarota il Paese, faranno una coalizione di governo. Un governo di destra-centro-sinistra, un bel polpettone in cui le storiche differenze tra liberalismo e socialismo europeo vanno a farsi friggere. Il governo di Merkelopoulos?

Attenzione però. Anche Antonis Samaras proverà a giocarsi la carta della ri-trattazione con l’Europa: più tempo per attuare i tagli alla spesa pubblica (tagli necessari per ricevere i fondi); aumento di stipendi e pensioni ai livelli del 2009; incentivi per imprese e agricoltori, rafforzare i contratti di lavoro collettivi (che il Memorandum vuole drasticamente limitare) e ricreare protezioni per i lavoratori in un mercato del lavoro che si rimpicciolisce; limitare i licenziamenti nel settore pubblico (che il Memorandum vuole radicali a causa di un’ipertrofica amministrazione pubblica).Misure in certa parte necessarie che mettono d’accordo socialisti e conservatori.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


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