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pubblicato: mercoledì, 19 settembre, 2012

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Pd e Pdl: con le elezioni vicine, le minoranze interne scalpitano

elezioni

Le elezioni si avvicinano, e nei partiti maggiori c’è fermento per il posizionamento dei principali leader.

Nel campo dei democratici, si sa, il principale argomento di discussione sono le primarie, una competizione che vede già contrapposti – all’interno del Pd – il segretario Bersani, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, l’ecologista Puppato e (probabilmente) il consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati. A questi vanno aggiunti il rutelliano Tabacci, Valdo Spini e Vendola.

[ad]Proprio su quest’ultimo però si concentra la più recente discussione interna al Pd, che proviene dall’interno del campo bersaniano, area “popolari”: con una missiva indirizzata al numero 1 del Partito, Fioroni ed altri parlamentari democratici hanno infatti chiesto di modificare il regolamento delle primarie (che a dire il vero, ancora non c’è), per dare la possibilità di candidarsi solo ad esponenti di partiti il cui programma è compatibile ed integrabile con quello dei democratici. Chiaro riferimento al governatore pugliese, tra i firmatari del referendum sul mercato del lavoro, referendum bocciato (nel metodo) dal Pd: “Iniziative” – si legge nel documento – “come quella referendaria abrogativa per leggi che possono essere sicuramente migliorate, ma la cui abrogazione recherebbe nocumento al paese, non sono di certo compatibili” con il programma del Pd. La necessità di non rappresentare una coalizione litigiosa, come fu l’Unione prodiana, già alle primarie è quindi demandata al segretario, che da par suo ha già rispedito al mittente la richiesta.

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Vendola, per Bersani, dev’essere un protagonista “di questa vicenda” e, ad ogni modo, nella carta di intenti del partito sono presenti anche modalità di risoluzione dei conflitti sulle quali il Pd è pronto a non transigere: in caso di dissenso, infatti, saranno i gruppi parlamentari a votare a maggioranza la linea da seguire.

Il Presidente della Regione Puglia non ha ancora sciolto le riserve sul posizionamento del proprio partito e quindi sulla sua stessa partecipazione alla contesa d’autunno: preoccupato dal clamore mediatico riservato a Renzi ed allo stesso Bersani, il governatore aspetta forse un momento più propizio per lanciare la sua candidatura, e nel frattempo corteggia l’IdV, partecipando venerdì alla consueta kermesse vastese del partito di Di Pietro.

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Nell’altro schieramento le cose vanno però ancor peggio: mentre sui media impazzano le foto dei festini dei consiglieri del Pdl Lazio, volano gli stracci tra i ras locali, con il commissario europeo Tajani che cerca di mettere nell’angolo l’ala ex-forzista guidata da Cicchitto relativamente al controllo del partito nel Lazio, e gli ex-aennini, guidati da La Russa,  che pensano di creare un movimento di destra esterno al PdL, ricongiungendosi con Storace ma non con Fini. La patata bollente sarà gestita stasera stessa da Berlusconi in persona, ma non è detto che già oggi si arriverà a chiarimenti decisivi.


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Decomo48
Decomo48

L'emergenza non è finita PER RIGENERARE L'ECONOMIA: INVESTIMENTI PER LA CRESCITA "È fondamentale predisporsi al cambiamento - ha detto Giorgio Napolitano - e i cittadini devono esigere questo cambiamento. Non c'è alternativa al proseguire nell’impegno per il pareggio di bilancio e per un deciso, sistematico abbattimento del debito pubblico. È un presente duro quello che l'Italia sta vivendo per le drammatiche difficoltà di troppe famiglie e imprese. Occorre chiarire e risolvere il nodo degli “esodati” e dei ritardi dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche. È l’ora del cambiamento”. Per il Presidente della Repubblica, “il superamento dell'attuale condizione di disagio costituisce la principale sfida da vincere per restituire agli Italiani e soprattutto ai giovani il diritto a essere protagonisti nella costruzione del proprio futuro e per l’affermazione di condizioni durature di crescita economica e sociale di tutto il Paese”. “L'emergenza non è finita – ha sostenuto Mario Monti di fronte alle incertezze dei Paesi dell'Eurozona e alle preoccupazioni del presidente USA Obama – e le prossime settimane saranno decisive. Il nostro obiettivo è la crescita che richiede il consolidamento dei conti”. Il presidente del Consiglio cerca di promuovere una strategia per lo sviluppo in ambito Unione europea. Occorrono misure per favorire lavoro non precario ai giovani e iniziative per lo sviluppo economico e infrastrutturale , ricerca, formazione del capitale umano e coesione territoriale. “Per un riequilibrio strutturale e duraturo dei conti pubblici è necessario che il Paese torni a crescere. Il difetto di crescita italiano - ha affermato Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia – è in buona parte riconducibile al ritardo e alle incertezze con cui il sistema produttivo ha risposto agli negli ultimi 20 anni alle sfide dell’innovazione tecnologica, dell’affermarsi sulla scena mondiale di nuove economie, del deciso aumento dell’integrazione europea”. Si riscontra impoverimento delle famiglie, crescente disaffezione verso la politica, peggioramento delle prospettive di stabilità per il lavoro dei giovani, aumento della ricchezza per pochi e indebitamento crescente per molti. La forza della famiglia sta cedendo e il risparmio è in pericolo. La produttività crolla, ma anche di fronte all’emergenza c’è una responsabilità collettiva – secondo l’ultimo rapporto sulla situazione sociale italiana del Censis – pronta a entrare in gioco. In tempo di crisi gli Italiani sanno essere responsabili e il 57% è disponibile a fare sacrifici per l’interesse del Paese. Occorre rigenerare l'economia “innalzando la partecipazione al lavoro di giovani e delle donne in primo luogo”. “Siamo profondamente persuasi – ha detto Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana – che i giovani di oggi siano in grado di dare una spinta decisiva al cambio di passo del nostro Paese. Le loro mortificazioni e la loro rabbia ci inducono a ricordare che non si possono tradire. Stenta ad emergere una disponibilità al riequilibrio delle risorse che sono in campo. Nonostante la precarietà che sta segnando la loro giovinezza, non possono rinunciare “all’edificazione di una società che renda possibile anche per loro una vita buona”. La realtà economica italiana è al 98% composta da micro e piccole aziende – ha affermato Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato – e occorre creare un ambiente adatto allo sviluppo di questa dimensione d’impresa”. “Quello che manca oggi all'Italia - ha evidenziato Mauro Colombo, presidente dei giovani imprenditori di Confartigianato - è un “Progetto per le nuove generazioni”. Per riprendere a crescere bisogna riportare l’attenzione sui giovani, tornando alla cultura del rischio e del talento, del merito e della libera iniziativa con uno spirito di concorrenza e di innovazione”. Si tratta di ridurre gli sprechi, avviare le riforme che mirino a dare certezza a chi fa impresa e crea posti di lavoro. “C’è bisogno di lavorare per l’Italia senza polemiche – ha ripetuto più volte Pier Ferdinando Casini – ed esercitare un ruolo di responsabilità, individuando modalità organizzative e priorità programmatiche su cui si auspica un positivo confronto con il governo per il bene dell’Italia e per una autentica coesione nazionale. Il progetto di costituire un "Partito della nazione" se prima era urgente, ora è fondamentale. Dobbiamo andare oltre l’Udc, molto oltre il Terzo Polo stesso. C'è bisogno di immettere liquidità nel sistema, di cominciare a pagare i debiti dell'amministrazione pubblica e c'è bisogno che l'Europa parli di crescita”. Si tratta di condividere un programma fondamentale su lavoro, educazione, impresa, giustizia, politica europea e internazionale.