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pubblicato: giovedì, 18 ottobre, 2012

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Rassegna Stampa TP: Fiducia sull’anticorruzione, avanti sul dl stabilità.

Oggi i maggiori quotidiani si occupano del disegno di legge anticorruzione che ieri ha incassato il voto di fiducia al Senato. Soddisfatto il premier Mario Monti: “Ci ho messo la faccia”. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, si è detta “orgogliosa” del lavoro svolto. All’interno del ddl però mancano punti fondamentali come l’autoriciclaggio, la rimodulazione del reato di falso in bilancio e il voto di scambio. Su quest’ultimo, il Guardasigilli è pronto a varare una nuova legge mentre sulle liste depurate dai condannati definitivi bisognerà aspettare una delega da parte del governo. Il ddl anticorruzione però non ha raccolto solo plausi. L’avvocato Giulia Buongiorno, in un’intervista a Repubblica, dichiara: “Sul falso in bilancio l’occasione è persa”. Per il Manifesto la legge è “un bicchiere tutto vuoto”. Di diverso avviso il Messaggero, secondo il quale, il ddl “aiuterà il Paese a crescere”. Massimo Giannini su Repubblica parla di “Occasione mancata”. Per il Fatto Quotidiano la legge anticorruzione è “uno sconto per Berlusconi, Penati e P4”.

Da leggere:

Corriere della Sera: Linee guida al Ddl anticorruzione

 

Intanto lo spread (il differenziale tra Btp decennali e bund tedeschi) continua a scendere. Ieri ha toccato quota 313. Positiva anche la richiesta di Btp Italia (titolo indicizzato all’inflazione destinato ai risparmiatori) che ha raggiunto quota 10 miliardi con un rendimento minimo del 2,55 per cento. Dati incoraggianti, frutto dalle misure attuate dal governo. Misure definite “brutali” da Monti che spiega: “Non c’erano alternative. Abbiamo evitato la catastrofe togliendo il tappo alla crescita”. Non tutti sono d’accordo però con gli interventi adottati dai tecnici, specie sulla legge di Stabilità varata dall’esecutivo. Duro, il segretario Pd, Pier Luigi Bersani: “Tutto questo giro di Irpef e Iva non va: ai ceti popolari con una mano si dà e con l’altra si toglie il doppio. Non possiamo scherzare”. Per Libero si può dire “addio alla crisi ma bisognerà tirare ancora la cinghia”. Mentre la Stampa parla di “Dura lezione del Prof”.

 

Altro tema caldo che i giornali trattano sono le parole dell’ex premier Massimo D’Alema riguardo il problema circa la sua (possibile) candidatura in Parlamento. Il presidente del Copasir ha annunciato “Se vince Bersani non mi ricandido ma se vince Renzi, combatto”. Il distinguo di D’Alema evidenzia la sua amarezza per “le aggressioni continue” da parte del “rottamatore” Matteo Renzi. Secondo Repubblica, l’ex premier è stato “convinto al passo indietro da Bersani”, Europa chiede al partito di “non fare più errori”. Per Libero invece, D’Alema “è un cane morto che abbaia”.

 

Altre notizie. Roberto Formigoni non ci sta a farsi “rottamare”. E attacca: “Il 25 ottobre si scioglierà il Consiglio regionale, in tempo utile per votare prima di Natale. Il 16 o il 23 dicembre potrebbe essere la data buona”. Contrari i vertici del Pdl: “Data inadeguata”. Intanto Maroni apre alle primarie di coalizione su cui Formigoni è fermamente contrario: “Sarebbe la fine del Pdl”.

 

Il Messaggero: Non do la Regione alla Lega. Il Pdl è con me (intervista a Roberto Formigoni)

Il Giornale: D’Alema e Formigoni gli ultimi “appestati” (di Paolo Guzzanti)

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