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pubblicato: martedì, 23 ottobre, 2012

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Media Sondaggi: sorpasso M5S sul Pdl. Quale ruolo per l’IdV?

La media dei sondaggi al 21/10/12

Media Sondaggi: sorpasso M5S sul Pdl. Quale ruolo per l’IdV?

 

Il PD sfonda quota 27%, il PDL crolla al di sotto del 17%, il MoVimento secondo partito politico italiano, Terzo polo in lento declino. Questo in breve il quadro che ci consegnano i sondaggi della scorsa settimana in attesa delle regionali siciliane, primo big match di questo lunghissimo anno elettorale.  Con il Porcellum l’alleanza di centrosinistra anche senza IDV avrebbe amplissima maggioranza, mentre nel caso si concretizzasse la bozza di legge elettorale attualmente al Senato il centrosinistra avrebbe una debole maggioranza solo allargando i suoi confini al partito di Di Pietro, o al Terzo Polo, ma col rischio – in questo caso – di perdere Sel.

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4 comments
Toniuccioli
Toniuccioli

Sono d'accordo anch'io:il Porcellum l'ha voluto il Berlusca per fregare il c/sinistra nel 2006 ,adesso la legge non si deve cambiare ,solo per fare un favore a loro,e poi è sbagliato cambiare le regole quando si è vicino alle elezioni.Si possono fare delle primarie per trovare i migliori candidati al parlamento per il c/sx e il premio di maggioranza deve rimanere tale per consentire la governabilità di chi vince! Gli altri che s'arrangino!

Ilcontori
Ilcontori

Domanda agli esperti:mi sembra che SWG sistematicamente sottostima PD e sovrastimi 5 stelle. C'è una spiegazione tecnica? Grazie a chi mi spiega

Angelogaudenzi
Angelogaudenzi

 Legge elettorale. Proporzionale puro con clausola di governabilità e sovranità rafforzata. No a formule inique e strumentali per derive autoritaristiche ed accentratrici.   La vigente legge elettorale viola, almeno, gli articoli 48,49,1,139 della Costituzione. Ecco alcuni dei motivi della sua difformità al dettato Costituzionale. Contestualmente ed in seguito, vengono accennate alcune proposte di riforma, della principale legge posta a guida e tutela della Sovranità Popolare. 1) Il voto dei cittadini non è uguale perché con lo sbarramento percentuale d'accesso, anche chi riesce a prendere una quantità di voti pari al quoziente minimo è tagliato fuori del riparto dei seggi parlamentari. Quindi votare per certi partiti non produce a parità di voti lo stesso risultato che votare per partiti cosiddetti minori. Perciò solo alcuni e non tutti riescono ad organizzarsi in partiti ed a concorrere democraticamente alla determinazione della politica nazionale 2)La segretezza prevista per il voto espletato nei seggi italiani (nella cabina elettorale non si può portare nemmeno un telefonino) non è altrettanto salvaguardata per il voto espresso all'estero tramite posta. Infatti, non esistono garanzie serie e credibili sulla segretezza del voto espresso all’estero e spedito per posta data l’assenza del personale di vigilanza degli uffici elettorali. In teoria il voto potrebbe essere esibito o divenire oggetto di coercizione se non addirittura espresso su più schede per opera dello stesso individuo. 3) La Giunta Delle Elezioni è ora un organo di controllo che è nominato dopo le elezioni e la sua formazione risente della maggioranza del Parlamento sulla cui legittimazione deve pronunciarsi. La legge che disciplina la formazione della Giunta è antecedente a questa legge elettorale e perciò inadatta a garantire un sindacato equilibrato della regolarità delle operazioni elettorali. L’organismo di controllo elettorale dovrebbe essere costituito prima delle operazioni di voto (come gli organismi tecnici degli uffici elettorali) e non successivamente perché una maggioranza (con la rappresentanza solo formale delle minoranze) che controlla la regolarità della propria elezione non può essere attendibile. 4) Il premio di maggioranza sia esso nazionale che regionale è costituzionalmente illegittimo perché rende il voto disuguale. 5) La sovranità popolare deve essere esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione (questa riserva di legge è fondamentale e si riferisce alla Costituzione come norma fondamentale) perciò la legislazione ordinaria e costituzionale non possono alterare i principi fondamentali, costituzionali, incorporati nel primo e nell’ultimo articolo della Costituzione (con implicito riferimento esegetico agli articoli 48 e 49) considerando che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. Questo significa che democrazia e repubblica basate sull’uguaglianza, la libertà, la personalità e la segretezza del voto non possono assolutamente essere sfigurate da tentativi golpistici legalitari miranti all’ottenimento d’assetti governativi stabili basati su grossolane metodologie riformiste. La cosiddetta stabilità di governo e di legislatura va perseguita attraverso il rispetto della costituzione con modifiche leggere miranti ad ottenere degli accordi il cui rispetto sia garantito da un’apposita commissione per la stabilità istituzionale dotata di poteri surrogatori in caso d’inadempimento degli obblighi assunti dai parlamentari.   Per rafforzare la Sovranità popolare si potrebbe arrivare all'elezione del governo con un secondo turno elettorale, in base alle indicazioni dei parlamentari eletti al primo turno. In tal caso si potrebbero eleggere metà dei parlamentari al primo turno e metà al secondo. I primi sarebbero i parlamentari delle Camere mentre i secondi costituirebbero la rappresentanza ed il sostegno diretto al Governo. I parlamentari di governo dovrebbero venir assegnati con totalità ai candidati governativi vincitori del secondo turno elettorale. Ovviamente un'allineamento dei rappresentanti camerali con quelli governativi sarebbe il più auspicabile per la stabilità di governo.   Il dilemma delle preferenze. Reinstaurare la preferenza o le preferenze da esprimere direttamente sulla scheda definitiva per la designazione dei parlamentari; oppure calibrare un sistema di graduatorie ottenute con elezioni primarie (anche con l'ausilio del web)  per stabilire le gerarchie da rispettare nella composizione delle liste elettorali, salvaguardando le elezioni dallo scempio del ricatto dei "controllori informali della preferenza"?   Incostituzionalità dei collegi uninominali.   Dividere in collegi (uninominali e non. Infatti per la Camera, soprattutto con il proporzionale puro, si dovrebbe votare per un solo collegio nazionale e per il Senato per dei collegi regionali indivisibili) è un espediente per evitare il conteggio dei resti cumulativamente. Nel Mattarellum infatti vi era un'assegnazione chiamata "scorporo" di seggi su base proporzionale corrispondente ad una certa percentuale mi sembra il 30%. Può succedere ed in Inghillerra è accaduto, che un partito con percentuali basse ma di maggioranza relativa su tutti i collegi possa prendere il 70% o più dei seggi con un totale di voti sul totale nazionale, appunto, del 30% . Questo metodo corrisponde ad un premio di maggioranza dissimulato. Con il doppio turno su collegio uninominale le cose potrebbero andare meglio ma a quel punto sarebbe preferibile un doppio turno che segua un primo turno di proporzionale puro per far eleggere ai cittadini il Governo sulle indicazioni dei deputati eletti. Io propongo la clausola di governabilità a turno unico ma il doppio turno (per eleggere il governo sulla base dei risultati del primo turno) la coadiuverebbe, rafforzando appunto la sovranità popolare. Poi vi sarebbe la possibilità di valutare una molteplicità di candidati alla Presidenza del Consiglio sostenuti da partiti che potrebbero allearsi liberamente anche con diverse combinazioni per l'attuazione di programmi più o meno conformi alle loro piene aspettative. Per es il PD potrebbe sostenere un proprio candidato per l'attuazione di un programma maggiormente orientato a sinistra accordandosi con IDV e SEL. Nello stesso tempo potrebbe accordarsi per un candidato dell'UDC ed un programma più centrista, oppure per un candidato neutro, in un accordo tecnico con il PDL . In ogni caso sarebbe la popolazione a scegliere dopo aver eletto i deputati che rimarrebbero maggiormente vincolati al Governo uscente (anche per disposizione di legge apposita) dalla consultazione di secondo turno.   Andrebbe precisato che con il secondo turno dovrebbero essere eletti dei parlamentari di "puro" sostegno al Governo; in numero sufficiente da garantire la governabilità. Oppure la stabilità dell'esecutivo, potrebbe sempre ed ugualmente venire  affidata, ad un organismo d'equilibrio per la valutazione di conformità programmatica.   Nota: Nell'allegato appare una sintesi di un mio ricorso alla Giunta Parlamentare per le Elezioni.

Alex Rebbio
Alex Rebbio

Gli obiettivi comuni a tutti gli italiani sono quelli della governabilita' del paese e della stabilita'/durata di un governo per tutta la legislatura, per evitare di tornare ai tempi del pentapartito con tutti gli annessi e connessi. proporzionale puro = ritorno all'ingovernabilita' del paese  (nonostante sia teoricamente possibile applicare tutte le correzioni che ha indicato lei, quale sarebbe il beneficio? Avere la scheda elettorale con centinaia di partitini inutili? Si ricorda del "partito dell'amore" o del "partito dei pensionati" o del "partito caccia-pesa-ambiente"?) almeno con il sistema uninominale abbiamo avuto anni di semi-stabilita' politica, tornare al proporzionale sarebbe il suicidio per il nostro paese provi ad immaginarsi di tornare a dover finanziare tutti i partitini che si formerebbero, e i relativi mezzi di informazione "politica", le campagne elettorali ecc....... sarebbe un costo enorme per lo stato ed assolutamente inutile