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pubblicato: mercoledì, 24 giugno, 2009

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Da Nord a Sud, analisi del voto amministrativo

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Da Nord a Sud, analisi del voto amministrativo

Riepilogo nazionale Amministrative 2004-2009 Da Nord a Sud, analisi del voto amministrativo

Chi ha vinto le elezioni provinciali? Un’analisi partendo dai dati ottenuti dalle liste. L’avanzata della Lega e di Di Pietro. Il calo dei partiti maggiori. La scomparsa della sinistra radicale. Il successo delle liste locali del centrodestra.

ARTICOLO, ANALISI E TUTTE LE TABELLE

 

 

[ad]Nel 2004 alle elezioni provinciali il centrosinistra otteneva, complice anche il divorzio tra Lega e Berlusconi, un successo senza precedenti andando al governo in 50 province su 59. A 5 anni da allora la situazione pare cambiata. Ancora più drasticamente se guardiamo ai dati delle singole liste. Prima di addentrarci nell’analisi però voglio spendere due parole sulla divisione dei dati:

1.Innanzitutto nel centrodestra 2009 come in quello 2004 è già escluso il dato dell’UDC, ormai considerabile in tutto e per tutto un piccolo “terzo polo” in grado di allearsi con entrambi gli schieramenti.

2. E’ invece inclusa nel centrodestra 2009 (tra gli “Altricdx”) La Destra, alleatasi con la coalizione del Premier in province importanti come Torino e Napoli.

3. Il PDL 2004 è dato dalla somma di Forza Italia e Alleanza Nazionale, per via della presenza in numerose province di liste presentate da forze politiche in realtà aderenti al PDL stesso, e il PD 2004 è la somma di DS e Margherita.

4. La “Sinistra” 2004 è data dalla somma del 47% di Rifondazione Comunista (come da congresso), con lo SDI e i Verdi. Il Nuovo PSI è stato inserito nel centrodestra, con cui si presentò nella maggioranza delle province all’epoca.

5. RC-CI 2004 è dato dal restante 53% di Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani. Non è insomma “depurato” delle scissioni di Turigliatto e Ferrando, considerati tra gli “altri” nel 2009.

Fatte queste dovute premesse, passiamo ai dati.

L’ITALIA CAMBIA COLORE

Nel 2004 il centrosinistra era largamente maggioritario a livello amministrativo. Con il 53% dei voti validi, staccava nettamente il centrodestra, anche considerando questo alleato con l’Udc. La vittoria alle provinciali fu ampia nel numero di amministrazioni non solo grazie alla separazione avvenuta a Nord tra la Lega e il resto del centrodestra. Fu figlia di una vera e propria avanzata in quasi tutto il paese.

Il 2009 offre invece uno scenario diverso: il centrodestra effettua il sorpasso aumentando il proprio peso di 9 punti percentuali, esattamente l’opposto fa invece il centrosinistra che perde 1.8 milioni di voti, soprattutto al Sud.

Interessanti sono soprattutto le dinamiche interne alle due coalizioni. Nel centrodestra il partito del premier mostra le solite e note difficoltà, addirittura arretrando rispetto alla somma di FI-AN del 2004. A trainare la maggioranza di governo ci pensano la Lega (più che raddoppiata come voti assoluti e capace di incrementare il proprio peso di 6 punti percentuali) e le liste minori (liste civiche e partitini). Sommate assieme rappresentano un italiano su cinque, nel 2004 era uno ogni dieci. Senza infamia e senza lode la prestazione del Movimento per le Autonomie del governatore Lombardo che conferma la sua difficoltà ad uscire dai confini siciliani.

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