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pubblicato: sabato, 3 novembre, 2012

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Gotor attacca Renzi e Ballarò: “Bersani vincerà al primo turno”

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[ad]Pierluigi Bersani potrebbe vincere al primo turno, sbaragliando gli avversari con più del 50% dei voti. Ne è convinto Miguel Gotor, uno dei curatori della campagna del segretario del Pd, che oggi è intervenuto a Prato nel corso di un’iniziativa dedicata dal comitato elettorale per Bersani premier. Lo storico e opinionista si è sbilanciato in maniera netta, tanto da motivare i militanti e da convincere al contempo che la speranza sia suffragata da un trend nelle intenzioni di voto. “Abbiamo sondaggi riservati, che ci dicono che vincere sarà difficile, ma assolutamente fattibile già al primo turno – ha esordito, per poi concedere una precisazione dal sapore polemico verso il mondo mediatico –. Parlo di sondaggi riservati e non di quelli che vengono lanciati nel tritacarne della competizione politica come a Ballarò”.

La popolare trasmissione di Raitre – con essa i sondaggi realizzati da Ipsos di Nando Pagnoncelli –, in realtà, non è stata l’unica destinataria degli strali dello storico, che osserva con una certa ostilità l’atteggiamento del mondo dei media verso Bersani: “Sapevamo fin dall’inizio che il mondo mediatico ci sarebbe stato ostile o al massimo neutrale. Rispetto ad un mese fa, però, le cose sono cambiate nel paese e sono cambiate in meglio per la nostra competizione”.

Nel mirino, comunque, ben presto è finito l’avversario diretto di Bersani, il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Con un filo conduttore, il mondo mediatico. “Bersani avrebbe potuto avvalersi della regola dello statuto, che contemplava la candidatura automatica per palazzo Chigi del segretario del Pd. Avrebbe potuto farsi incoronare in un palazzetto dello sport, portando 10.000 persone, arrotolarsi le maniche di una camicia bianca, far vedere dei video”. Gotor ha in breve elencato l’immaginario della comunicazione del rottamatore, offrendo nella storia popolare di Bersani un altro approccio verso il consenso: “Ha sposato uno stile di fare politica improntato al coraggio e alla sfida, altrimenti nella sua vita sarebbe rimasto relegato a Bettola”.

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Miguel Gotor a Prato questo pomeriggio

Di contro ha rimproverato la subalternità verso il berlusconismo a Renzi: “Alcuni suoi consiglieri sono stati prima i consiglieri di Berlusconi”. Nella rottamazione, pertanto, Gotor osserva uno dei fumogeni del dibattito politico in vista delle elezioni legislative del prossimo anno. Spingendosi probabilmente oltre il confine della delegittimazione, poco fa a Prato, ha insistito su Renzi gettando un’ombra di intesa con l’ex premier sulla sua candidatura: “E’ uno strumento per dividerci, non è il Demiurgo di questa operazione. Ha ricevuto da altri l’opportunità di candidarsi e lui da ragazzo ambizioso la sta sfruttando”.

Al modello politico di riferimento degli ultimi 20 anni e alla recente sfida della campagna di Renzi, Gotor ha elogiato il caso Pisapia, dove il Pd nel 2011 perse le primarie salvo ottenere uno dei migliori risultati come lista elettorale alle amministrative. “Ha saputo tenere insieme – è stato il riconoscimento – l’ondata di civismo con la disponibilità del Pd a trasformarsi in infrastruttura politica del territorio”. Un elogio non casuale e che si inserisce nel dibattito per le primarie pochi giorni dopo la puntata milanese del format renziano, nella quale – a sorpresa – ha fatto capolino anche il sindaco di Milano, scatenando subito una ridda di voci su un suo endorsement per il secondo turno.


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5 comments
Franco Lotto
Franco Lotto

A parte che ha ragione Renzi quando sostiene che è giusto rinnovare (dico io) i partiti politici però proprio parlando di serietà non sarebbe stato meglio che avesse portato avanti alemo fino alla fine della legislatura il suo incarico di Sindaco di Firenze (una delle città più importanti d'Europa)?

Francesco Corica
Francesco Corica

forse il linguaggio utilizzato è stato un pò pesante, però è la rabbia di vedere una sinistra sempre rissosa e divisa che mi manda in bestia; io non provengo dal pci come qualcuno ha insinuato ma vorrei tanto vedere in italia una sinistra forte e unita; temo che sarà impossibile; non sopporto renzi per due ragioni:  a) posto che un ricambio generazionale è necessario, non si può rottamare tutto buttando a mare intelligenze, esperienza e competenze; i giovani devono fare la gavetta senza essere nè discriminati nè privilegiati, devono avere l'opportunità di imporsi con le loro idee b) non considero renzi di sinistra; tutti i suoi argomenti e le sue azioni vanno nel senso di un liberismo sfrenato e senza regole, non a caso piace alla finanza e ai poteri forti; se proprio ci vuole un modello fra i giovani politici io scelgo fassina; p.s. anche renzi è vecchio politicamente, è sulla scena da vent'anni, grazie alle disponibilità economiche e alla propaganda mediatica     

Romano Fedi
Romano Fedi

M i spieghi qualcuno chi sia questo Samuel Gotor io non lo conosco, se avesse i baffetti potrebbe essere il sosia di Dalema o se invece avesse i baffoni potrebbe essere quello di Stalin io nonn so quanti CeP porti scritti sul petto questo tizio certamente è un redivivo o un fantasma che aldilà del muro ancora ci perseguita. Io credo che Bersani sia una persona onesta e capace ma ovunque si giri è circondato da gente che fa spavento. Gente incapaci che non vedono oltre il proprio naso, e di servitori sciocchi come questo  Gotor. Le ideologie sono finite e pure il centralismo democratico, Chi ha sempre su le spalle questo fardello deve uscire per forza dalla vita politica. Già ci hanno regalato Berlusconi domani chissa sono pericolosi e non vogliono rassegnarsi all'evidenza. Renzi è una forza nuova giovane che non si è omologata come tanti altri e lotta per il rinnovamento quello che noi anziani progressisti moderati aspicavamo anche prima degli anni novanta trascorsi.

Davide Fi
Davide Fi

Deve aver bevuto troppo vin santo o è proprio così di suo?

Davide FI
Davide FI

quando gli argomenti non hanno forza ci si affida alla forza delle parole, spesso usate a sproposito. Venendo a quello che dice: a) lei parla di intelligenze, esperienza e competenze...ecco mi faccia capire meglio, forse mi sono perso qualcosa, io sono rimasto a nanni moretti e a quel 2002 "con questi dirigenti la sinistra non vincerà mai!" e non mi sembra che i nostri (ci tengo a precisare che anch'io sono del PD!) siano cambiati più di tanto. b) il programma e le idee di Renzi, al netto della rottamazione che è la risposta alla concezione (folcloristica) tutta italiana di intendere il fare politica, sono perfettamente in linea con l'idea di sinistra liberale (non liberista che è un'altra cosa!) moderna e occidentale che c'è in altri paesi e sono più vicine a quelle di Obama, Zapatero e dei laburisti inglesi (con o senza Blair) di quanto non lo siano quelle di Bersani o D'Alema (scusi ma Fassina proprio non mi riesce considerarlo un punto di riferimento). Mi sfugge invece a quali modelli di paesi e di leader fanno riferimento Fassina e Bersani. p.s: lei parla di un Renzi sulla scena da 20 anni, di disponibilità economiche e propaganda mediatica. Le faccio notare che quando io, già da molti anni, dicevo ai miei amici non di Firenze (tutti di sinistra stia tranquillo) che solo Renzi poteva dare una scossa a questo partito e a questo paese, mi prendevano per matto visto che nemmeno lo conoscevano. Non è necessario avere le disponibilità economiche quando si hanno idee ed entusiasmo, le risorse si possono trovare tra chi crede in quel progetto, la propaganda mediatica è la risultante dell'impegno, della tenacia e delle capacità di chi partendo dal nulla (o vogliamo dire che è una specie di Berlusconi!) ha messo in piedi una vera e propria macchina da guerra mediatica e organizzativa. Prodi diceva che i voti bisogna andare a cercarli tra la gente, nei paesi, nelle piazze e questo purtroppo i ns. attuali dirigenti lo hanno dimenticato da un pezzo, indaffarati come sono a tessere le alleanze con il Casini o il Di Pietro di turno