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pubblicato: mercoledì, 5 dicembre, 2012

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Rassegna Stampa Tp. Napolitano, ricorso accolto. Legge elettorale, salta l’intesa.

rassegna stampa

[ad]La rassegna stampa odierna parte dalla notizia – comparsa sulla maggior parte dei quotidiani –  della decisione presa dalla Consulta in merito alla rilevanza delle intercettazioni che avevano come protagonisti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, coinvolto nella trattativa Stato-Mafia. La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso per conflitto di attribuzioni sollevato dal capo dello Stato. “La Procura non poteva omettere (come invece ha fatto) di chiederne al giudice l’immediata distruzione” è scritto nelle motivazioni. Le intercettazioni vanno quindi distrutte. Per l’ex procuratore aggiunto di Palermo, Ingoia, si tratta di una “sentenza già scritta e politica” (Corriere). Critico il Manifesto che parla di “immunità presidenziale”. Dello stesso avviso il Fatto Quotidiano che commenta “Corte cortigiana“. Per la Stampa invece questa è “una sentenza che cancella i veleni“. Per il Corriere è una “condanna senza mediazioni“. Per il Foglioha vinto Napolitano e ha perso l’omissivo Ingroia“. Il Messaggero parla di “equilibrio ristabilito“.

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Altro tema caldo per la rassegna stampa di giornata è l’ennesima battuta d’arresto della riforma della legge elettorale. E’ infatti saltata l’intesa tra Pd e Pdl, ancora distanti su premio di maggioranza e preferenze. Per Libero anche “il Cav spinge la sinistra al governo“. Europa chiede il ritorno al “Mattarellum“. Italia Oggi spiega che “la riforma elettorale non la vuole nessuno“. Per il Sole 24 Ore il no alla riforma elettorale è anche “un no a Monti“. Per il CorriereBerlusconi è indicato come colui che ha fatto saltare l’accordo“.

 

Altre notizie. E’ alta tensione in Egitto. Migliaia di persone hanno assaltato il palazzo presidenziale, costringendo il leader Morsi a scappare. Le proteste si sono scatenate in seguito alla decisione dello stesso Morsi di attribuirsi tutti i poteri (Repubblica). Il Corriere parla di “vicolo cieco“.

 


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FRANCESCO BUFFA DESIGNER
FRANCESCO BUFFA DESIGNER

    Siamo tornati al medioevo! Secondo il Presidente della Repubblica le intercettazioni delle telefonate con Mancino vanno distrutte! E secondo la legge, a noi sudditi nulla è dato di sapere. Come se in un momento storico così inquietante, mentre la popolazione vive uno stato di ansia senza precedenti, l’uccisione di magistrati che hanno pagato con la vita l’attaccamento alle istituzioni per proteggere la libertà di tutti, fosse una semplice faccenda di gossip.   Ma al di la di procedure di impenetrabili leggi riservate a pochi eletti, sempre che queste in realtà necessariamente debbano esistere, con quale serenità i cittadini di un paese che si definisce democratico e stato di diritto, devono subire la negazione di una informazione indispensabile alla conoscenza della verità storica, sacrosanto diritto che non ha bisogno di leggi fatte da uomini che si ritengono tanto illuminati da tenere all’oscuro la popolazione su realtà indispensabili allo svolgimento dell’esistenza democratica.   E, per usare espressioni “terra terra” dell’uomo della strada, è come se – per assurdo – il presidente della Repubblica confidasse telefonicamente a persona fidata l’uccisione della propria moglie, con la massima tranquillità, tanto, tali intercettazioni andrebbero distrutte, tanto sua eccellenza non può essere intercettata neanche casualmente, soltanto i sudditi sono perseguibili! – ma, è chiaro! certe cose solo gli illuminati possono capirle! Il popolo deve farsi pecora e accettare quello che i famosi illuminati sentenziano! – poveri sudditi ignoranti, perché dovrebbero capire la scienza di caste impegnate a garantire una giustizia patrimonio di pochi eletti – chi ha detto che è il popolo sovrano? Sovrano è chi comanda e gestisce il potere e attenzione a mettere il discussione il potere, pochi sanno infatti che potere significa servizio, ma chi se ne frega!.   Ha ragione il Colle! La Procura di Palermo ha sbagliato – punto e basta! – e meno male che il nostro tanto discusso Ferdinando IV di Borbone Re delle due Sicilie, andando contro i suoi stessi interessi, rinunciò a privilegi assoluti in materia di legge, inventando  “le motivazioni della sentenza”, altrimenti, non avremmo potuto neanche sapere perché, come nel caso specifico, non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, persino un re Borbone, già nei primi anni dell’ottocento aveva intuito il problema superandolo! Noi siamo sicuramente andati indietro di un secolo con l’uso di comportamenti, tanto elevati da essere riservati a pochi illuminati, gli altri, come diceva il duce, devono “credere … e…obbedire”.   Ma cosa c’era in quelle intercettazioni di così importante!? – ma che cosa volete sapere? Neanche i posteri potranno mai saperlo – le intercettazioni vanno distrutte così hanno deciso uomini colti! E noi poveri sudditi ignoranti dobbiamo tacere (tacere lo ordinava pure il duce) – tutto il resto va in secondo piano, speriamo che tutti coloro che hanno dato la vita nelle stragi mafiose, quelle di stato e nelle ipotetiche trattative fra stato e mafia – ammesso che ci siano state non lo sapremo ora più che mai! – possano riposare in pace senza rivoltarsi nelle loro tombe – silenzio!.   Scusate se ho – forse – fantasticato sul contenuto delle telefonate negate! Ma tutto questo mi ha dato una certezza! Finalmente ho capito perché un notissimo signore dopo avere passato venti anni a usare il Parlamento per farsi leggi ad personam, aspirava e aspira all’altissimo Colle