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pubblicato: sabato, 8 dicembre, 2012

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Fact checking di Pagella Politica: uno sguardo al centrodestra

fact checking

[ad]Dopo l’abbuffata delle primarie del centrosinistra, e l’evidente e giustificata sovraesposizione dei 5 candidati che si sono confrontati con gli elettori, Pagella Politica questa settimana ha pensato di effettuare il fact checking delle dichiarazioni  dei diretti competitors di Bersani & Co, dedicando loro l’attenzione di cui sono stati privati nei giorni precedenti.

La notizia di questi ultimissimi giorni della candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 2013, ha eliminato ogni incertezza sulla possibilità di avere le primarie anche nel centrodestra, ma il dubbio resta: chi avrebbe vinto se ci fossero state? Pagella Politica si è divertita a ipotizzare – senza alcuna pretesa statistica e fondandosi unicamente sulle dichiarazioni analizzate – le primarie del centrodestra rifacendosi all’esperienza delle passate coalizioni (PdlUdcLega). Abbiamo quindi pensato di individuare lo stesso numero dei candidati del centrosinistra: Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Roberto Maroni, Silvio Berlusconi, e Angelino Alfano. Eccolipresentati in base al numero di dichiarazioni su cui si è concentrato il nostro fact checking.

fact checking

Il primo e più facile giudizio va a Gianfranco Fini. L’unica dichiarazione da noi analizzata è quella sull’Imu, in cui il Presidente della Camera non brilla per preparazione. Fini prende un granchio criticando l’imposizione dell’Imposta Municipale perché dannosa per la crescita e lo sviluppo dell’edilizia. Un Rapporto dell’Oecd dimostra come infatti sia vero esattamente il contrario: le tasse sulla proprietà sono meno nocive delle tasse sui profitti aziendali, sul reddito delle persone fisiche e quelle sui consumi. La svista di Fini gli fa guadagnare – nel nostro fact checking -un triste “”.

Segue Pierferdinando Casini, che cade su una dichiarazione in cui eccede forse in ottimismo: rifacendosi all’analisi di D’Alimonte, egli afferma che l’Udc è l’unico che ha visto aumentare i suoi voti. La lettura di Casini pare essere fuorviante. D’Alimonte, infatti, sostiene non solo che il blocco di centro non esiste, ma che nello smantellamento generale dell’elettorato di Pdl e Lega, l’Udc resta al palo. Nonostante questo scivolone, Casini dimostra di essere preparato su altre questioni, come per esempio gli aiuti statali alla Fiat. Secondo l’esponente dell’Udc, “L’Italia ha dato alla Fiat più di quanto doveva dare”. Al di là del giudizio di valore – su cui non è pensabile fare un – effettivamente Casini ha ragione nel dire che gli aiuti statali ricevuti dalla Fiat nel corso dei decenni sono stati sostanziosi. Secondo una ricerca del Cgia, dal 1977 ad oggi l’azienda automobilistica ha ricevuto 7,6 miliardi dal governo. Il periodo di maggior intervento sono stati gli anni ’80.

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