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pubblicato: sabato, 22 dicembre, 2012

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Pagella Politica: i tecnici alla prova del fact checking

fact checking governo monti

[ad]Non sarà stata la fine del mondo, ma le ore finali del governo Monti. Con l’approvazione della legge di stabilità l’esecutivoha  rassegnato le proprie dimissioni. L’alba di un nuovo inizio, per alcuni; l’apocalisse, secondo altri. Dopo aver riassunto nelle scorse settimane la performance dei candidati alle primarie del centrosinistra e degli scalpitanti Grillo e Berlusconi vediamo come se la sono cavata i tecnici alla prova del fact-checking.

 

Pagella Politica ha passato in rassegna negli ultimi mesi le dichiarazioni dei principali esponenti del governo Monti: il presidente del Consiglio stesso e i ministri Fornero, Grilli, Passera, Profumo, Severino e Terzi. Ne  emergono due tipi di considerazioni: in primo luogo, i tecnici parlano poco. Rispetto ai ben più ciarlieri politici che imperversano nei media, sono relativamente poche le dichiarazioni verificabili dei membri del governo, forse oberati dal troppo lavoro, o, chissà, rispondendo a precise direttive dall’alto. In secondo luogo, quando si tratta di maneggiare numeri o fatti, i tecnici si sono mostrati preparati.

fact checking governo monti

Su tutti spicca Mario Monti: fedele alla sua sobrietà, il presidente del Consiglio non ha distribuito “Panzane pazzesche”, facendo incetta di “Vero” e meritandosi al massimo due “C’eri quasi” nei nostri severi fact checking. I temi affrontati riguardano soprattutto l’economia e l’Europa. Monti ha ben ricordato che l’Italia non è un Paese debitore, ma anzi è il terzo contributore dei bilanci Ue e del bail-out greco e portoghese; ha correttamente rilevato che l’Italia, tra le principali economie europee, è seconda solo alla Germania per l’incidenza del settore industriale sul valore aggiunto complessivo;  e si è mostrato ferrato anche in geografia, osservando che negli ultimi 40 anni la superficie agricola è passata da 18 a 13 milioni di ettari, con una perdita pari alla somma dei territori di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. Incredibile a dirsi, il premier è scivolato con una leggera imprecisione solo sullo spread.

Anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si è mostrato particolarmente preparato, spaziando dalle percentuali di Aiuto Pubblico allo Sviluppo erogato dall’UE, alla crescita delle esportazioni italiane in Brasile, senza dimenticare i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti e l’infelice ranking dell’Italia nella classifica sulla corruzione di Transparency International. Il ministro è però inciampato in qualche “Nì”, affermando ad esempio che Stati Uniti e Unione Europea rappresentano insieme più del 50% del Pil globale.

I ministri Fornero e Severino hanno offerto poco materiale da verificare, ma si sono fatte almeno trovare preparate: la prima, ricordando ad esempio il ritardo dell’Italia nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro; la seconda invece rivendicando i dati sul taglio nel numero dei Giudici di Pace e il numero di detenuti usciti dal carcere per effetto delle norme sulle misure alternative alla detenzione.

Tuttavia, non sono mancate anche alcune succose panzane. Campeggia, in questo senso, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che prima afferma completamente a caso che Obama abbia parlato di una scuola migliore per ben sette volte nel suo victory speech, e poi rivendica spese di 1 miliardo per la sicurezza degli edifici scolastici non ancora intervenute. Ma anche il ministro Passera non è da meno: con fare disinvolto, ha ricordato che il calo del Pil del 2% era stato previsto dalle stime del governo, contraddicendosi invece rispetto ai dati ben più ottimisti rilasciati nei mesi precedenti.

Tutto sommato dalla prospettiva del fact checking il quadro offerto dal governo tecnico è confortante. Di certo i fact-checkers di Pagella Politica verseranno qualche lacrimuccia nel dire addio a numeri e percentuali così precisamente riportati. In questo convulso finale di legislatura, tra alcuni ministri che preparano le valigie e altri che intessono trame politiche per restare, c’è una sola certezza: i fact checking non sono finiti, anche nel 2013 Pagella Politica continuerà a vegliare su di voi!

Tutt i fact checking sul Governo Monti sono disponibili qui.


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