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pubblicato: domenica, 27 gennaio, 2013

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AGCOM Dicembre 2012: netta risalita del PDL +27%

agcom

La pubblicazione da parte dell’AGCom dei dati relativi al pluralismo politico-istituzionale di dicembre 2012 consente, oltre che di tirare le somme sull’anno appena trascorso, di iniziare ad affrontare il periodo di campagna elettorale, quando i temi di aderenza alla par condicio diventano per ovvie ragioni ancora più rilevanti. Il mese di dicembre è stato altamente intenso dal punto di vista politico: si è aperto con il ballottaggio delle primarie PD, è proseguito con la caduta del Governo Monti a causa della defezione del PdL e con l’inizio dell’invasione mediatica da parte di Berlusconi, e si è concluso ancora con il PD protagonista grazie alla primarie per la scelta dei candidati al Parlamento.

[ad] A fronte di un periodo così ricco di eventi, secondo quanto riportano i report dell’AGCom (Parte I e Parte II), le ore di informazione politica complessiva sono state 377, un valore molto alto, ma curiosamente non il più alto dell’anno, che resta appannaggio del mese di ottobre. Come dire: gli scandali di Lazio e Lombardia battono l’inizio della campagna elettorale.
A livello annuale, le ore di informazione politica sono state invece 3.220, con una media di circa 268 ore al mese. Il calcolo è falsato dal fatto che a partire dal mese di marzo sono stati nuovi canali televisivi e nuove testate nella rilevazione, rendendo del tutto fuori luogo analisi statistiche di sorta sul tempo che i telegiornali hanno dedicato alla politica.
Ciò che è comunque evidente è che i veri picchi dell’informazione si sono avuti nella seconda parte dell’anno, in concomitanza tanto con gli scandali che hanno travolto Formigoni e Polverini (e che hanno totalizzato tempi da far impallidire lo scandalo leghista di inizio anno) quanto con la caduta del governo e l’inizio della campagna elettorale.

Malgrado le alleanze elettorali che hanno contraddistinto il periodo dell’esecutivo Monti siano ormai superate dalle coalizioni delineatesi con l’apertura della campagna elettorale, per favorire il confronto con i precedenti mesi dell’anno verranno mantenute nell’analisi le distribuzioni dei partiti secondo quanto fatto durante l’anno. Dal mese di gennaio 2013 saranno invece adottati criteri di assegnazioni più aderenti all’attuale scenario politico.

I dati complessivi del 2012 sono reperibili a questo link.

Dati AGCom dicembre 2012

Il dato “forte” del mese di dicembre è indubbiamente la netta risalita del PdL, che con il 27% – un valore più in linea con i tempi del Governo Berlusconi che di quelli del Governo Monti – ottiene la sua terza prestazione dell’anno ma sicuramente la prima legata alle vicende politiche e non a quelle giudiziarie. Cala contestualmente il PD, su valori comunque piuttosto alti, e risale in cattedra anche Monti, dopo una serie di mesi caratterizzati da una progressiva marginalizzazione dalla scena pubblica.

Dati AGCom dicembre 2012 aggregati per
Istituzioni – Maggioranza – Opposizione

La peculiare situazione di Mario Monti – Presidente del Consiglio senza un vero partito alle spalle e candidato alla riconferma alle prossime elezioni – consente di analizzare i tempi considerati “istituzionali” come veri e propri tempi politici legati all’attività elettorale del premier.
Come si può vedere l’opposizione, formata dai partiti minori che oggi militano nelle principali coalizioni, è ridotta letteralmente all’osso, con il valore più basso di tutto il 2012, segno della marginalizzazione di tali formazioni in questo inizio di campagna elettorale. Il dato è particolarmente importante per la Lega Nord, in quel periodo ancora non legata a doppio filo al PdL: il tira e molla tra Maroni e Berlusconi, in ultima analisi, non sembra aver appassionato così tanto i telegiornali.
In calo anche il tempo istituzionale, da intendersi – grossolanamente – come tempo dedicato a Monti: con il secondo valore più basso del 2012, il Presidente del Consiglio appare afasico e schiacciato dalla preponderanza mediatica dei partiti di maggioranza, PdL e PD. Proprio la maggioranza parlamentare, con poco meno del 56%, ottiene il risultato più alto da inizio anno, segno della ritrovata vitalità del sistema partitico nazionale che sempre si accompagna a nuove elezioni, ma segno anche di un ritrovato coraggio dopo la lunga subordinazione all’esecutivo di Monti della prima parte dell’anno.

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