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pubblicato: giovedì, 24 gennaio, 2013

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Tre miti da sfatare sulla questione Monte Paschi

Lo stato delle nostre banche

In un Paese afflitto da memoria corta, ignoranza endemica e populismo permanente è inevitabile che girino più di una sciocchezza di facile appeal in campagna elettorale. In questo caso bisogna fare tre precisazioni sulla questione della Banca Monte Paschi di Siena.

[ad]In primo luogo bisogna rassicurare i correntisti di MPS. È inutile correre agli sportelli per ritirare i propri soldi: fino a 100mila euro a persona il denaro è garantito dal Fondo Interbancario a Tutela dei Depositi, come pure sono al sicuro i titoli depositati presso la banca. Il peggio che può capitare è un congelamento dei fondi per venti-trenta giorni nel caso in cui la Banca d’Italia, nel corso delle sue (tardive) indagini sul dissesto della banca senese, decida che nulla entra e nulla esce fin quando non è stata fatta chiarezza. Al massimo conviene tenere altrove (su altri conti correnti o sotto il materasso) il denaro necessario a far passare questo mese. Correre agli sportelli rischia di aggravare il dissesto della banca e minare la già scarsa fiducia nella tenuta del sistema finanziario.

Il secondo mito si riferisce al fatto che alla banca verrà girato il gettito derivante dall’IMU, introdotto dal Governo di Mario Monti, coerentemente con il fatto che “questo è il governo delle banche che impoveriscono la povera gente, è un complotto”. Tuttavia il gettito dell’IMU è stimato in circa 24 miliardi di euro, mentre a Monte Paschi ne verranno girati meno di 4. Ciò che si può dire, al massimo, che a Monte Paschi verrà girato il gettito dell’IMU relativo alla sola prima casa, ma qui va fatta un ulteriore precisazione: l’alternativa era far fallire la banca. Qualcuno ricorda cosa successe nel 2008, quando gli USA lasciarono fallire Lehman Brothers? Si può tranquillamente rassicurare l’elettorato che senza il salvataggio di MPS la conseguente instabilità del sistema finanziario italiano avrebbe avuto ripercussioni drammatiche sulla cosiddetta “economia reale”, con conseguente perdita di ricchezza reale e posti di lavoro.

Terzo mito: i Monti Bond sono un regalo a MPS. Questo è oltremodo falso: Monte Paschi pagherà questo “regalo” caro e amaro. Il tasso su questo prestito partirà dall’8% al 10%, ed è possibile che nei prossimi anni arriverà al 15%. Se la banca non dovesse riuscire a pagare, essa verrà nazionalizzata, ovvero tolta alla disponibilità degli azionisti e del management che ne hanno sciaguratamente causato il dissesto.

Possiamo sperare che, intanto, magistratura e autorità di vigilanza si muovano per fare luce su una storia che era già nota alle cronache da maggio, grazie a una puntata di Report intitolata “Il Monte dei Fiaschi“. Possiamo sperare, ma senza essere troppo convinti: in caso di nazionalizzazione, la gestione della banca passerà dal PD senese (Comune e Provincia, saldamente in mano al PD e ai suoi antenati da diversi decenni, nominano 13 su 16 consiglieri della Fondazione che controlla la Banca) al PD nazionale, nell’attualmente probabile caso in cui il prossimo governo italiano sarà guidato dai democratici. Con ciò non si vuole attaccare il PD, ma l’intero sistema bancario italiano, in cui la commistione con la politica è evidentemente indecente, oltre che inefficiente, e che il sistema delle Fondazioni bancarie non è altro che un sistema di lottizzazioni di cui in molti hanno goduto e godono, dal PD alla Lega Nord.

Non a caso, Banca del Monte dei Paschi di Siena è solo “Una storia italiana dal 1472”. Ma ce ne sono molte altre.

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12 Commenti

  1. Pingback: Tre miti da sfatare sulla questione Monte Paschi | Tooby, L'Olandese volante

  2. GIUSEPPE SPARATORE ha scritto:

    domanda:Dato che per la BCE ,la Consob e la Banca d’ITALIA i conti erano a poasto perchè il MPS non ha acquisito il suo necessario alla BCE pagandolo all’1€?

  3. GIUSEPPE SPARATORE ha scritto:

    1% e non 1€

  4. Francesco ha scritto:

    si, ma se vince il PD, la nazionalizzazione aiuta veramente?

  5. Alberto Bellotto ha scritto:

    Senza dimenticare che il prestito non è ancora stato erogato. Serve l’ok dell’assemblea degli azionisti MPS (in corso in questo momento) e il via libera finale della Banca d’Italia.

  6. Franco Bortolotti ha scritto:

    Precisazioni:
    * il PD senese ha un “controllo” della banca MPS, ma è notoriamente spaccato da decenni in una miriade di fazioni (sia fra gli exPCI che fra gli exDC); forse sono le correnti interne al MPS che hanno il controllo del PD senese. (fra parentesi Siena città non ha una tradizione politica “rossa”, a differenza del “contado”)
    Ma non è solo la sinistra. A parte i costi delle olgettine pagati da B sul conto MPS, tantissimi affari di B sin dall’inizio sono stati pagati via MPS; strano no? A molte riprese in MPS ha contato molto la massoneria.
    In ogni caso la chiave della questione è che il management di Mussari garantiva un ritorno di ricchezza reale (esagerato?) sul territorio: strade, monumenti, associazioni, spesa sociale, tutto in prov. di SI viene da lì. L’idea demenziale originaria è che parte della spesa sociale possa essere finanziata dallle fondazioni bancarie invece che dallo stato aattraverso le tasse.

    • Giovanni De Mizio ha scritto:

      Penso di poter dire che certe operazioni (come il derivato Nomura, che in pratica differiva le perdite del 2009 agli anni successivi), più che rafforzare la banca, sono servite per pagare dividendi. Se poi questi dividendi sono serviti al territorio, bene per il territorio, ma erano soldi di carta che hanno causato un depauperamento della banca. La spesa sociale, insomma, pare essere stata finanziata coi soldi del Monopoli, e qui passiamo dal demenziale al criminale.

      E devo dire che è una malagestione diffusa, non c’è solo il PD e non c’è solo Siena: la banca deve creare ricchezza diffusa non con le mancette agli azionisti, ma con il finanziamento di progetti, imprese e famiglie, e che siano progetti veri, non una pioggia di monetine sparate a casaccio o peggio grazie ad appoggi politici.

    • [mac] ha scritto:

      Alla fine dietro a ogni magagna c’è sempre B.
      Lo sapete che è stato anche assicurato con Unipol?

  7. Oighen ha scritto:

    Smettiamola con questa panzana della tutela del fondo di garanzia fino a 100.000 euro.
    Se una grande banca con centinaia di migliaia di correntisti fallisse, dove pensate che lo stato troverebbe i soldi per rifondere tutti i clienti, viste le condizioni penose delle nostre casse?
    Complimenti per la laurea in Business Administration and Management!

  8. Gianni ha scritto:

    Balle! Caro amico, in Italy le banche non possono fallire per legge! Questo ha prodotto dei veri mostri che come tali stanno bene al fianco dell’emerito massone e super incompetente prof. monti. La banca d’italia sapeva benissimo come stavano le cose da almeno 5 anni e lo sapevano tutti! Il sistema sa persino quando tu vai a fare pipì e non sa niente di un mostro di carta straccia? Non farmi ridere!!!!!

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