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pubblicato: martedì, 26 febbraio, 2013

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Perché Bersani ha non vinto

Bersani disastro

Gestire una non vittoria sarà complicato e duplice sarà la tentazione: dare la colpa alla legge elettorale oppure tentare lo spericolato velleitarismo e avventurarsi nel topos della letteratura politica italica per eccellenza, la vittoria mutilata. Verrà severamente additato il porcellum come la grave infezione che trasforma il Senato in una sorta di lotteria con premi di maggioranza frazionati regionalmente con una ripartizione più complicata dei grandi elettori delle presidenziali americane. “Il centrosinistra non può governare, perché i premi sono ripartiti a livello regionale” è il pensiero destinato ad accompagnare le cronache politiche – almeno – del prossimo mese. [ad]Dall’acuta diagnosi medica a rapidi passi si passerà a invocare la penicillina della sua riforma: il doppio turno di collegio (come Bersani chiama impropriamente l’uninominale francese) o il ritorno ad un plurality spurio, il Mattarellum. E qui non c’entra tanto il dover ribadire che il porcellum sia stato nel tempo così detestato per avere avuto una levatrice sui generis in un leghista, professionalmente noto più per le protesi dentarie che per la padronanza dei ferri dell’ingegneria costituzionale, ma da essere al tempo stesso contestato da 945 parlamentari e quasi da tutti salvato nel momento in cui c’era da riformarlo. Per la cronaca nell’ultima legislatura alla solita levatrice era stato affidato l’incarico di stendere un nuovo sistema elettorale: a testimonianza di quanto fosse elevato il desiderio di lasciare le cose come stavano. No, l’analisi da fare vorrebbe prescindere dalla pigrizia bipartisan di criticare pubblicamente la legge Calderoli e di tenersela stretta per altri 5 anni nella speranza di papparsi il premio di maggioranza monstre al giro successivo. Sono cortine fumogene: possono catturare l’attenzione, ma restano delle distrazioni.

Riportiamo qual è stato il verdetto degli elettori: Bersani non può governare, perché non ha vinto le elezioni Politiche. Il Partito Democratico cala dal 33% dei tempi di Veltroni – ora lo possiamo dire con coscienza storica: immotivatamente crocifisso dai suoi compagni un anno dopo – al 25%, mentre la coalizione si ferma al di sotto del 30%. Il flop di Vendola è ancor più bruciante, ma c’è un quesito da non far cadere nel dimenticatoio: che fine hanno fatto quei 3 milioni di elettori (l’8% circa) scomparsi dall’alveo democrat rispetto al 2008? Con una congiuntura peraltro che più favorevole non poteva essere per Bersani e per il centrosinistra. I fallimenti politici con lo sfascio del centrodestra berlusconiano, un anno di rigore con misure impopolari che avevano ferito soprattutto l’opinione pubblica conservatrice doveva aprire praterie di consensi contendibili per il centrosinistra. Invece in un mese e mezzo di campagna elettorale è franato il Partito DemocraticoScendendo a livello di coalizione sotto il 30% e limitando il vantaggio sul centrodestra allo 0,3%. Apro una parentesi: in quale democrazia del mondo si può pensare di gridare vittoria e di avere una maggioranza investita del mandato per governare con meno di mezzo punto di vantaggio e la legittimazione di neanche un terzo dei votanti? Sarà argomento di prossimi articoli e di analisi che coinvolgeranno il mondo mediatico, quello degli istituti demoscopici e dei maggiori politologi su questo capolavoro del suicidio politico, ma possiamo cercare di fornire una ricostruzione con una dose di senno. Va premesso, non è esauriente. Cerchiamo di elencare però quali errori sono imputabili al modo in cui Pierluigi Bersani ha accompagnato il centrosinistra all’appuntamento elettorale: 1) Dal 2 dicembre il leader di Italia Bene Comune è progressivamente scomparso dalla scena mediatica e ha condotto una campagna coi toni rassicuranti del vincitore segnato dal destino prima ancora che dalle urne; 2) Rispetto alle primarie non ha cambiato target di elettori, ai quali rivolgersi; 3) Farsi seppellire dal framing che ha connesso la prima rata dell’Imu ai Montibond per il Monte dei Paschi di Siena; 

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7 comments
Maria Vittoria
Maria Vittoria

Perché l'Europa ha riconosciuto alle persone giuridiche di non pagare tasse su proprietà immobiliari destinate al no-profit e invece ha concesso di tassare le persone fisiche sulla proprietà della prima casa - bene no profit per eccellenza - ? Ascolta ....... !

Ikarios
Ikarios

Leggo questa vicenda muovendo da un'angolazione diversa; "culturale" potrei dire. Preciso che non voto PD, ma sono, dentro ai criteri di semplificazione usuali, decisamente "di sinistra". Aggiungo inoltre che il mio stato d'animo sulla nuova composizione del parlamento, da un punto di vista puramente "formale" (esulando cioè dalla questione della governabilità), è molto buono: condivido la quasi totalità del programma del Movimento Cinque Stelle; Grillo, per ragioni molto comprensibili, sostiene che questo movimento non è né di Destra né di Sinistra, ma... il suo programma, anche se non l'ho votato, è quello che si avvicina di più a ciò che vorrei contribuire a realizzare almeno nel breve-medio periodo (almeno) (e non fosse altro per il rifiuto della TAV, che mi aveva quasi convinto del tutto a votarlo). La nuova composizione del parlamento italiano, dicevo, non è mai stata così ampiamente "progressista" (contrapponendo il concetto di "progresso" al concetto di "sviluppo"), per la difesa dei beni comuni, ecologista, ecc. ecc. in tutta la sua storia (...). Bersani si è rifiutato di accettare il campo sul quale Berlusconi ha posto (pone) lo scontro. Visto che considero desolante il livello nel quale Berlusconi ha portato il "discorso pubblico" (con punte massime che lo avrebbero fatto scomparire dall'orizzonte politico di qualsiasi democrazia decente un minuto dopo, come quella in cui, per salvarsi, fa votare in parlamento il suo intero schieramento - il suo intero schieramento - per mettere agli atti dell'amministrazione dello Stato che una ragazzetta che lo frequentava, per ciò che ne sapeva lui - e senza avvertire l'interessato - era la nipote di un capo di Stato straniero), per questa ragione "culturale" di fondo (non fosse che per questo) reputo la scelta di Bersani profondamente rispettabile.

Maria Vittoria
Maria Vittoria

far pagare una tassa sulla proprietà della prima casa di residenza è un ladrocinio: usare i soldi ricevuti per aiutare il MPS uno schiaffo alla miseria del popolo. MAI PIU' lo diciamo noi, caro signor Bersani.

Marmontel
Marmontel

Dopo tutto ciò che è emerso direi: "La fine è prima dell'inizio". La legge elettorale è parzialmente bugiarda in particolare alla Camera dei Deputati, ma la colpa non è sua. I bisogni degli italiani , le chiacchere politiche i finti successi di leaders e coalizione tralaltro dichiarati dai sondaggisti sono emersi come nodi al pettine e hanno sbugiardato in particolare coloro i quali si erano schierati proprio con la sinistra e con il Centro di Monti, Fini e Casini e con ll Pan germanismo della sig.ra Merckel. L' Europa Bismarkiana è nella testa della Merkel, non nella Nostra. Attenti ai corsi e ricorsi storici. Il governo Facta denominato il governo fantoccio nato il 25.02.1922 e morto il 1.08.1922 portò al FASCISMO. Con le date ci siamo, con gli uomini pure. L'ITALIA s'è desta! la Germania si accodi o lasci l'Europa.

giacomo ugolini
giacomo ugolini

Finalmente un commento da sottoscrivere in pieno! Come si fa a dire che non c'è una maggioranza per colpa della legge elettorale quando la prima coalizione ha preso il 29% dei voti? Se ci fosse stato chessò, l'uninominale britannico o il proporzionale alla tedesca oppure il vecchio mattarellum non ci sarebbe stata la maggioranza neanche alla camera (come è ovvio con tre coalizioni alla pari con meno di un terzo dei voti e una all'11%)! La legge truffa è quella della camera, non quella del senato; se non c'è una chiara maggioranza bisogna fare accordi, come è successo in Germania e nel Regno Unito (certo che se si dipinge l'avversario politico come il male assoluto diventa difficile poi governarci assieme dopo...)

ggpops
ggpops

Posso condividere l'analisi sulle capacità comunicative e sulle strategie di penetrazione nell'elettorato. Quello che mi intristisce profondamente è che tutto si basa quasi esclusivamente su questo: immagine e marketing. Di contenuti pochi, quasi nulla, anzi solo promesse e slogan inutili per la vita comune di tutti noi. Mi piacerebbe sapere quanti elettori hanno confrontato le proposte (per altro rintracciabili abbastanza velocemente sia in rete che nei volantini e sui giornali) ad esempio sul lavoro fatte da PD, PDL, Lega, Grillini etc o sui temi ambientali o cose simili.... quanti riescono a riassumerle? Ecco, è tutto qua il problema: tanta apparenza e pochi contenuti, come ci hanno ben inculcato 20 anni di questo modello di società basato sull'esteriorità

maria elena di maggio
maria elena di maggio

sti ladroni impuniti volevano farla franca anche questa volta.non sapevano fare meglio del governo tecnico dopo tante chiacchiere e danni volevano essere anche votati.