•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: mercoledì, 20 marzo, 2013

articolo scritto da:

Alla ricerca del Governo Bersani

pierluigi bersani

Napolitano ha affidato a Bersani il compito di ricercare le condizioni per la formazione del Governo.

———-

20.15 Berlusconi “Senza di noi non c’è maggioranza”

18.10 Bersani via Twitter “Svolgerò questo incarico con massima determinazione e ricercando la ponderazione e l’equilibrio a cui Napolitano ha fatto riferimento”

17.44 Bersani “Mi metterò subito al lavoro. Incontrerò le forze parlamentari e le forze sociali a cui illustrerò i percorsi per le riforme. Andrò al confronto con le mie idee”

17,33 Napolitano “grande coalizione impossibile da attuare”

17.28 Napolitano “Si apre oggi una nuova fase”

17.23 Si accavallano i rumors sull’incarico di Governo che Napolitano starebbe affidando a Bersani. Mai come in queste occasioni la cautela è d’obbligo.

17.10 A meno di ventiquattro ore di distanza Bersani è di nuovo al Quirinale. A colloquio con Napolitano. Per il possibile incarico di Governo che Napolitano dovrebbe affidargli. Salvo verificare le condizioni numeriche al Senato della Repubblica.

Dieci senatori (eletti con Pdl, Lega e Mpa) hanno costituito a Palazzo Madama il gruppo parlamentare “Grandi autonomie e libertà”. Si tratta di Mario Ferrara (capogruppo),  Gian Marco Centinaio, Jonny Crosio, Giuseppe Compagnone, Antonio Scavone, Giovanni Mauro, Giovanni Bilardi, Laura Bianconi, Luigi Compagna, Lucio Barani. I gruppi al Senato salgono così a otto: Pd, Pdl, Movimento 5 stelle, Scelta civica, Lega, Per le Autonomie-Psi, gruppo Misto e il neonato Grandi autonomie e libertà (GAL).

Bersani convocato alle 17,00 da Napolitano al Quirinale

Giorgio Napolitano potrebbe decidere di conferire a Bersani un mandato esplorativo per ricercare in Parlamento una difficile fiducia. La due giorni di consultazioni svoltasi al Quirinale ha certificato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, lo stallo e il muro contro muro tra le parti in gioco.

[ad]Grillo, per bocca di Crimi e Lombardi, si è detto contrario a qualsiasi accordo con Pd, anche nel caso in cui l’incarico fosse conferito ad una “foglia di fico” come Grasso. Il Pdl sarebbe disponibile ad un’intesa con il Pd a patto che al Colle venga eletto un moderato. Bersani invece ha detto chiaro e tondo che intende governare e cercherà il dialogo con gli acerrimi rivali in Parlamento. Per il Capo dello Stato sbrogliare questa consistente matassa non sarà certo facile ma una scelta va fatta. Quella più ovvia e obbligata è concedere a Bersani l’incarico. Un rischio che va corso, non fosse altro che il Pd ha dalla sua i numeri del risultato elettorale. Per Bersani la vera sfida inizierà adesso.

(Per leggere la diretta consultazioni di mercoledì e giovedì cliccate su “2”)

Sondaggio elettorale Rosatellum

Sondaggio elettorale Rosatellum

sondaggio elettorale rosatellum

Speciale immigrazione

Immigrazione in Italia

Guerra economica con la Francia

Guerra economica con la Francia

Acquisizioni francesi in Italia

Partiti politici italiani

partiti politici italiani: l'archivio - statuti, programmi, bilanci

Sondaggi Politici

Sondaggi politici - tutti i dati sulla fiducia di leader ed istituzioni

articolo scritto da:

1 Commento

  1. Ikarios ha scritto:

    Per il M5S strategicamente è meglio un governo PD-PDL (che può nascere solo dopo aver fatto fuori Bersani per Renzi), governo che potrà far passare le leggi che vuole dato che ha i numeri alle camere (e alcune di queste leggi potranno addirittura rianimarli, in questa versione, che non è certo quella bersaniana, che invece guarda al M5S per spingere al cambiamento), un governo che potenzialmente, per mille ragioni congiunturali, potrebbe durare cinque anni; piuttosto di votare la fiducia a un governo di centro-sinistra che cerca di tirar fuori il meglio di sé proprio grazie al M5S (che come in Sicilia voterebbe ciò che il PDL non voterebbe mai…).
    Grillo conta di poter ottenere ancora una gran quantità di voti, crede che gli altri partiti spariranno… e per questo perde quella che forse si rivelerà la migliore occasione per cominciare davvero a cambiare le cose (un parlamento così largamente “progressista”, per la difesa dei beni comuni, ecologista, questo paese – e non solo – non lo aveva mai avuto).

Lascia un commento