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pubblicato: mercoledì, 18 maggio, 2011

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Analisi del voto: Bologna

 

Bologna, città d’avanguardia politica. Bologna, città laboratorio. Bologna apparentemente normale, in mano al centrosinistra al primo turno, eppure lo stesso Bologna ricca di novità e colpi di scena.

bognola

Virginio Merola, vincitore annunciato della contesa elettorale, ha vinto davvero. Ha vinto dopo uno spoglio tiratissimo, veleggiando a lungo sulla fila dei decimi al di sopra della maggioranza assoluta prima di stabilizzarsi sul 50,4% finale che ha risparmiato alla città l’onere del ballottaggio e ha contribuito a rendere ancora più dolce la lunga maratona elettorale per il centrosinistra italiano in questo primo turno delle elezioni amministrative.

Confronto del voto a Bologna
Comunali 2009 – Comunali 2011

Il centrosinistra vittorioso a Bologna al primo turno non dovrebbe essere una notizia, eppure in qualche modo è forse il dato più eclatante della tornata elettorale cittadina: malgrado Sergio Cofferati, malgrado Flavio Delbono, malgrado la padanizzazione dell’Emilia tanto annunciata dalla Lega Nord e malgrado l’ascesa del MoVimento 5 Stelle il capoluogo emiliano dona ancora una volta in modo netto la propria fiducia a quella coalizione che l’ha guidata per tanto e tanto tempo. Una prova di fedeltà che ha quasi dell’incredibile.

I numeri del voto mostrano una contrazione dei partecipanti, in linea con l’andamento nazionale o poco peggio. I voti validi sono stati alla fine 210.185, contro i 226.976 delle precedenti comunali.

La tabella mostra i risultati dei principali candidati e delle liste a loro sostegno – oltre ad una sezione riepilogativa per le liste minori – mettendo a confronto i risultati del 2009 con quelli del 2011.

Proprio a partire da questi numeri è possibile cogliere i punti salienti della tornata elettorale.

Il centrodestra sopravvive grazie all’appeal di un candidato in grado di aumentare del 3% i consensi della propria area: Manes Bernardini porta in dote alla propria coalizione oltre 12.000 voti: di gran lunga il migliore dal punto di vista dell’effetto-candidato sia in termini assoluti che relativi. Il giovane candidato leghista supera, pur di poco, la soglia del 30%, in ascesa rispetto al suo predecessore Alfredo Cazzola, e questo malgrado le liste in suo sostegno si fermino al 27,3% contro il 28,7% di due anni fa.

(Per continuare la lettura cliccare su “2”)

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3 Commenti

  1. Luca ha scritto:

    Solo un appunto:
    Per chi non conoscesse la situazione potrebbe sembrare che la lista della Frascaroli fosse una pura Civica.
    Sarebbe secondo me giusto sottolineare invece da dove essa derivi e come quei voti siano, bene o male, da attribuire a un partito 🙂

    Luca

  2. marco villa ha scritto:

    Concordo in parte con l’osservazione di Luca
    La lista Frascaroli, composta da un’alleanza tra SEL e cattolici prodiani, è qualcosa di diverso da una lista civica.

  3. Pingback: Analisi del voto a 5 Stelle fra populismo e mandato imperativo « Yes, political!

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