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pubblicato: giovedì, 28 marzo, 2013

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Governo a qualsiasi costo? Ma per fare cosa?

Governo a qualsiasi costo?

Governo a qualsiasi costo? Ma per fare cosa?

In questi giorni concitati vediamo passare davanti tutte le ipotesi possibili e piano piano mentre il cerchio si restringe diventa sempre più probabile un accordo PD-PDL, così come era stato previsto già un una precedente analisi.

Le ragioni sono da ricercare sia in una cultura della politica che è oramai autoreferenziale, e che non ha alcun legame con i risultati reali da ottenere con la politica, ma fa riferimento ad interessi particolari delle persone coinvolte in queste decisioni.

[ad]”Faremo una grande coalizione e finalmente faremo le riforme”. Un momento, questa frase l’abbiamo già sentita a novembre 2011. Molti di noi ci hanno sperato, ma poi cosa è stato fatto? Quasi nulla perché il PDL ha bloccato quasi tutte le iniziative (qualcuna è stata bloccata anche dal PD sulla spinta del sindacato, altra forza conservatrice, che guarda caso spinge per avere “un governo a qualsiasi costo” ma che appena qualcuno tocca i suoi privilegi punta i piedi contro le riforme). Non è di molto tempo fa la notizia del processo per corruzione di Senatori che vede coinvolto De Gregorio. La incredibile pagliacciata del caso Terzi, orchestrata chiaramente dal PDL dà il segno ulteriore, qualora ce ne fosse bisogno di quanto sia affidabile e di quanto senso dello stato abbia questa forza politica. Non parleremmo tanto di “impresentabili” come diceva Lucia Annunziata per la “marcia sul tribunale di Milano“, quanto di inaffidabilità politica. Dalla Bicamerale in poi si potrebbe fare un libro di quelli grossi di patti non rispettati da questa parte politica, di trucchi, giochetti, inganni, furbizie, il tutto fatto in maniera spesso spudorata e sfacciata. E qui il punto nodale di tutta la questione: Fare un Governo a qualunque costo, ma per fare cosa?

Sembra la favola della rana e dello scorpione

C’è uno scorpione che chiede a una rana di lasciarlo salire sulla schiena e di trasportarlo dall’altra sponda di un fiume. La rana temendo di essere punta durante il viaggio si rifiuta; tuttavia lo scorpione sostiene che anche lui cadrebbe nel fiume e non sapendo nuotare morirebbe insieme alla rana. Così la rana accetta e inizia a trasportarlo ma a metà strada lo scorpione effettivamente punge la rana condannando a morte entrambi. Quando la rana sente la puntura dello scorpione chiede il perché del suo gesto e lo scorpione risponde: “È la mia natura”.

In realtà nella storia degli ultimi 20 anni lo scorpione non affoga mai e la rana ci casca tutte le volte.

C’è un video che sta tornando alla ribalta in questi giorni, ma pochi hanno capito il senso profondo di quello che viene detto rivediamolo insieme ancora una volta:

La voce che introduce il video è quella di Sabina Guzzanti, come molti sapranno, e il video è un estratto del film “Viva Zapatero!”. Violante all’epoca, siamo nel 2003, era capogruppo alla Camera dei DS (exPDS, exPCI), principale partito della coalizione di centrosinistra in quel momento, poi confluiti nel PD nel 2007.

La dichiarazione di Violante era stata scritta prima, quindi i suoi compagni di partito, e soprattutto Fassino che era li vicino ed era il suo segretario all’epoca, non potevano non sapere che si sarebbe fatto questo discorso e con queste frasi. Lo sapevano ma evidentemente o non si rendevano conto (cosa estremamente improbabile) che un discorso in parlamento ha anche un profondo significato politico, e che prima o poi ne devi dare conto agli elettori dei tuoi atti politici, oppure semplicemente non se ne importavano affatto, ritenendo che gli elettori non debbano porsi domande ma solo votare per loro quando gli viene chiesto, cioè ad ogni tornata elettorale. Sembra che Violante stia parlando in una riunione a porte chiuse insomma, e che qualsiasi cosa dica sia rivolta a chi è dentro quell’aula, mentre chi ne è fuori non conta assolutamente nulla.

Ma entriamo nel merito delle sue frasi. Lui lamenta che Berlusconi non stia rispettando i patti. Eppure loro hanno fatto tutto quello che gli veniva chiesto:

(Per continuare la lettura clicca su “2”)

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1 Commento

  1. Maria Vittoria ha scritto:

    in una democrazie europea matura entrambi i maggiori partiti devono essere governativi, per potersi alternare con differenze tattiche ma con finalità governative condivise (altrimenti saltano tutti i lavori concordati con gli altri europei a medio e lungo termine ).
    Il Governo deve necessariamente essere unitario e confrontabile – in primis come regime di tassazione – col resto d’Europa.

    Memento: noi siamo Cittadini Europei & Italiani.

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