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pubblicato: lunedì, 6 maggio, 2013

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Governo Letta la diversa strategia tra pd e pdl

LETTA ALLA PROVA DELLE CAMERE, PARTITI LO ATTENDONO AL VARCO

Come abbiamo cercato di evidenziare nella “Settimana Politica” di sette giorni fa, la composizione del governo Letta è frutto di un’operazione di mediazione meticolosa e in grado di rendere “digeribile” l’intero esecutivo alla base e al nocciolo duro sia del Partito Democratico sia del Popolo della Libertà.

[ad]Il discorso ovviamente si è complicato quando si è posto il problema di nominare i sottosegretari che, essendo ben quaranta caselle, registravano una maggior possibilità di scontentare parte del PDL o del PD. Da qui la controversia legata al sottosegretario Biancofiore, già spostata dalle pari opportunità alla funzione pubblica ancor prima di assegnargli formalmente una delega, o quella su Gianfranco Micciché e Cosimo Ferri. Malumori che probabilmente agli occhi dell’elettorato del centrodestra sono stati analoghi una volta appreso della nomina a viceministro dell’economia di Stefano Fassina.

Bisogna però dire che i primi giorni del governo guidato Enrico Letta sono già mediaticamente partiti col piede sbagliato. E non tanto per la vicenda legata a Micaela Biancofiore che ha concesso una discutibile intervista a “Repubblica” dieci minuti dopo l’appello lettiano di non esagerare e mantenersi sobri.

Ma perlopiù a causa dell’ormai sempiterna vicenda legata all’Imu, che rischia di essere il vero punto di rottura di tutto il governo d’unità nazionale.

Si è infatti delineata una dinamica politica non troppo dissimile da quella emersa durante le votazioni per il Presidente della Repubblica. Nel senso che gli occhi dell’opinione pubblica appare il PDL come il partito in grado di disporre la maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato e non il Partito Democratico.

Se in passato abbiamo assistito a partiti del 2% in grado di poter “ricattare” un’intera coalizione su singoli provvedimenti in quanto quel 2% era stato determinante per la vittoria dello schieramento stesso, qui assistiamo ad un centrodestra che cerca di imporre al governo i suoi cavalli di battaglia minacciando l’esistenza stessa dell’esecutivo. Con una differenza. Che il Pd non riesce con egual forza a portare avanti, anche al rischio di spaccatura, la sua agenda politica.

Questo perché il Pd ha senz’altro più da perdere da un ritorno alle elezioni, e dunque il PDL può permettersi di staccare la spina nel caso si colpiscano temo da sempre cari all’elettorato berlusconiano. Ma al tempo stesso il divario di strategia tra i due grandi partner di questo governo è macroscopico.

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1 comments
Silvio De Natale
Silvio De Natale

Mentre PdL e PD continuano a litigare su IMU si / IMU no e dopo rassicuranti promesse elettorali continua a rimanere al palo il tema ESODATI: una delle pagine più vergognose scritta dalla Politica in uno Stato che si professa "Civile" e di "Diritto"! Il dramma sociale degli “esodati” è stato creato dal cinismo e dalla supponenza di un Governo Tecnico che, supportato dalla Politica, non ha esitato a promulgare decreti anticostituzionali (retroattività leggi sfavorevoli) per scippare i diritti di onesti cittadini utilizzando le loro pensioni per fare cassa subito e sanare i buchi di bilancio dello Stato creati da una Politica inadeguata e corrotta che ha sperperato, spesso per fini non leciti, il denaro pubblico! A distanza di 15 mesi, sotto la spinta di un crescente dramma sociale del Paese, sono stati salvaguardati solo una parte di esodati, restituendo loro i diritti scippati! Ora, le soluzioni ipotizzate dal Governo Letta (flessibilità decorrenza pensione ma con penalizzazione) potrebbero essere idonee per i lavoratori ancora in servizio o cessati dopo 12/2011. Per quelli cessati prima dell'entrata in vigore della riforma Fornero devono necessariamente valere le leggi in vigore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, alla stregua di quelli già salvaguardati! Diversamente verrebbe perpetrato uno scempio giuridico, ancora incostituzionale! Non può essere negato un Diritto Giuridico sancito da un patto con lo Stato: se i contributi previdenziali sono un obbligo per il lavoratore, allora la pensione è un diritto per il cittadino ed un obbligo per lo Stato! In primis siano lo Stato e chi lo rappresenta a dare l'esempio in termini di ETICA, EQUITA' e LEGALITA'!