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pubblicato: mercoledì, 29 maggio, 2013

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Afghanistan esplosione investe due soldati italiani

Afghanistan: il clima si fa sempre più infuocato. Si aggiunge al già lungo elenco di violenze e attentati e sabotaggi anche il ferimento di due soldati italiani nella regione di Farah, nel sud del paese.

[ad]L’esplosione, secondo quanto si è appreso da fonti militari, è stata innescata da un attentatore suicida ed ha avuto luogo al momento del passaggio di un mezzo blindato Lince. I soldati coinvolti sono stati soccorsi e condotti presso le strutture ospedaliere per un immediato intervento medico. Due militari italiani, i sottufficiali Fontana e Millocca, che si trovavano a bordo di un veicolo del tipo VTLM Lince, sono rimasti feriti, ma non sono in pericolo di vita stando a quanto afferma lo Stato maggiore della Difesa.

I talebani afghani, a poche ore dall’esplosione hanno rivendicato l’attacco contro un veicolo militare italiano nella provincia occidentale di Farah, sostenendo che ‘’cinque italiani sono morti’’ e che l’attacco è stato compiuto “da un kamikaze”. In un breve comunicato il portavoce degli insorti Qari Yousuf Ahmadi ha sostenuto che “l’attacco suicida” è stato effettuato alle 9,30 locali vicino a Bala Boluk. Tuttavia i successivi accertamenti hanno smentito per fortuna questa notizia.

I vertici Isaf sono sempre più in allarme a seguito della recrudescenza della violenza e l’aumento degli atti destabilizzanti rivolti non solo contro personale e strutture militari, ma anche nei confronti di personale straniero civile. E’ il caso della cittadina e volontaria italiana Barbara de Anna gravemente ferita a Kabul a seguito di un attacco terroristico talebano.

In ogni caso il prezzo che gli italiani stanno pagando nel lontano Afganistan si fa sempre più salato. Per questo motivo il ministro della difesa Mario Mauro è intervenuto poche ore fa sull’incidente che ha coinvolto i soldati italiani a rimarcare l’importanza della missione in Afganistan nonostante i rischi : “E’ un onere per affermare l’esigenza di un valore più grande che e’ la pace che assicura sviluppo e libertà. Questa non e’ gratis e dobbiamo essere disposti a pagare un prezzo” . Ha detto il ministro sottolineando la necessità di proseguire la missione almeno fino alla fine del 2014.

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1 Commento

  1. DeWitte ha scritto:

    Quando ce ne torneremo a casa? Non ha più senso restare in Afghanistan.
    La transizione è fallita.

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