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pubblicato: lunedì, 3 giugno, 2013

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“C’era l’accordo con Bersani, poi è saltato tutto”

bersani consultazioni movimento 5 stelle

“C’era l’accordo con Bersani, poi è saltato tutto”. Nuove indiscrezioni sulle trattative tra grillini scontenti e il PD nei giorni post-voto

Non è tutto oro ciò che luccica, e non fanno eccezione le dorate stelle del MoVimento di Beppe Grillo. Nuove indiscrezioni, rivelate dal giornalista de ‘Il Fatto Quotidiano’ Loris Mazzetti, rivelano un MoVimento tutt’altro che unito, che però rimane silente per le paure dei dissidenti.

[ad]“Pierluigi aveva attaccato il telefono, pensando ad un vostro scherzo”. A raccontarlo è Loris Mazzetti, giornalista de ‘Il Fatto Quotidiano’, ai microfoni della famosa trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’. Il giornalista racconta dei giorni precedenti alla definitiva resa dell’ex segretario del PD Pierluigi Bersani, quando una frangia di grillini, in aperto contrasto con le direttive di Grillo e Casaleggio, volevano appoggiare un governo a guida Bersani pur di non favorire l’attuazione delle grandi intese, come poi è stato, con Berlusconi e Monti. Una trentina tra sentori e deputati, come racconta il giornalista, aveva avuto contatti con l’europarlamentare Sonia Alfano, da sempre vicina alle istanze dei grillini, tramite cui volevano arrivare a trattare con Bersani un appoggio esterno al governo. Il piano era quello di fuoriuscire dal MoVimento, creare gruppi autonomi e appoggiare esternamente il governo. In cambio, si vocifera, pretendevano solo una protezione mediatica dagli attacchi di Grillo e Casaleggio e l’inserimento nel programma di governo di alcune riforme a cui i grillini tenevano particolarmente. All’inizio Bersani non ci credeva, come racconta Mazzetti, ma poi “io e Sonia abbiamo contattato il portavoce Di Traglia per spiegargli che non era uno scherzo”. E così, secondo il racconto del giornalista, i grillini hanno incontrato in Sicilia, terra nativa di Sonia Alfano, il senatore Miguel Gotor, visto che Bersani era già impegnato in un incontro con Berlusconi. Ma qualcosa evidentemente va storto, e quindi salta tutto.

Questo nuovo retroscena potrebbe spiegare la decisione di Bersani di provare fino all’ultimo a parlare con i portavoce dei grillini, Lombardi e Crimi, senza però riuscirci vista la totale chiusura in diretta streaming degli stessi. Domande ovviamente si aprono anche sul fronte del Partito Democratico visto che, magari, non erano solo i grillini ad avere dei dubbi, considerando che sono stati questi a contattare il PD. Forse, come scritto anche sulle pagine di ‘Libero’, una parte del Partito Democratico, impaziente di archiviare l’esperienza Bersani e di avviare le larghe intese con Monti e Berlusconi, ci ha ripensato rigettando dalle braccia di Barca e Vendola, che già sognavano una nuova sinistra, i grillini.

Queste nuove rivelazioni, di cui si era solo sussurrato durante le settimane cruciali post-voto, portano nuove nubi sul MoVimento di Grillo e Casaleggio. Infatti sempre maggiori sono le voci di frange di sanculotti che mal vedono la dittatura politica dei capi del MoVimento. E sempre maggiori sono le voci di scontri interni, anche se queste sono state categoricamente smentite da Roberto Fico ieri su La 7, ospite di Lucia Annunziata. Il motivo del malumore dei malpancisti sono la non condivisione della decisione di restare all’opposizione e dare all’Italia l’ennesimo inciucio, invece di collaborare con un governo riformista che, secondo le assicurazioni del PD, era anche molto vicino programmaticamente a quello dei grillini. Ci sono scontenti, scontenti che ritengono non mantenute le promesse fatte ai cittadini e accusano i capi di non aver voluto realmente cambiare il Paese. Ci sono scontenti, e questi scontenti potrebbero fare rumore.


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3 comments
giulio
giulio

E' vero che fare politica vuol dire anche trattare, incontrarsi, accordarsi, ma sempre a fin di bene. Invece vedo che questi politici si incontrano, fanno inciuci, patteggiano ma nel loro esclusivo interesse. gilbtg

Pier Luigi
Pier Luigi

Ma allora la dichiarazione di Marina Sereni (PD) del 30 Aprile: ------------------------------------------------------------- "L'idea non era di fare un governo con il M5S! L'idea era di chiedere al M5S di consentire che nascesse un governo di CSX, pur rimanendo cosa distinta. Poi, loro non hanno voluto!" --- domanda: "Ma se un partito dà la fiducia per far nascere un governo, non fa parte della maggioranza che ha fatto nascere questo governo?"--- "Avevamo valutato e proposto anche, ai 5* di non opporsi, cioè di consentire tecnicamente la nascita di un governo, visto che avevano detto di non voler far parte di una maggioranza. Non hanno voluto nemmeno quello!" --- Cazzullo: "Il PD sperava che si spaccassero, i grillini, cosa che non è accaduta; segno che, comunque, hanno dimostrato una certa tenuta."--- ---------------------------------------------------------------------------- che cos'è, una volontà di accordo? L'accordo con il PD-L era già stabilito, gli serviva, di fronte all'elettorato, un capro espiatorio, per giustifare l'ineluttabilità della scelta. Se il Movimento avesse ceduto all'inganno, si sarebbe trovato a fare scelte opposte al suo programma, che alla fine sarebbe stato costretto ad abbandonare la compagine. Quale messaggio sarebbe passato: "il Movimento vuole la crisi di governo, non vuole la risoluzione dei gravi problemi che attenagliano l'italia". In queste ore, abbiamo la dimostrazione come il programma, i famosi otto punti, sono già stati accantonati, ora il "grande problema" è il presidenzialismo.

c
c

Si i 5stelle sono finanziati da CIA e exKGB mah