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pubblicato: martedì, 18 giugno, 2013

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Film – Saremo strambi ma “niente può fermarci”

nei cinema fil nuova uscita

Arriva in sala in questi giorni il film Niente può fermarci road movie giovanilista per la regia di Luigi Cecinelli.

[ad]Il cast annovera tra gli interpreti Guglielmo Amendola (Mattia), Emanuele Propizio (Augusto), Federico Costantini (Leonardo), Vincenzo Alfieri  (Guglielmo), Massimo Ghini, Serena Autieri, Gian Marco Tognazzi, Paolo Calabresi e Gérard Depardieu.

L’estate è agli sgoccioli, quando quattro ragazzi si ritrovano contemporaneamente ricoverati a Villa Angelika per curare alcuni disturbi psicofisici. Mattia è narcolettico, Augusto è internet-indipendente, Leonardo è ossessionato dall’igiene e terrorizzato dal contatto fisico, Guglielmo è affetto dalla sindrome di Tourette, che gli  causa tic ed esplosioni di rabbia nei momenti meno opportuni. I loro premurosi – a volte fin troppo – genitori sono, rispettivamente, una sorta di giustiziere della notte (interpretato da Paolo Calabresi, il leggendario Biascica della serie tv Boris), un ansioso intellettualoide (Massimo Ghini), un’apprensiva manager (Serena Autieri) e un ingessato onorevole (Gian Marco Tognazzi).

Il soggiorno in clinica più che giovare, aumenta il senso d’inadeguatezza dei ragazzi, la sofferenza per una vita slegata dalla realtà e lontana anni luce da quella dei loro coetanei.  Il colpo di genio arriva una sera, Mattia ha una sorta di insight, merito del mix di perspicacia e pragmatismo ereditato da papà Biascica.

niente puofermarci

I quattro decidono di dare una svolta alle loro vite, rubano una macchina e partono alla volta di Ibiza. “Ma scusi, lei va in giro con una foto segnaletica di suo figlio?”, la lecita domanda viene posta al padre di Mattia quando i quattro genitori si mettono sulle tracce dei pargoli, che dimostreranno invece di possedere risorse insospettabili.

regia luigi cecinelli

dal film “niente può fermarci”

Il film, che richiama pellicole come Una notte da leoni, Fandango e Che ne sarà di noi, si caratterizza per la scelta di un tema interessante e poco esplorato come quello del rapporto giovani/disabilità. In alcuni frangenti la storia assume toni di tenerezza e candore, si distingue inoltre Vincenzo Alfieri per la sua interpretazione del personaggio colpito da sindrome di Tourette.

Una domanda nasce tuttavia spontanea nello spettatore: è davvero così spensierata e immediata la risoluzione di questo genere di patologie? Il rapporto con il mondo esterno, in particolar modo con l’universo dei sentimenti, è idilliaco come ci viene presentato? Probabilmente no, ma in attesa di rispondere alla domanda, ridere e sdrammatizzare non può che fare bene.

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