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pubblicato: venerdì, 28 giugno, 2013

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Ciao Stefano Borgonovo!

Ciao Stefano Borgonovo!

La partita contro la “stronza”, come l’ha sempre ironicamente chiamata, iniziata nel 2005, si è conclusa tristemente. Ma chi ha perso, lo ha fatto combattendo con tutte le sue forze fino alla fine. Ha perso da Eroe contro una malattia maledetta. I suoi occhi,che gli hanno permesso di comunicare le sue emozioni, i suoi pensieri, rimarranno per sempre nei cuori di tutti. L’amore per la vita, il bene più prezioso, lo ha accompagnato in questi anni, vissuti ogni giorno da Campione, come se la Sla non l’avesse mai colpito. Il goal più bello l’ha regalato proprio amando la vita. Il calcio, è stata la sua vita. E la voglia di tornare a giocare è stata una costante. ”Io, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all’oratorio. Perché io amo il calcio”

[ad]Stefano Borgonovo si è spento all’età di 49 anni per colpa di quella malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che ha già colpito duramente il mondo del calcio.

Dopo l’annuncio della malattia,nel 2008, è diventato il simbolo della lotta alla Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, facendosi portavoce di tutti i malati. Con il suo impegno, con la sua Fondazione Onlus, ha reso e renderà la loro vita più quotidiana, più normale, più felice. Il suo esempio, la sua personalissima filosofia di vita, serviranno a chi ogni giorno soffre sempre di più e vede ridursi drasticamente le speranze di sopravvivere.

Il mondo del calcio italiano si è subito mobilitato per Stefano Borgonovo. Da brividi l’Artemio Franchi, sua casa durante gli anni in Viola, stracolmo di tifosi, nella gara di beneficienza dell’Ottobre 2008 organizzata dai suoi ex compagni di squadra. Tutti quella sera l’hanno voluto salutare: Prandelli, il suo Milan, Roberto Baggio. A Firenze quella rovesciata contro il Pisa nella stagione 1988-1989 se la ricorderanno per sempre.

La carriera di Borgonovo comincia nel Como, città dove tornerà per intraprendere la carriera da allenatore, prematuramente interrotta. Passato in prestito alla Fiorentina incontra Roberto Baggio e nasce la temibile B2: 29 goal per la “Baggio-Borgonovo”. Il Milan e la notte del 18 Aprile 1990: quel pallonetto ad Aumann nella semifinale di ritorno di Coppa dei Campioni contro il Bayern. L’”uomo di Monaco”, così ribattezzato dai tifosi, aveva appena portato il Milan di Sacchi in Finale al Prater di Vienna.  Quindi il ritorno a Firenze senza il suo amico Baggio, infine Pescara, Udine e Brescia. Ha esordito in Nazionale contro la Danimarca il 22 Febbraio 1989, collezionando tre presenze.

Commosso il ricordo di tutta l’Italia calcistica: Roberto Baggio, Carlo Ancelotti, Mauro Tassotti, la Città di Firenze. Tutti vogliono ricordare Stefano Borgonovo, definito “eroe” da Arrigo Sacchi che l’ha allenato ai tempi del Milan, per questa sua battaglia contro la Sla, durante non ha mai mollato. Un Grande Uomo, un grande modello di vita. Grazie Stefano.

STEFANO MERLINO

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