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pubblicato: giovedì, 25 luglio, 2013

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Dati AGCom Marzo 2013

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[ad]Dati AGCom. Il mese più significativo per la determinazione dell’attuale assetto politico del Paese è stato con ogni probabilità marzo 2013, caratterizzato da una lunga fase di incertezza dettata dalle lunghe trattative per la formazione del Governo e dall’elezione del Presidente della Repubblica ormai incombente.

L’analisi dei dati AGCom di marzo 2013, reperibili a questo link, sono quindi particolarmente significativi per comprendere in che modo i media hanno trattato questa delicatissima fase politica, ed in particolare il modo in cui, attraverso spazi più o meno ampi dedicati a questa o quella formazione, possono a loro volta aver influenzato la formazione dell’esecutivo Letta.

Dati AGCom marzo 2013

 

Dati AGCom 2013 aggregati per mese

Le ore di informazione politica nel mese di marzo 2013 sono state 445, un valore di per sé molto alto ma ad esempio notevolmente più basso delle 478 del mese di gennaio, quando infuriava la campagna elettorale, dato di per sé indice della smisurata attenzione che i telegiornali nostrani riservano alle bagarre elettorali rispetto ai momenti forse più tecnici ma non per questo meno convulsi dei passaggi istituzionali più delicati.
Rispetto ai mesi precedenti si assiste ad un vero e proprio cambio di paradigma. Così come il risultato elettorale ha sancito l’assenza di un vincitore chiaro mostrando invece tre poli più o meno equivalenti, allo stesso modo le televisioni hanno ripartito il loro tempo tra questi tre poli, a tutto scapito delle forze minori.
In particolare è Scelta Civica la prima vittima illustre di questo mutamento, ed il partito di Monti – che tutti si attendevano fosse l’ago della bilancia della futura coalizione di governo ed invece è diventato irrilevante passa dal 18% al 3% nel volgere di un solo mese. Analoga sorte, anche se il punto di partenza era nettamente inferiore, tocca a Rivoluzione Civile e alle altre formazioni minori, lasciando la scena a centrosinistra (ed in primo luogo il PD), centrodestra (con il PdL in testa) e M5S.

Anche nell’analisi di questi tre partiti, tuttavia, si notano profondi mutamenti rispetto ai mesi precedenti. Pur in assenza di una vittoria chiara, la maggioranza relativa dei seggi conquistata dal PD lo ha reso protagonista indiscusso del mese di marzo (25% del tempo complessivo con 111 ore dedicate), e la scelta di Bersani di approcciare il MoVimento 5 Stelle ha reso la formazione grillina la seconda forza televisiva con il 22% del tempo totale e 99 ore dedicate.

Solo terzo il PdL, un dato di enorme valenza se si pensa che erano anni che la formazione berlusconiana era costantemente, mese dopo mese con l’eccezione degli assolati mesi di agosto, il primo partito della televisione italiana.
Coerente invece con i dati dei mesi precedenti il dato delle formazioni minori delle coalizioni principali: Lega Nord, SEL, UdC e FLI continuano la loro progressiva discesa verso l’irrilevanza mediatica, complice anche il pessimo risultato elettorale conseguito.

Dati AGCom marzo 2013 aggregati per
area politico-culturale

 

Dati AGCom 2013 aggregati per
area politico-culturale

La scomparsa pressoché totale della coalizione centrista (dal 22% al 4%), di quella di Ingroia e delle formazioni minori ha concessi margini di crescita enormi per il centrosinistra (+9%) e soprattutto per il M5S, che da febbraio a marzo registra un incredibile +19%.
Quanto al centrodestra, evidenzia un leggero ulteriore calo che lo porta al 30% complessivo, circa 5 punti percentuale dietro al centrosinistra e avanti al M5S di appena un soffio.

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