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pubblicato: giovedì, 22 agosto, 2013

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Se Grillo traduce i voti in calci in culo

Beppe Grillo

Nuova puntata del blog di Beppe Grillo, mentre si agita lo spettro della crisi di governo. Il leader del MoVimento 5 Stelle interviene di nuovo contro i due maggiori partiti, profetizzando una sorta di scontro apocalittico tra i due per la sopravvivenza e proponendo ad attivisti e simpatizzanti l’unico scopo del M5S: mandare a casa “parassiti e incapaci che hanno distrutto il Paese” andando a votare in tempi brevi.

“I due alleati pdl e pdmenoelle si stanno per sbranare a vicenda, come i gangster nelle scene finali del film Le Iene. E forse siamo finalmente al finale di partita”. E’ questo lo scenario dipinto da Grillo, che battezza come mosse per sbarrare la strada al MoVimento la rielezione di Napolitano (“un presidente di 88 anni garante delle larghe intese”) e il governo Letta (“un inciucio alla luce del sole con Berlusconi, dopo aver dichiarato di volerlo smacchiare”) e tutto ciò che va sotto il nome di “atto di responsabilità”.

Tutto sarebbe saltato con la condanna di Berlusconi e la possibilità  di nuove elezioni: ciò avrebbe fatto scattare – sempre per Grillo – l’ultima mossa, quasi disperata, ossia la modifica della legge elettorale. “Loro sanno che con il Porcellum il rischio che il M5S vinca le elezioni e vada al governo è altissimo. Se succedesse, il presidente del Consiglio del M5S, che dovrà essere una persona interna al MoVimento, ricoprirebbe anche il ruolo di presidenza UE nel 2014. Uno scenario da evitare con ogni mezzo”.

grillo beppe

La riforma della Costituzione (“demolendo l’articolo 138”) sarebbe stata dunque messa in secondo piano, per occuparsi invece di “una legge elettorale contro il M5S che […] è il primo movimento del Paese, primo di ogni partito per numero di voti. Non deve avere la possibilità di vincere!” Si tratta, peraltro, dello stesso Porcellum che in fondo Pd e Pdl si son tenuti stretto “perché, comunque andasse, vinceva sempre il banco”.

A scanso di equivoci, Grillo chiarisce un punto: l’attuale legge elettorale non va bene nemmeno a lui e traccia i contenuti della normativa che il M5S vorrebbe “per attuare la democrazia diretta”. Così, ecco l’inserimento del voto di preferenza, del vincolo di mandato, l’abolizione del voto segreto, la possibilità per il collegio elettorale di sfiduciare l’eletto, l’obbligo di attuare il programma elettorale, l’esclusione automatica di ogni politico condannato in via definitiva, la ratifica mediante referendum della nuova legge elettorale e il suo inserimento nella Costituzione per evitare facili modifiche.

“L’Italia non ha più tempo per dei giochetti, per le cazzate, per le ‘quattro o cinque cose da fare insieme‘ che non si faranno mai – scrive Grillo -. Il M5S vuole fare una sola cosa: mandarli a casa”. Unico sistema per farlo, votare in fretta, secondo un’equazione che il leader stellato struttura così: “Ogni voto un calcio in culo ai parassiti e incapaci che hanno distrutto il Paese“. Resterebbe di mezzo la risolutezza del Quirinale contro lo scioglimento delle Camere: ma Napolitano, secondo Grillo, “dovrebbe dimettersi quanto prima”.

Gabriele Maestri


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