Morra (M5S): “E se Napolitano si godesse la pensione?”

Pubblicato il 24 Agosto 2013 alle 11:37 Autore: Gabriele Maestri

Nuova polemica per il M5S sul Presidente della Repubblica, con annesse dichiarazioni sdegnate di gran parte delle forze politiche.

Questa volta a far scoppiare il caso è l’ultimo post su Facebook di Nicola Morra, capogruppo del MoVimento al Senato, in cui  sono raccolti vari suoi auspici andati delusi in questi mesi di legislatura.

“Non ho escluso che Letta se ne andasse a casa perché il connubio non veniva più sopportato dagli italiani!” scrive Morra in apertura del suo testo, in cui dà anche conto della speranza “in un presidente del consiglio finalmente onesto, non proveniente dal vecchio sistema, in un programma che immediatamente darebbe risposte alle esigenze dei cittadini, non delle lobbies, come il decreto del “FARE” o quello salva-ILVA o meglio ammazza Taranto!”

“Ho sperato che gli elettori di ogni partito imponessero ai loro eletti di comportarsi secondo le promesse della campagna elettorale! – fa sapere il capogruppo – Ho sperato in un’Italia che si sottraesse alla partitocrazia e venisse riconquistata dai cittadini! Ho sperato nel reddito di cittadinanza, nell’abolizione dell’Irap, in una politica che non costi nulla ai cittadini, in una democrazia veramente partecipata!”

Gli auspici che tuttavia colpiscono maggiormente riguardano l’attuale inquilino del Quirinale: “Ho ipotizzato che Giorgio Napolitano cedesse e conferisse l’incarico per formare un nuovo governo con soli uomini nostri, decidendo anche lui di godersi la pensione alla tenera eta’ di 88 anni, essendo stato pagato dai contribuenti italiani quasi continuamente dal 1953!”

Il tono iniziale è più moderato (“Ho ipotizzato” invece che “Ho sperato”) forse per evitare di incorrere in qualche fattispecie di vilipendio del Presidente della Repubblica, ma le parole usate – sulla pensione, sull’età e sui pagamenti accumulati finora – hanno scatenato non poche reazioni tra i partiti, a partire dal Pd.

“Oggi il senatore Morra ha perso un’occasione per tacere – ha dichiarato Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato –. Le sue gratuite volgarita’ sul presidente Napolitano sono l’ultimo esempio di un penoso costume politico che contribuisce non poco alla crisi delle nostre istituzioni pubbliche”.

“Da Morra arrivano pesanti e ingrate offese al Presidente Napolitano. E’ sempre piu’ evidente ormai che il Movimento Cinque stelle spera nel caos istituzionale – twitta invece l’Udc Antonio De Poli -. Gli italiani non dimenticheranno il grande sacrificio di Napolitano che, accettando il secondo mandato, ha dimostrato grande generosita’ istituzionale nei confronti del Paese – conclude – in un momento estremamente difficile”.

Le speranze di Morra, in ogni caso, ora passano soprattutto “attraverso un ritorno alle urne il più presto possibile” che possa concretizzare gli auspici andati delusi in precedenza. “La paura di tornare a sottoporci al giudizio degli elettori non ci appartiene, perché noi reputiamo che gli elettori debbano sempre poterci esaminare. Altri hanno paura (e per questo vogliono in tutti i modi mantenere in vita questo governo). VINCIAMO NOI!!”

L'autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche - Studi di genere all'Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E' inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (Giuffrè, 2012), "Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male" (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, "Come un uomo" (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
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