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pubblicato: mercoledì, 4 settembre, 2013

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La Fiat pronta a investire a Mirafiori

Tutto lascia presagire che il vertice tra la Fiat e i sindacati, tenutosi oggi a Roma, sia andato a buon fine. Teatro dell’incontro è stato la sede romana del Lingotto: sul tavolo c’erano gli investimenti in Italia e soprattutto il destino dello stabilimento torinese di Mirafiori.

Alla riunione, oltre all’amministratore delegato Sergio Marchionne, hanno partecipato i segretari generali di Fim e Uilm ,Giuseppe Farina e Rocco Palombella e  i leader della Uil e dell’Ugl, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella.

Al termine dell’incontro una nota di Marchionne induce all’ottimismo: “Il nuovo accordo raggiunto con i sindacati consente di dare inizio immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori”.

Nello specifico, l’accordo raggiunto nella mattinata prevede, da parte della casa automobilistica di Torino, investimenti per poco meno di un miliardo nello stabilimento di Mirafiori.

Anche i sindacati si mostrano fiduciosi: “E’ un ottimo risultato – commenta il leader della Uil Luigi Angeletti -. Abbiamo fatto un accordo che ribadisce che il contratto firmato con la Fiat garantisce gli investimenti, che sono stati sbloccati e cominceranno a Mirafiori già nelle prossime settimane”. Stando ad Angeletti lo stabilimento torinese ospiterà, a partire dal 2014, la produzione di un suv della Maserati.

Concorde con il leader della Uil è il segretario dei metalmeccanici Fim-Cisl, Farina, che dichiara: “Si tratta di una buona notizia per i lavoratori della Fiat e per l’industria italiana, si chiude definitivamente in questo modo il cerchio del piano d’investimenti di Fiat in Italia e si restituisce futuro e speranza ai tanti lavoratori del gruppo e all’industria dell’auto del nostro Paese. Questo non sarebbe stato possibile senza gli accordi sindacali”.

Al coro di consensi manca però quello della Fiom-Cgil di Maurizio Landini, che ha disertato il summit. I metalmeccanici “rossi”, infatti, sono impegnati a preparare il ritorno nelle fabbriche dopo il via libera del Lingotto alla nomina dei delegati: all’inizio della prossima settimana ci saranno le riunioni con i legali e l’incontro con tutti i segretari regionali e provinciali dei territori dove sono presenti stabilimenti Fiat. Poi, a fine settimana, l’assemblea dei delegati Fiom di tutte le fabbriche Fiat.

Proprio per rimarcare la diversità di atteggiamento, il segretario della Fim, subito dopo l’intesa raggiunta con il Lingotto, riserva una stilettata alla Fiom, che con “con i tribunali riporta i propri negli stabilimenti, mentre la Fim-Cisl insieme agli altri sindacati, con i buoni accordi sindacali porta investimenti e lavoro”.

L’incontro che si è svolto a Roma è stato il primo dopo la pausa estiva, all’indomani delle polemiche seguite alla sentenza dei giudici della Consulta sul reintegro delle Rsa Fiom e dell’annuncio di Fiat-Chrysler di accettare le nomine delle rappresentanze sindacali aziendali della Cgil.

Dopo il rientro delle Rsa Fiom in Fiat, resta ora il nodo della spaccatura sul contratto aziendale. Nel corso della riuinione, infatti, le organizzazioni firmatarie del contratto di gruppo con la Fiat hanno esortato la Fiom-Cgil “ad accettare le regole basilari della democrazia industriale, aderendo a un contratto firmato dalle organizzazioni sindacali largamente maggioritarie in Fiat”.


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