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pubblicato: giovedì, 5 settembre, 2013

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Grillo dal suo blog :”Il fisco italiano peggio di quello sovietico”

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Grillo dal suo blog :”Il fisco italiano peggio di quello sovietico”.  Il leader a 5 stelle prova ad alzare i toni e pensa già alla prossima campagna elettorale

Lo Stato italiano? Una dittatura fiscale. Equitalia? Meglio abolirla. Parole e musica di Beppe Grillo. Dopo un’estate in cui era finito in disparte, causa dibattito precongressuale in casa Pd e tsunami provocato dalla condanna inflitta dalla Cassazione a Berlusconi, con il contorno dei  conseguenti profondi sommovimenti  intorno alla tenuta dell’anomalo governo di larghe intese, il leader del M5s prova a riguadagnare il centro della scena politica italiana sparando a palle incatenate contro lo “Stato, retto dal governo dei partiti, che divora e inganna i cittadini.”

Per sferzare il fisco predatorio e lo Stato-lupo, occhiuto e invadente, che vuol sapere dal cittadino-agnello indifeso come “spende i pochi spiccioli che gli sono rimasti in tasca” il Beppe nazionale attinge alla sapienza bucolica delle favole classiche  di Esopo. L’immagine che, invece,  campeggia sul blog del fondatore del Movimento pentastellato e che anticipa l’intervento durissimo dal titolo “ I lupi sono alle porte” accosta il viso del presidente del Consiglio Enrico Letta a quello di Berija, politico sovietico e  capo della polizia segreta dell’Unione Sovietica sotto Stalin.

Nel mirino degli strali del comico genovese i metodi da regime comunista utilizzati dagli ultimi due esecutivi e da Equitalia che “a forza di  redditometri, servizi a costi inostenibili e pagamento dell’iva anticipato” sta spolpando la carne viva dei contribuenti italiani. Come se non bastasse il paragone con il “lupo famelico e insaziabile” e l’accostamento visivo del volto del capo del governo  con quello dello spietato leader dei servizi di sicurezza sovietici, il post grillino precisa che almeno “Stalin e Berija erano più onesti”,  perchè quantomento “non accampavano scuse di democrazia e di equità”,  non tentavano di addolcire la loro dittatura fiscale con richiami ipocriti “all’uguaglianza e alla reciprocità tra cosa pubblica e cittadino”.

Il tema della rivolta contro lo Stato-predatore che opprime il povero contribuente non è nuovo nell’invettiva polemica di Grillo, ma la virulenza delle esternazioni odierne raffigurano un Grillo già pronto all’eventuale campagna elettorale autunnale, nel caso in cui i falchi del Pdl, con Berlusconi in testa, decidessero di staccare la spina al governo Letta.  Più che all’esterno la strategia del pugno duro sembra essere rivolta, però, all’interno del Movimento e soprattutto dei gruppi parlamentari, in particolare quello numericamente decisivo di Palazzo Madama, in vista di possibili riposizionamenti di alcuni senatori pronti a fare da stampella ad un eventuale Letta-bis privato del sostegno e del voto di fiducia della pattuglia pidiellina. C’è da giurare che il post al vetriolo annunciato dalle colonne del suo blog sia solo il primo della nuova campagna d’autunno che nella cabina di regia grillina è già in procinto di essere lanciata.

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