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pubblicato: martedì, 18 ottobre, 2011

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Tutto Ballarò minuto per minuto – 18/10/2011 (video Crozza)

Amici della grande politica, benvenuti alla quarta puntata di “Tutto Ballarò minuto per minuto”!

Come ogni martedì sera siamo pronti per una nuova diretta del programma condotto da Giovanni Floris. Oggi ci attende una puntata potenzialmente entusiasmante! Il governo infatti schiera in campo il titolare del Lavoro Maurizio Sacconi. L’ex socialista, considerato un falco nel governo Berlusconi, sarà affiancato da un ex sindacalista (come lui). Sarà infatti la presidente della Regione Lazio Renata Polverini a dare man forte al ministro e la governatrice farà in modo di far pesare il suo feeling politico con egli ex forzisti del PdL. Per l’opposizione ospiti della serata saranno il deputato, e assessore al bilancio nel comune di Milano, Bruno Tabacci e il sindaco, considerato da molti come un rottamatore, Matteo Renzi.

http://www.youtube.com/watch?v=tTt6Ajl8D64

[ad]Chiudono il quadro il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini, l’economista Alessandra Fogli e il teologo Vito Mancuso.

Non mancheranno ovviamente i sondaggi di Nando Pagnoncelli. E la copertina satirica di Maurizio Crozza.

 

21.06 Parte la puntata! Subito Giovanni Floris con fare lesto illustra i principali eventi della settimana: bocciature in Parlamento, l’iter sulle intercettazioni, voti di fiducia, violenza alla manifestazione e Galati dei Cristiano-Popolari di Baccini che diventa sottosegretario.

Ballarò

Poi mostra i dati Caritas che tanto per cambiare illustrano uno scenario desolante. Presenta gli ospiti e fa una marchetta per il libro di Sacconi (dopo il bestseller sul Nord-Est scritto a quattro mani con Gianni De Michelis, Sacconi scrive un testo dal titolo sturziano) e per la convention fiorentina di Renzi (che seguiremo per voi).

 

21.14 Parte la copertina satirica di Maurizio Crozza che prende subito di mira la lettera B: i più grandi problemi del paese iniziano con la seconda lettera dell’alfabeto. Saluta la Polverini che afferma di avere i denti”. Crozza da ex radicale cita i guai giudiziari di Gianni Alemanno (i tempi in cui passava i pomeriggi con le molotov davanti all’ambasciata sovietica a via Gaeta). Insomma: molto disordine e non si capisce la necessità di questo stop ai cortei nella capitale.

Ballarò

In piazza del resto è stato contestato pure Marco Pannella, l’uomo che ingrassa ad ogni sciopero che pare abbia già affittato un appartamento ad Ulan Bator. Imitazione di Pannella sulla falsariga del grande Noschese, che citava la necessità di un referendum contro il divieto di parlare al conducente. Cita pure le leggi speciali di sicurezza, quelle di Oronzo Reale. Serata prima Repubblica.

Ballarò

21.18 Crozza elogiando la barzelletta di Sacconi sulle suore evidenzia la differenza tra socialisti veneti e quelli friuliani. Parla toscano e consiglia Renzi di assumere l’autorevole Geronimo Stilton come capo ufficio stampa. Basta con canzoni di Jovanotti. Meglio Renzi Mannoia. E finisce qui.

21.22 Parte il servizio di Alessandro Poggi che, come noi del Termometro Politico, si è fatto un giretto per Roma nella giornata di sabato. Poggi visita un commerciante che, si presume, abbia perso migliaia di euro a causa di qualche incivile. Si passa poi all’intervento berlusconiano in aula che denuncia la divisione del centrosinistra. Soprattutto sulle materie economiche. Solita musichetta di Amici Miei di sottofondo.

 

 21.28 Il servizio finisce con un’intervista ad una signora che sfoggia in soggiorno il poster di “Lolita” di Stanley Kubrick. Un’aurea di malinconia irradia il tutto. E finisce il servizio.

21.30 Sacconi si comporta subito da “borghese illuminato”, citando l’editoriale del professor Ostellino sul Corriere (una frase tipo, insomma). Ricorda il periodo del terrorismo che si alimentava proprio da questi eventi e cita accademici internazionali insieme al Financial Times. Ma Floris subito gli ricorda “ma io le ho fatto una domanda sulla casalinga e sul tabaccaio…”.

21.35 Matteo Renzi, dopo aver proposto di pagare un abbonamento del Ft a Sacconi, evidenzia come siano assurde le dichiarazioni di Bernanke e Draghi sulla protesta “comprensibile”. Sottolinea l’inesistenza di politiche economiche strutturali del governo. Sacconi gli replica che anche il Pd ha responsabilità in questo senso. Ma regge questa argomentazione con Renzi? “Signor Ministro, il suo è il governo della mani bucate!”.

21.40 Tocca all’economista Alessandra Fogli dell’università del Minnesota (ovviamente in collegamento dagli Usa). Somiglia molto al ministro Prestigiacomo e Floris la presenta come collaboratrice della Federale Reserve. Considerando che abbiamo passato la giornata a guardare video elettorali di Ron Paul le sue argomentazioni ci convincono fino ad un certo punto. Intanto Renzi prende appunti anche se D’Alema ci insegnava che “solo le spie prendono appunti” (avete capito perché non si è mai laureato).

 

21.43 Tocca ora a Massimo Giannini che sorprendentemente elogia il premier in quanto, nonostante tutto, pubblicizza il suo giornale…Accusa il governo di essere sordo al disagio. Quel disagio messo in ombra nella giornata di sabato dai black bloc. Sembra nascere un dissidio con Sacconi ma Floris prontamente mette a tacere tutti con le sue immancabili tabelle!

Per adesso tutti gli ospiti hanno dimostrato di saper parlare di politica. E non è scontato.

21.48 Tocca ora a Renatona Polverini (“questa è la democrazia e dovete farvene una c….. di ragione!”). Lei prova a fare il suo mestiere ma comunque la crisi resta un problema globale e il governo ha colpe limitate. Dobbiamo cercare di arginare la crisi attraverso lo sviluppo. La Polverini cerca interlocutori politici nazionali e a differenza di Renzi (costretto a farsi lunghi viaggi in treno verso Arcore) si trova direttamente a Roma. Quindi non disdegna visite a Palazzo Grazioli.

21.50 L’assessore al bilancio del comune di Milano Bruno Tabacci cita la manovra del 2008, quella epica degli 8 minuti. Per il governo la crisi non era un vero problema e ciò lo paghiamo ancora. Molti ragionamenti che di conseguenza non portano applausi. Fino a quando arriva il colpo di teatro! Clamoroso a via Teulada! E’ in collegamento da Madrid c’è l’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar! Che parla in italiano!

 

[ad]21.53 L’emozione ci colpisce e non siamo lucidissimi per ascoltare Aznar! In ogni caso l’ex primo ministro sostiene che l’Italia sta messa male perché non ci sarà un cambio come quello previsto nelle elezioni di novembre in Spagna. Ma le capacità di Berlusconi sono fuori discussione. Belli i tempi dei vertici alle Azzorre con Tony, George e Jose Manuel Durao! Solo una cosa…che fine hanno fatto i baffi!?!?

Ma ora è il momento di uno stacco pubblicitario.

22.00 Paola Moroni e Andrea Scazzola compiono un atto egregio alla ripresa della trasmissione: cosa resterà…di questa sedicesima legislatura? Le telefonate con Lavitola, Scilipoti, il metodo Boffo, le dimissioni di Piero Marrazzo, la cacciata (o uscita, a seconda dei punti di vista) di Fini, la casa di Scajola, quella di rue Princesse Charlotte, il bunga bunga, Ruby Rubacuori e la sua storia dolorosa…insomma i peggiori anni della nostra vita. E come sottofondo “La Classe Operaia va in paradiso” di Ennio Morricone dal film di Elio Petri. Se c’è una critica a questo servizio è che da per scontato la fine anticipata della legislatura…

22.07 Tanti applausi per Vito Mancuso che cita il sesto canto del Purgatorio. Ci vorrebbe un De Gasperi. Sacconi in maniera populista cita il caso Englaro che dovrebbe colpire un teologo come Mancuso. Insomma , si vede che il ministro conosce i trucchetti della politica. Elogiando la riforma della scuola Sacconi si scaglia contro i residuo del ’68 ed elogia il mercato del lavoro berlusconiana.

 

22.11 “Ma io non sono un teologo!” afferma Mancuso (è uno statista?) e evidenzia come per Sacconi la vicenda di Eluana Englaro può essere un boomerang: si può infatti parlare, da questo momento in poi, del convegno di Todi. Ma intanto un’altra piccola sorpresa, spunta il direttore del Messaggero Mario Orfeo! Ex direttore del Mattino e del Tg2. Fa una disamina sulla situazione italiana ed internazionale evidenziando, nessuno l’aveva detto ma noi ovviamente lo sappiamo bene, la posizione di rilievo di Aznar nel Partito Popolare Europeo. La casa dei conservatori. La stessa del socialista Sacconi.

22.18 “Oh ministro, tu devi chetarti un pochino!”. Le battute di Renzi fan ridere la dottoressa Fogli e incomincia a presentare al convention fiorentina della prossima settimana. “E’ meglio di Crozza!”, secondo un nostro redattore. Ha citato pure Godzilla, un film a noi molto caro.

Per Renzi la vicenda di Bankitalia è emblematica e rappresenta la debolezza del governo. Bossi, se gli si vuole bene, deve essere accudito e non nominato ministro delle riforme. Gli italiani vogliono certezze.

22.23 La Polverini in maniera velata accusa Renzi di atteggiarsi “come quei vecchi politici di una volta” (il “nessuna nostalgia per la Prima Repubblica” di veltroniana memoria?) e sminuisce nel senso letterale del termine il ruolo della politica e le sue competenze limitate. “Bisogna riaprire una partita”. Si, quella delle liste del PdL non ammesse nel Lazio, Presidente!

22.27 “Noi economisti italiani all’estero seguiamo con interesse il dibattito in Italia”. Così dice la Fogli che vuole parlare della differenza tra tassi di crescita e non si sa che cosa. Ricette ripetute e ripetute da diversi economisti. “Ora ci si chiede perché…” Floris aspetta ancora a chiamare al pubblicità. Ah, eccola! E’ il momento della nostra nota di colore!

 

[ad]Nota di colore: anche in questa puntata, come nella scorsa, l’abbigliamento sembra essere all’insegna della classicità. Floris, come sempre, si fa interprete di questo stile, con una giacca blu scura con linee quasi impercettibile, camicia azzurra e cravatta scura con quadretti. Giannini indossa una giacca blu scuro con una camicia a righe bianco-celesti ed una cravatta a strisce diagonali blu-marroni, mentre Sacconi  indossa una giacca scura, una camicia bianca ed una cravatta blu scura. Renzi, che stando alla presentazione fattagli da Crozza forse doveva venire griffato 012, indossa invece un look molto Blues Brothers style, con giacca nera, cravatta nera e camicia bianca. Look molto informale per il Teologo Vito Mancuso, con giacca marrone e camicia a righe senza cravatta, al contrario di Bruno Tabacci che indossa una giacca blu, una camicia bianca ed una camicia blu a pallini bianchi. Mario Orfeo ha un abbigliamento assai simile a quello di Tabacci, con la differenza di una cravatta un po’ più chiara, mentre la Polverini ha un tailleur color crema ed una maglia bianca. Alessandra Fogli indossa invece indossa anch’essa un tailleur, però di colore nero ed una maglia bianca, oltre ad un pendente al collo.

22.35 Riprende il programma con Floris che chiede a Giannini se è normale, quando ci si sfoga con gli amici perché la ragazza ti ha lasciato, invocare l’assedio della procura di Milano e la distruzione della sede di Repubblica. Per Giannini no, non è normale. Ma concentra troppo la sua critica sul Berlusconi soggetto, mentre bisognerebbe parlare anche di Berlusconi come fenomeno sociale. Si chiede tra l’altro che è mestiere faccia Lavitola, il faccendiere che ricorda quel personaggio di Sergio Vastano che esclamava “Dietro Agnelli, ci sto io. Dietro Romito, ci sto io. Dietro Romano Prodi, ci sto io!”.

22.41 Vito Mancuso parla poco per poi Floris ridà subito la parola a Sacconi, che cita il caso Penati. Basta pensare allo sfascio, ciò che c’era scritto nella manovra estiva è in fase di attuazione. Il credito d’imposta presto sarà varato. Tende ad entrare molto nelle specifico in una discussione che tende all’esatto contrario. Floris lo interrompe per ascoltare le dichiarazioni di Berlusconi di questo pomeriggio.

22.45 Dopo un po’ di suspense non parte il servizio con l’audio di Berlusconi preso da Sky. Parla allora Tabacci di questioni tecniche. E allora intanto vi comunichiamo che l’Inter ha vinto uno a zero col Lille e il Napoli ha pareggiato 1-1 contro il Bayern! Che portento! Ma ora parte un servizio, e si parla di un tema a noi caro: i buoni pasto!

22.50 Esiste un mercato nero dei buoni pasto. E’ carta straccia. Che vergogna! Perché non li aboliscono!?! Una rara malinconia. Esiste pure una sorta di sistemone!

22,54 Floris vorrebbe fare una domanda, a servizio terminato, a Sacconi. Ma è impegnato a farfugliare con un suo collaboratore. Nel frattempo Tabacci cita la moneta padana. Per Sacconi sull’economia il governo è unito. “Anche Tremonti” chiede Giannini, “Si, anche lui” afferma Sacconi. “E’ una notizia” sogghigna il vice di Ezio Mauro. La Polverini può confermare che sulle infrastruttura Sacconi non dice il falso. Allora…

23,03 I primi dati sono sulle violenze di sabato e sulle intercettazioni. La sicurezza è stata gestita male a Roma. E le intercettazioni saranno pure un problema, ma non la priorità.

C’è scetticismo nei confronti di maggioranza e opposizione per quanto riguarda i temi dei manifestanti. Per il 73% il voto di fiducia di venerdì è come dare un’aspirina a chi ha la broncopolmonite (citazione che piacerebbe a Fausto Bertinotti). Il 65% pensa che Berlusconi si debba dimettere.

Una delle priorità degli elettori è la riduzione del parlamentari (61%). Staccati la patrimoniale e le liberalizzazioni. Ma di molto…un clima d’antipolitica?

23,07 Il Pd è il primo partito. Arriva al 27%. Il PdL al 25,7%, Lega 9,6%, SeL 9,2%, Idv 8,9%.

Il centrosinistra batte sempre il centrodestra. Anche col terzo polo col centrodestra.

Il leader più popolare è Draghi. Poi Marcegaglia e…Montezemolo…primi politici Tremonti e Maroni. Renzi ha il 34% ma il 35% non lo conosce. “Vivono bene lo stesso” afferma il sindaco.


23.11 Mario Orfeo parla “de Roma” e dei danni subiti sabato. Evidenza poi come le intercettazioni siano comunque un problema percepito. Ci si augura un convergenza con l’opposizione (con Enrico Costa relatore?!? Ma sapete chi è il padre di Enrico Costa?!?). Poi parla della lettera della Bce.

23.14 Vito Mancuso cita Aristotele. Massimo Giannini: “Dove c’è antipolitica…”, c’è casa?

23.18 Mentre parte un battibecco Sacconi-Giannini parte un’intervista a Bauman. Oggi alto livello, e ospiti internazionali. Nemmeno “Fantastico” ai tempi di Pippo Baudo, Beppe Grillo (?!?) e Heather Parisi.

23.21 La Polverini elogia Bauman, Renzi elogia Letta (Enrico), Sacconi straparla e si augura la scadenza naturale della legislatura. Finisce a sorpresa. Floris esclama “sembra già di essere in campagna…”. E il suo proverbiale “alè!”.

Anche questa puntata è finita. Ma dopotutto, domani è un altro giorno.

Ed ecco le nostre pagelle!

SACCONI – 6,5– Aggressivo quanto basta, populista quanto basta, tiene un buon tono all’inizio che però non regge più di tanto sulla lunga distanza. CENTOMETRISTA

POLVERINI  5,5 – Chi si aspettava una performance come quella che fece a Genzano, con la celebre frase “Questa è la democrazia, dovete farvene una c… di ragione!”, oggi probabilmente è rimasto deluso. La Governatrice è stata sottotono e non è mai entrata più di tanto nella trasmissione. DISTANTE

RENZI – 7,5 – “Oh Ministro, tu devi chetarti un momento!”. Questa frase, rivolta al Ministro Sacconi, è la sintesi della performance di Renzi questa sera: vigoroso, puntuale, preciso e con la battuta sempre pronta. BRILLANTE

TABACCI – 5,5 – Performance sottotono per l’esponente di API, in genere più brillante rispetto ad oggi. OPACO

MANCUSO – 7 – Con modi moderati sa ammonire duramente il Governo e la politica in generale. Cita volentieri Dante ed Aristotele.  DOTTO

GIANNINI – 6 – Non stupisce più di tanto, gioca la solita partita, dilungandosi talvolta un po’ troppo. CHIACCHIERONE

FOGLI  6– Il classico ospite che fa da “perito esterno”, interpellato poco spesso e che spesso si becca il “senza voto” nelle nostre pagelle. Lei, però, si distingue per puntualizzare spesso le questioni, con fare da Professoressa quale è.  MAESTRINA

ORFEO – 6,5 – Parla poco, ma a proposito, senza mai sbilanciarsi troppo e facendo buone analisi. OSSERVATORE

FLORIS – 6,5 – In una puntata in cui gli ospiti hanno dato luogo a prestazioni di una qualità più alta del solito, il conduttore non ha avuto bisogno di fare grossi sforzi per gestire la trasmissione. SENZA PROBLEMI

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