Don Mazzi “Berlusconi venga da me a coltivare pomodori”

Pubblicato il 6 Ottobre 2013 alle 16:14 Autore: Redazione

06/10/2013

Se davvero Silvio Berlusconi scegliesse l’affidamento ai servizi sociali come esecuzione della pena per frode fiscale, sarebbero tante le Onlus pronte ad aprire le proprie porte al Cavaliere. Tra queste anche la comunità di recupero per tossicodipendenti Exodus, fondata da Don Antonio Mazzi. “Io vorrei tanto averlo tra i miei ragazzi, non come atto di cattiveria, ma per lavorare alla sua redenzione. Vorrei tanto essere io a buttarlo giù dal letto la mattina, vorrei che facesse silenziosi e umili lavori manuali, come pulire i bagni come faceva quando aveva 15 anni e non aveva tutto il potere a cui si è abituato ora” rivela Mazzi in un’intervista a Repubblica.

Don Antonio Mazzi, presidente Fondazione Exodus

“Berlusconi – spiega – è un idolo che attrae folle e quindi, portandolo in mezzo alle prostitute, sarebbe capace di diventarne l’eroe”. Per questo “prima di rimetterlo nella società ad aiutare il prossimo bisognerebbe aiutarlo a riscoprire la sua anima, a togliersi la maschera”. La ricetta per un cambiamento tanto radicale è uno solo. “Deve stare solo, riflettere, guardarsi dentro e per togliersi la crosta dietro la quale si nasconde e grazie alla quale incanta gli italiani deve mettere le mani nella terra, piantare i pomodori in silenzio, lontano dagli agi e dagli adulatori che lo hanno compiaciuto fino a farlo sentire come un Dio”.

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