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pubblicato: giovedì, 17 ottobre, 2013

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Prove tecniche di Ppe in Italia?

Mario Mauro non vuole il rimpasto di governo

Prove tecniche di Ppe in Italia?

D’accordo, la Dc è politicamente naufragata tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 (anche se giuridicamente esiste ancora, tanto che continuano a contendersela e a darsele di santa ragione), ma la voglia di centro e di popolarismo non sembra proprio voler abbandonare l’Italia. E’ come una calamita che periodicamente cerca di ricreare contatti e aggregazioni, specie se le elezioni sono vicine. E’ quello che sta accadendo nell’area di riferimento del Ppe, con operazioni di vario tipo.

Si è iniziato in qualche modo ieri, con il pranzo tra Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Mario Mauro, presso il Circolo Ufficiali di via XX Settembre, in cui non si sa bene di cosa si sia parlato (Mauro ha smentito le voci giornalistiche che assicuravano sostegno a Berlusconi sulla decadenza e sull’inclusione del reato che lo riguarda nell’ipotesi di amnistia); oggi si è continuato con un convegno organizzato dall’Associazione italiani per l’Europa, coordinato tra l’altro da Giuseppe Gargani (ex forzista, come Mauro, oltre che ex Dc), al quale hanno partecipato Mauro e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

Se chi ha organizzato il convegno pensa a  un contenitore politico per chi non si riconosce a sinistra, i due ospiti sono cauti: “La prospettiva popolare per i Paesi dell’Unione europea – spiega Mauro – vuol dire prospettiva di una visione della società, dell’uomo, dell’economia sociale e competitiva di mercato che aiuti finalmente l’Europa a riemergere dalla crisi”. “Occorre cercare di ricostruire un’area omogenea tra le persone di buon senso del nostro Paese, che si riferiscono al popolarismo europeo – aggiunge Cesa -. Non solo i democratico-cristiani, ma chi ha a cuore la stabilità del Paese: è finita l’epoca dei partiti con il leader solo al comando”.

Lorenzo cesa

Al convegno Mauro è stato poco, Alfano non si è visto (“Forse è saggio attendere che, prima di pensare ai possibili accordi e alle alleanze, il centrodestra decida il suo futuro politico per capire se resterà unito oppure si spaccherà” ha osservato Cesa), ma certe mosse di Mauro a Scelta civica non sono piaciute molto e non manca chi lo ha fatto notare, a partire dal deputato Gianfranco Librandi. 

“Mauro, che grazie a Monti e’ diventato prima capogruppo al Senato, poi ‘saggio’ e infine Ministro, dovrebbe essere in prima linea a sostenere il progetto di Scelta Civica, distinto e distante da quello di Berlusconi e Alfano (con cui ha pranzato ieri) e di Casini – ha detto –  Anche per rispetto di tutte quelle persone che si stanno impegnando per l’affermazione di una forza diversa da tutte le altre, che non vuole scendere a compromessi con chi ha contribuito negli ultimi 20 anni a rendere l’Italia un Paese peggiore”.

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