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pubblicato: giovedì, 17 ottobre, 2013

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Caos in commissione Antimafia. Il Pd lascia l’aula. Pdl: governo a rischio

capigruppo al premier Letta Serve verifica maggioranza

Caos in commissione Antimafia. Il Pd lascia l’aula. Pdl: governo a rischio

Scoppia l’ennesimo caso all’interno della maggioranza. Pietra dello scandalo, questa volta, è la presidenza della commissione Antimafia. Nelle ultime ore le tre forze politiche sulle quali si regge il governo, Pd, Pdl e Scelta civica, avevano trovato una convergenza sul montiano Lorenzo Dellai come papabile nuovo presidente della commissione.

A far saltare il banco, però, è stata una spaccatura proprio dentro il gruppo di Scelta civica, dov’è spuntata la candidatura dell’imprenditore edile impegnato nella lotta alla mafia, Andrea Vecchio.

La divisione tra i montiani appare piuttosto marcata, a sentire le dichiarazioni dei diretti interessati. Vecchio attacca: “Io mi sono proposto per l’Antimafia perché la mia storia è nota. Ma le logiche della politica politicante – ha detto a proposito di Dellai – tentano di scacciare la mia esperienza e la mia storia per favorire un politicante che viene da Trento. Bisogna capirne di queste cose, bisogna capire di antimafia”.

A stretto giro di posta la replica del leader dell’Udc, Pierferdinando Casini: “Il volgare attacco dell’onorevole Vecchio al presidente Dellai si commenta da solo. Dellai è una delle personalità più serie e qualificate del nostro Parlamento: guiderà con prestigio e autorevolezza una delle Commissioni più delicate”.

Andrea Vecchio

Andrea Vecchio

Di fronte a questa situazione, il Partito democratico ha deciso di ritirare il sostegno inizialmente accordato a Dellai e ha annunciato di far convergere i voti sul proprio candidato, Rosy Bindi. Subito dopo, gli esponenti del centrosinistra hanno abbandonato la commissione, facendo mancare il numero legale.

Immediate le critiche del Pdl. Secondo il presidente dei senatori, Renato Schifani, il Pd mina la stabilità del governo: “Governare con chi non rispetta gli accordi di maggioranza risulta sempre più difficile. Non è concepibile che un’intesa raggiunta non senza difficoltà, su un esponente di un partito diverso dal nostro, venga poi disattesa”.

Rincara la dose il presidente dei deputati, Renato Brunetta, che ha definito quello del Pd “un atteggiamento irresponsabile e inaccettabile”.

Dal quartier generale dei dem interviene direttamente il segretario, Guglielmo Epifani: “Sentirò i capigruppo di Camera e Senato poi arriveremo a una conclusione nei tempi più rapidi possibili. Il problema, al di là dei nomi, è decidere se fare del candidato alla presidenza il candidato di una maggioranza più larga oppure, nell’altro caso, un candidato che prende solo i voti del nostro schieramento”.

Durissimi gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che affidano la loro rabbia ai social network: “Salta di nuovo l’insediamento della commissione Antimafia per assenza numero legale. Lo posso dire: infami” scrive la deputata Giulia Grillo. Sulla stessa linea il senatore grillino Michele Giarrusso: “Alla terza convocazione senza numero legale chiederemo la sostituzione dei membri dell’antimafia”.


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