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pubblicato: lunedì, 21 ottobre, 2013

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A Roma prosegue il presidio a Porta Pia

Sono ancora lì. E ci resteranno. Almeno fino a martedì, quando incontreranno il ministro Lupi. A Roma va avanti il presidio in piazzale di Porta Pia, dove sabato scorso alcuni manifestanti si sono accampati al termine del corteo che ha attraversato la città.

L’acampada di Porta Pia prosegue secondo programma. Ieri sera gli attivisti hanno spostato le tende di qualche metro, liberando il piazzale e sistemandosi nel parcheggio di fronte al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  “Stiamo liberando la piazza di Porta Pia, ma la lotta continua” ha affermato Luca Fagiano dei Movimenti per il diritto all’abitare. Il traffico nel quartiere è tornato alla normalità.

Alcuni (per lo più quello che non vivono a Roma) alla spicciolata se ne sono andati in pullman o in treno: porteranno le ragioni della protesta nelle loro città, affermano. A Porta Pia restano attivisti dei movimenti per il diritto alla Casa, ci sono studenti e migranti, No Tav e No Muos. Persone con storie e provenienze diverse: il filo comune è “difesa dei territori e difesa dei diritti”.

Digos e carabinieri stanno analizzando i filmati degli scontri di sabato pomeriggio in via XX settembre, di fronte al ministero dell’Economia, nel tentativo di identificare gli autori dell’aggressione alle forze dell’ordine. Da parte dei manifestanti in presidio viene espressa solidarietà nei confronti delle sei persone arrestate per resistenza a pubblico ufficiale (i pm hanno chiesto la convalida e il carcere) e per le altre nove denunciate e poi rilasciate.

Decine di attivisti sono in presidio a Porta Pia, a Roma

Decine di attivisti sono in presidio a Porta Pia, a Roma

Ma non solo: rivendicano il carattere pacifico della manifestazione di sabato, rivendicano gli sforzi fatti per isolare e allontanare chi voleva lo scontro, chiedono ai giornalisti di dare spazio alle motivazioni della protesta e non solo alle azioni violente di gruppetti minoritari.

Il clima è sereno, a Porta Pia. Si tiene pulita la piazza, si tengono dibattiti, si fanno assemblee sotto la statua del Bersagliere. Ma soprattutto ci si prepara alla giornata di domani, quando il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi incontrerà una delegazione di manifestanti insieme ai sindaci di molte città. Sul tavolo la questione dell’emergenza abitativa e l’opportunità di destinare ingenti risorse alle grandi opere in un momento di grave crisi economica. Sabato scorso, lo striscione che apriva il corte recitava “Una sola grande opera, casa e reddito per tutti”.

In occasione dell’incontro di domani ci sarà un’altra manifestazione. Del resto gli organizzatori della protesta di sabato scorso l’avevano detto e ridetto: il 19 ottobre rappresenta un punto di partenza, non un punto d’arrivo. A Roma, dichiarano, è nato un movimento di movimento.

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