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pubblicato: venerdì, 25 ottobre, 2013

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Guida alle elezioni di Trento e Bolzano in Trentino Alto Adige

Bolzano

Elezioni in Trentino: a Trento spaccato il centrodestra. A Bolzano solito predominio del SVP.

Domenica 27 ottobre si terranno le elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali di Trento e Bolzano e, di conseguenza, anche per il nuovo consiglio regionale del Trentino Alto Adige, i quali 70 consiglieri sono semplicemente la somma dei membri dei consigli delle due province autonome.

Le elezioni si svolgeranno dalle ore 07:00 alle 22:00. Gli aventi diritto saranno 416.498 così distribuiti: 214.015 donne e 202.483 uomini, che risiedono in provincia di Trento da almeno un anno o di Bolzano da almeno quattro anni.

E’ la terza volta che si vota con la legge elettorale provinciale 2/2003 (“Norme per l’elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia”). Nella scheda presente in provincia di Trento gli elettori troveranno tutti i candidati alla carica di presidente, i simboli delle liste a loro collegate e lo spazio per tre preferenze. In provincia di Bolzano, invece, i votanti vedranno solo i simboli dei partiti e delle liste, oltre a poter esprimere fino a quattro preferenze. Infatti il presidente di quest’ultima provincia sarà eletto dal consiglio altoatesino, tra i propri componenti, con votazione a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta.

Essendo il consiglio regionale la somma dei due consigli provinciali, il governatore non è altro che un membro dei consigli di Trento o Bolzano. L’articolo 30 dello Statuto della Regione regola l’elezione del presidente: questi è eletto per i primi due anni e mezzo tra la componente italiana dei consigli, mentre per gli ultimi trenta mesi viene votato nella componente tedesca. Per stemperare il potere dell’eletto, i vice presidenti sono di nazionalità diversa rispetto al presidente: se italiano, loro saranno tedeschi e viceversa. Previo assenso dei gruppi nazionali può essere eletto anche un consigliere appartenente al gruppo linguistico ladino.

Nella provincia autonoma di Trento la partita delle elezioni è più aperta, rispetto Bolzano, ma sembra comunque aver preso già un indirizzo preciso: Ugo Rossi, leader del Partito Autonomista, ha vinto le primarie del centrosinistra e si avvia verso una facile vittoria dato che, dopo le dimissioni le dimissioni di Lorenzo Dellai (Unione per il Trentino, adesso parlamentare con Scelta Civica), la presidenza della provincia era passata ad Alberto Pacher (Pd) che però ha rifiutato di candidarsi. In più, nel centro destra, la situazione è più che mai frammentata: De Eccher è il candidato di “Fratelli d’Italia”, Giacomo Bezzi per “Forza Trentino”, Giuseppe Filippin per il “Mir” e per la Lega Nord si presenta Maurizio Fugatti. A sinistra vi sono anche i candidati di Rifondazione Comunista e di SEL, ma non sembrano impaurire lo strafavorito Rossi. L’incognita potrebbe provenire da Filippo Degasperi, candidato del M5S. Il vantaggio del centro sinistra sembra ripercorrere la falsa riga delle elezioni precedenti: infatti il 26 ottobre 2008 prevalse il centrosinistra con quasi il 57% dei suffragi, con 21 consiglieri di maggioranza (8 al Pd, partito di maggioranza relativa) e contro 14 di minoranza (5 al Pdl e 6 alla Lega Nord Trentino).

Nella Provincia autonoma di Bolzano le cose sono praticamente già fatte: qui la lista regionale Sudtiroler Volkspartei, partito che difende gli interessi della minoranza tedesca e ladina, nel 2008 ottenne il risultato bulgaro di 48,1%, ottenendo 18 seggi su 35. Tanto per fare un paragone il Pdl ottenne 3 scranni  ed il Pd 2. Ma è proprio col Pd che il SVP ha composto la maggioranza di governo, assicurandosi 20 seggi. Alla guida della Provincia vi è Luis Durnwalder, eletto per la prima volta nel marzo del 1989, addirittura prima della caduta del muro di Berlino. Durnwalder stavolta ha confermato la sua scelta di non candidarsi per l’elezione, indiretta, a presidente della provincia. Essendo indiretta, e quindi il presidente viene votato dai e tra i consiglieri eletti, la lista è formata, come sopra detto, dai simboli e dagli spazi per le preferenze. Le liste in competizione sono i Comunisti Italiani, Unitalia (Movimento di iniziativa sociale), gli strafavoriti del SVP, il Prc, il SudTiroler Freiheit Verdi/Sel, Sc, Forza Alto Adige + Lega Nord per il team di autonomie, l’Alto Adige nel cuore, La Destra, il Pd, il Die Freiheitlichen, il Burger Union Poder ed infine, anche qui, il M5S.

Nonostante la folta presenza di partiti, sembra profilarsi la vittoria del centro sinistra in entrambe le province. Ma vi è da sottolineare che potrebbe rivelarsi una vittoria dimezzata: infatti il favorito alla vittoria per la provincia di Trento è sì un uomo del centro sinistra, ma proviene da un’esperienza autonomista e non di partito, non di solita burocrazia, come si è abituati a pensare a Roma. Per quanto riguarda l’Alto Adige, e quindi Bolzano, il Pd risulterebbe, qualora si ripresentasse la stessa situazione di cinque anni fa, come un partito di poco valore (elettorale) avendo a disposizione solo il 10% dei seggi della maggioranza e non risultando decisivo per la vittoria prima e l’azione di governo poi.


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