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pubblicato: mercoledì, 2 novembre, 2011

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Il senso di una notizia

giornalismo

notiziaHa fatto molto discutere, soprattutto su internet, la notizia pubblicata da noi secondo cui sarebbe Giorgio Gori l’assemblatore delle 100 proposte lanciate il 30 ottobre dalla kermesse renziana della stazione Leopolda. Dal pc dell’ex direttore di Canale 5 infatti sarebbero state scritte le 100 proposte utili a Renzi per farsi sentire, nella società e nel Partito Democratico. Una notizia che ha ottenuto un certo seguito, sia sul nostro sito sia su altri organi di stampa che hanno deciso di riprendere quest’informazione.

Al tempo stesso però questa news si è attirata delle critiche in quanto considerata un “falso scoop. Se infatti Giorgio Gori è intervenuto alla kermesse, e in un ruolo importante, della Leopolda, di cosa ci si stupisce  se poi ha contribuito, attraverso i suoi apparecchi informatici, ad impaginare e a preparare l’esito della tre giorni fiorentina? Un concetto che prontamente lo stesso Gori ha precisato sul nostro sito.

[ad]In realtà la rete e internet hanno proprie logiche e se proprio si vogliono adottare criteri formali possiamo ben dire che questa notizia da noi lanciata è in realtà una “piccola notizia”. Una di quelle piccole notizie che però hanno successo e gradimento. Molto spesso si tratta di news che riscuotono più successo rispetto a articoli o editoriali più ragionati e acuti, ma meno alla portata rispetto ad una notizia flash come questa.

Una piccola news, appunto. Ma pur sempre una notizia. Perché da oggi è acclamato, ed è il senso del piccolo scoop, che il ruolo di Gori nell’operazione politica uscita dal “Big Bang” è molto più importante di un semplice intervento tenuto a margine di una tre giorni. Per semplificare al massimo potremo dire che la notizia sta nel fatto che Giorgio Gori alla Leopolda non stava davanti al palco, tra gli ospiti e tra i relatori di punta. Ma ha un ruolo maggiore, più autorevole, quasi organizzativo. Tanto che oggi i principali network giornalistici ora definiscono Gori come “l’ideologo del renzismo”. Manco fosse Suslov.

E che ci sia un coinvolgimento diretto del (ormai ex a quanto pare)  presidente della Magnolia nell’operazione politica in atto è deducibile in parte anche dalle sue dimissioni, annunciate oggi, dai vertici della casa di produzione televisiva.

Gori annuncia pubblicamente la sua volontà di intraprendere nuove sfide professionali ed emerge un afflato teso ad occuparsi della cosa pubblica. Come se per nuove sfide professionali ci si riferisca alla politica, o comunque a quel salto che in molti sognano.

Una scelta legittima che senz’altro spetta ai singoli. Ma che anche in questo caso ci insegna qualcosa di molto interessante legata alla parabola renziana.

Infatti molto spesso nei confronti del sindaco di Firenze, soprattutto per quanto riguarda i suoi detrattori, si sostiene che egli ha molti difetti politici ma un grande pregio: la comunicazione.

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