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pubblicato: venerdì, 1 novembre, 2013

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Alitalia, tra sprechi e imminente bancarotta

alitalia aumento capitale trecento milioni di euro

 

Ancora all’ordine del giorno la vicenda Alitalia per il salotto industriale italiano. La compagnia di bandiera, dopo lo stop di Air France, sta cercando varie compagnie interessate. L’ultima della lista è Aeroflot, una compagnia russa.

Il salvataggio di Alitalia è tutto tranne che facile e scontato. La situazione economica della compagnia di bandiera è tragica, con conti pesantemente in rosso una lista lunghissima di creditori. Nelle scorse settimane è stato definito un aumento di capitale al quale Air France non ha ancora partecipato.

Contro la compagnia franco-olandese sono già volate accuse di voler speculare sulla flotta di Alitalia per arrivare a prelevare la società a poco prezzo dopo la bancarotta della stessa. Ma queste accuse vengono ricusate in toto dalla Francia, dove il direttore generale di Air France-klm dichiara di non voler partecipare alla ricapitalizzazione perché intende vedere prima un chiaro piano di ristrutturazione del debito. Ma per Alitalia, se Air France non firma la ricapitalizzazione, il problema diventa ancora più grave visto che la compagnia franco-olandese è il più grande partner industriale della flotta aerea italiana. Comunque la compagnia franco-olandese ha fino a metà novembre di tempo per firmare la ricapitalizzazione, più ulteriore tempo per le quote non sottoscritte.

In questo scenario indiscrezioni degli ambienti industriali parlano di una delegazione italiana che la prossima settimana volerà a Mosca per trattare con la dirigenza di Aeroflot l’entrata della stessa nel pacchetto azionario di Alitalia. Il tutto mentre Colaninno, in una decisione definita dalle banche come “responsabile”, ha deciso di non ricandidarsi a nessuna posizione di vertice della compagnia.

Un’inchiesta del Corriere della Sera è andata ad analizzare i numerosi sprechi di Alitalia negli ultimi anni. Si è passato dal 1987, quando l’allora presidente dell’Iri Romano Prodi, dichiarava soddisfatto di poter fondersi con la British Airways “alla pari”. Mentre oggi, dopo anni e anni di politiche industriali sbagliate e sprechi su sprechi, Alitalia è arrivata ad una situazione comatosa nella quale è sempre più probabile la bancarotta. Nell’inchiesta del Corriere si legge di sedi fantasma in varie parti del mondo, come in Libia e in Senegal, ma anche due in India, a Mumbai e New Delhi. In tutto, secondo l’inchiesta, sono 60 le sedi sparse per tutto il mondo, a fronte di meno di 20 tratte coperte da Alitalia.

Ma non solo le sedi inutili, anche sprechi per lo staff. Tra i dati di Alitalia ci sono addirittura un intero albergo fittato per un anno intero per lo staff, mai utilizzato. Ma anche uno spettacolo, gestito dall’attore Pino Insegno, finito nella lista infinita dei creditori, per festeggiare i 60 anni dell’azienda.

Francesco Di Matteo


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