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pubblicato: lunedì, 4 novembre, 2013

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La crisi infinita del Milan di Allegri

Il popolo milanista ora non ne può davvero più. A San Siro la Fiorentina, ancora arrabbiata per il fattaccio del Franchi, supera senza nemmeno troppi problemi un Milan sempre più in crisi di risultato e di identità. Sono mesi terribili quelli che sta vivendo il Diavolo con dati assolutamente spaventosi: 19 reti subite e terzo posto nella poco invidiabile classifica delle difese più battute. E poi ci sono i 12 punti finora conquistati in 11 incontri: solo nella stagione 1981/1982, quello dell’ultima retrocessione in B, il Diavolo aveva fatto peggio. Inevitabile il ritiro imposto dalla società per preparare al meglio l’impegno europeo al Camp Nou contro il Barcellona. Massimiliano Allegri, almeno per il momento, rimane al suo posto, anche se..

Speranze rossonere. Il tecnico livornese deve far fronte all’ennesima emergenza infortuni in difesa, schierando Abate, Zapata, Zaccardo e Constant, mentre davanti conferma il tridente Birsa, Balotelli e Kakà. Dal brasiliano ci si aspetta tanto, dopo la strepitosa prestazione contro la Lazio e il suo meraviglioso goal che tanto ha fatto emozionare. Vincenzo Montella, dal canto suo, deve fare a meno dello squalificato Cuadrado, e si affida al capocannoniere della Serie A Giuseppe Rossi e al grande ex della serata, Massimo Ambrosini. Esperienza incredibile la sua in rossonero, conclusasi malissimo. Ma si sa, in via Turati i senatori non sono ben visti.

I viola puntano tutto sul possesso palla e sulle veloci ripartenze, e si avvicinano pericolosamente alla porta difesa dal giovane portiere brasiliano Gabriel. La reazione del Milan è affidata all’orgoglio dei singoli, Kakà su tutti, ma è davvero poca cosa. Le sensazioni non sono affatto buone per i presenti di fede rossonera alla Scala del calcio italiano.

La gioia di Vargas

La gioia di Vargas

E infatti al 26’ la Fiorentina passa in vantaggio: calcio di punizione per i viola, alla battuta il peruviano Vargas che da poco meno di 30 metri tenta di aprire le danze. Il suo non è un tiro pericoloso, ma la barriera milanista per la seconda volta in pochi giorni si apre e viene deviato da Muntari. La sua deviazione trova impreparato Gabriel, che nulla può se non raccogliere il pallone dal fondo della rete. E’ 1 a 0, e San Siro comincia a rumoreggiare.

Milan non pervenuto. Il vantaggio della Fiorentina non scuote gli animi dei rossoneri che appaiono troppo disordinati ed incapaci di reagire. Prima dell’intervallo Ambrosini è costretto ad uscire per un infortunio: nella serata della contestazione dei tifosi del Milan, un goal dell’ex capitano avrebbe fatto malissimo.

Allegri mangerà il panettone?

Allegri mangerà il panettone?

Il secondo tempo vede ancora gli uomini di Allegri soffrire l’organizzazione della squadra di Montella. Polemiche in campo per la mancata espulsione di Aquilani, altro ex del match, per una trattenuta ai danni di Balotelli, ma la superiorità numerica non avrebbe cambiato nulla.  Tra le immagini più significative della crisi rossonera c’è Mario Balotelli, giocatore fortemente voluto da Galliani e grande protagonista del terzo posto della scorsa stagione. Il talento della Nazionale, rientrato dopo la maxi squalifica per gli insulti alla squadra arbitrale proferiti al termine della partita contro il Napoli, sta collezionando una serie infinita di cartellini gialli. Troppi per un ambiente che mal digerisce giocatori bizzosi. Balotelli è un patrimonio per il calcio italiano, ma nell’anno che porta ai Mondiali in Brasile è necessario qualcos’altro, oltre al nuovo look da bravo ragazzo senza cresta e orecchini. Intanto salterà il Chievo la prossima settimana.

Ancora un giallo per Balotelli. Salterà il Chievo

Ancora un giallo per Balotelli. Salterà il Chievo

La fine. Poco Milan e tanta Fiorentina. Al 28’ della seconda frazione di gioco i viola chiudono la partita: Joaquin, appena subentrato, dopo aver messo in confusione Nocerino, riesce a mettere un pallone in mezzo, smanacciato da Gabriel. L’intervento del portiere rossonero, considerato l’erede di Dida è raccapricciante, e si trasforma in un assist per l’ottimo Borja Valero che insacca e porta la Fiorentina sul 2 a 0. I tifosi alzano la loro voce e non risparmiano cori contro la dirigenza, che costringono Galliani, scuro in volto, ad abbandonare anzitempo il suo comodo posto in tribuna.

Da quel momento più nulla, solo i fischi che accompagnano l’uscita dal terreno di gioco di Allegri e dei suoi giocatori.  La Fiorentina vola, e, aspettando il ritorno in campo di Mario Gomez, sogna qualcosa di impensabile dopo quel periodo infernale di quasi dieci anni fa.  In casa Milan la situazione è davvero critica. Nel quasi trentennio berlusconiano, gli esoneri sono stati davvero pochi e questa volta le colpe non sono solo del tecnico a cui va il merito, comunque, di tenere unito lo spogliatoio. Si pagano fallimentari campagne acquisti, a termine delle quali sono arrivati giocatori inadeguati agli impegni che il Milan deve sostenere. E ci sono stati anche addii abbastanza incomprensibili. Una cosa intanto è certa: Messi e Neymar mercoledì sera non faranno sconti.

 


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