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pubblicato: domenica, 3 novembre, 2013

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Rapiti e uccisi in Mali due giornalisti francesi

 

La giornalista di Radio France International, Ghislaine Dupont, 51 anni, e il suo tecnico Claude Verlon di 58, sono stati rapiti e uccisi a Kidal, nel Nord del Mali.

Avevano appena intervistato un leader del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (MLNA – i ribelli islamisti tuareg), Ambery Ag Rissa, una volta usciti da casa sua, sono stati sequestrati e caricati su un fuoristrada da uomini armati.

È stato proprio quest’ultimo ad avvertire le autorità intorno alle 14 di ieri.

Ag Rissa ha sentito i sequestratori, che portavano il turbante, picchiare con dei bastoni sull’auto dei francesi e rispondergli, mentre facevano resistenza, in tamashek (lingua tuareg parlata in Mali, Niger e in generale nell’Africa Nordoccidentale).

In seguito, nel pomeriggio, dalle autorità francesi arriva la tragica notizia: i corpi dei due sono stati trovati a 12 km da Kidal (città dove l’MLNA ha avuto origine e che tuttora controlla, in pratica “capitale” dei tuareg che chiedono l’indipendenza del Nord del Mali) da militari impegnati nell’operazione “Serval”, sotto egida ONU ma con il contingente più numeroso costituito da truppe francesi.

Hollande aveva deciso di intervenire militarmente nell’ex colonia nel Gennaio 2013, per ristabilire l’ordine in seguito a un colpo di Stato da parte di milizie islamiche, tuttavia le forze francesi non sono ancora riuscite totalmente a riconquistare Kidal, i militari europei non riescono neanche a pattugliare le strade in mano all’MLNA che ha ripreso in mano le redini della città nei mesi scorsi, dopo essere stata cacciata dai jihadisti di Al Quaeda.

Secondo le autorità maliane i due giornalisti sono stati sgozzati, mentre il Ministero degli Esteri francese ritiene che la loro morte sia da imputare a colpi d’arma da fuoco, come riporta nella sua versione online “Le Figaro”.

La Dupont lavorava per la RFI dal 1986, Verlon dal 1982: dodici viaggi insieme, dopo aver seguito l’invio delle truppe francesi (intervenute a sedare la guerra civile e a ristabilire il governo legittimo maliano), avrebbero dovuto condurre una trasmissione sulle elezioni che si terranno il 7 e l’8 Novembre.

Hollande, dopo aver sentito il capo del governo maliano Keita, ha dichiarato la propria indignazione e si è impegnato a scoprire l’identità degli assassini, che secondo Lassana Camara prefetto di Timassako sarebbero islamisti. Domani è previsto un consiglio dei ministri.

Un membro dell’esercito maliano coinvolto nelle indagini, il tenente colonnello Oumar Sy, afferma che la pista più attendibile sembra puntare verso il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad. «Siamo in una città che è de facto nelle mani dell’Mnla, apprendiamo che queste povere persone sono state prelevate di fronte alla casa del leader dell’Mnla, nessuno alza un dito per difenderli, a che conclusione giungereste?», ha detto il tenente colonnello.

 

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