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pubblicato: giovedì, 7 novembre, 2013

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Pdl, il Consiglio anticipato al 16 di novembre Cav anticipa la resa dei conti con Alfano

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Alla fine avrebbero vinto i falchi. O lealisti. O chissà chi altro. Sta di fatto che ieri sera Silvio Berlusconi ha firmato la convocazione del Consiglio nazionale del Pdl per il 16 novembre. All’inizio la data prevista era per l’8 dicembre, lo stesso giorno della consultazione indetta dal Pd per la scelta del segretario nazionale. Per molti aver fissato il consiglio lo stesso giorno era una strategia per togliere visibilità all’evento dei democratici, ma ora le esigenze prevalenti sembrano altre.

Le lettere per informare tutti i componenti dell’organo (circa 800) della decisione sono già state inviate, dunque la decisione è stata presa. Una decisione che i lealisti hanno voluto con insistenza, per accelerare il più possibile il ritorno a Forza Italia anche dal punto di vista formale. Il Consiglio, dunque, si riunirà il 16 novembre alle ore 10, al palazzo dei Congressi di Roma: fonti parlamentari del Pdl rivelano che all’ordine del giorno c’e’ la “relazione del presidente” e “gli adempimenti successivi” alla delibera politica sul passaggio formale alla nuova Fi approvata dall’ufficio di presidenza del 25 ottobre scorso. Dopo questi punti – quindi a partito già trasformato – si aprirà il dibattito.

silvio berlusconi miei figli dicono di sentirsi come ebrei sotto hitler

I parlamentari più vicini a Berlusconi non nascondono la loro soddisfazione: “Il Consiglio nazionale? Un appuntamento importante – nota il senatore Francesco Giro – nel quale dovremo dire il nostro sì a due punti: il passaggio a Forza Italia e pieni poteri a Silvio Berlusconi, così come prevede il deliberato dell’ufficio di presidenza già sottoscritto da tanti consiglieri nazionali”.

Per qualcuno, che preferisce rimanere anonimo, ”Si avvicina l’ora della verità per Angelino”. Perché il passaggio a Forza Italia interverrebbe prima del voto sulla decadenza di Berlusconi e lui, a quanto pare, vuole che le polemiche sui media – se ci devono essere – si concludano prima. Così magari chi vuole tenere comunque in piedi il governo, anche a rischio di una scissione o di un cambio di strada, dovrà metterci la faccia.

Per qualcuno (anche qui, senza nomi) la scissione è ormai un punto di arrivo inevitabile, per altri gli spazi per limitare i danni ci sono ancora. Ma c’è chi è pronto a giurare che cambi solo il grado di conflittualità, non il risultato della separazione. “Vediamo se una volta cacciato Berlusconi dal Parlamento, il segretario continuerà a sostenere il governo Letta”: quello dei falchi sembra un guanto di sfida a quelle che loro chiamano “finte colombe”, prese da un disegno che uccida due volte Berlusconi”prima con una legge di stabilita’ che massacra l’elettorato medio e poi votando la decadenza”.

quagliariello avverte il pdl numeri sempre pia a favore esecutivo

Dalla parte di Alfano, del resto, non tutti sarebbero disposti a “strappare” in modo plateale: “L’anticipazione del Consiglio nazionale merita un approfondimento, ci dobbiamo riunire di nuovo per decidere sul da farsi” fa sapere un parlamentare vicino al vicepremier. Ci sarebbe già un documento preparato dagli “innovatori”, per cui Gaetano Quagliariello starebbe raccogliendo le firme, ma la via dei gruppi autonomi non convince tutti.

Se al momento le “colombe” sarebbero almeno una trentina sia alla Camera sia al Senato, è possibile (gli alfaniani ne sarebbero convinti) che i “falchi” non abbiano i due terzi dei voti nel Consiglio nazionale per dettare la linea sul partito e sul governo. Il gruppo “governativo” certamente non vorrà staccare la spina a Letta (anche se i puristi considerano quelle persone già fuori dal partito) e c’è la convinzione che il Cavaliere abbia soprattutto voluto mostrare di non essere solo, ma che la convocazione non sia una “prova di forza” all’interno.

LA VOCE DELLE COLOMBE

Le colombe, oggi, in ogni caso si prendono i loro spazi su media: “Mi dispiace dirtelo ma tu – e il Pdl-FI con te – rischi di diventare prigioniero dei ‘falchi’ su una linea del tutto sbagliata, in alcuni casi frutto di estremismo, in altri di cinismo”. E’ la sentenza contenuta in una lettera aperta di Fabrizio Cicchitto a Berlusconi pubblicata dal Corriere della Sera. Per il deputato, una crisi del governo Letta rischia di produrre una vittoria elettorale del Pd (con un centrodestra azzoppato) e, prima ancora, un governo di scopo senza e contro il partito di Berlusconi. A Repubblica Cicchitto dichiara che l’anticipazione del Consiglio è un ”rovesciamento” potenzialmente dirompente che può sfuggire di mano.

fabrizio cicchitto chiede a berlusconi di sostenere governo anche se decaduto

Nemmeno per Gaetano Quagliariello la nuova data del Cn è “un segnale di pace. Evidentemente, qualcuno non vuole l’accordo interno e intende accelerare la resa dei conti”. In caso di sfiducia di Berlusconi al governo, “ce la giocheremo. Mi auguro che le persone che Berlusconi ha attorno non gli facciano perdere una delle sue maggiori doti politiche: il realismo. I falchi? Già in passato hanno sbagliato i calcoli”. Nessuno di noi rinneghera’ mai Silvio Berlusconi. Vogliamo solo costruire un partito forte in una coalizione forte che possa legittimamente aspirare a vincere le prossime elezioni politiche”.


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