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pubblicato: domenica, 17 novembre, 2013

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Bondi “Dietro Alfano c’è Napolitano”

domani consiglio nazionale pdl berlusconi

Il centrodestra è un cantiere in ebollizione dopo il divorzio tra Angelino Alfano e Silvio Berlusconi. Divorzio che lascia strascichi pesanti, nonostante ieri il Cav abbia tentato di ricucire con l’ormai ex delfino, affermando che il Nuovo Centrodestra sarà un prezioso alleato della casa dei moderati italiani insieme a Fratelli D’Italia e Lega Nord. Eppure sono in molti a non pensarla in questo modo e tra questi spicca una delle personalità più vicine al presidente della rinata Forza Italia, Sandro Bondi. L’ex coordinatore del Pdl è sicuro che dietro all’uscita di Alfano si celi in realtà “una manovra del presidente Napolitano” che mira ad isolare Berlusconi. “Il Cav – rivela Bondi nell’intervista concessa all’Annunziata ad In mezz’ora – dice sempre che ci sarà un processo di revisione del processo sui diritti tv e che è sicuro che sarà dimostra la sua innocenza totale”. E sull’appoggio al governo Letta, l’ex coordinatore azzurro è altrettanto chiaro “Secondo me è inevitabile che Forza Italia starà all’opposizione”.

Alfano e Berlusconi ai tempi del Pdl

Alfano e Berlusconi ai tempi del Pdl

Una dichiarazione, quella di Bondi, che conferma le convinzioni di Maurizio Lupi e Renato Schifani, entrambi concordi nell’affermare come la nuova Forza Italia sia “in mano agli estremisti”. “Al Paese serve in questo momento stabilità, Forza Italia – dice Schifani di fronte alle telecamere di SkyTg24 – si sarebbe assunta la responsabilità  di staccare la spina all’esecutivo per motivazioni soggettive e personali che possono essere condivise per il trattamento inaccettabile da parte del Pd nei confronti di Berlusconi, ma avrebbero determinato un danno irreversibile al Paese”. Paese che ora ritrova un governo “più forte”, dichiara all’Unità Fabrizio Cicchitto, “nel senso che non esistono margini di ambiguità politica per quello che ci riguarda rispetto alla base parlamentare che si è coagulata anche per garantire la governabilità”.

Compagine governativa che è destinata ad allargarsi. Parola di Pier Ferdinando Casini. “Il giorno dopo la decadenza gli scissionisti aumenteranno e Berlusconi capirà di essersi messo in un pericoloso isolamento” assicura il leader Udc. Al momento però non è prevista alcuna fusione tra popolari usciti da Scelta Civica e Ncd. “Alfano – spiega l’ex cofondatore di Sc, Andrea Olivero – vuole ricostruire il centrodestra, per noi questo è un obiettivo non realizzabile. Non ci sarà nessuna alleanza con loro per le Europee”. E per guidare questo centrodestra in ebollizione e con un Berlusconi verosimilmente decaduto, serviranno le primarie. Ne sono sicuri sia il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che il presidente di Fdi Ignazio La Russa. “Berlusconi – afferma Lorenzin – è il leader della coalizione di centrodestra ma il prossimo leader andrà scelto con le primarie, quando sarà il momento del voto”.

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