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pubblicato: mercoledì, 20 novembre, 2013

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Schifani: “Non ho tradito Berlusconi”

schifani

Renato Schifani, dalle colonne del Corriere della Sera, pone il problema della successione “istituzionale” di Silvio Berlusconi. “Purtroppo temo che tra poco il presidente Berlusconi, ingiustamente e comunque temporaneamente, non sia più candidabile. Ed è ovvio che si inizi a porre il tema della successione istituzionale, sebbene politicamente resti in campo. Perché nessuno potrà togliergli il ruolo di leader storico del centrodestra italiano”. L’ex capogruppo al Senato del Pdl, ora passato tra le fila del Nuovo Centrodestra di Alfano, non ci sta a passare per traditore. “Il 2 ottobre, se Berlusconi non fosse intervenuto in aula al Senato, avrei espresso la sfiducia al governo, sebbene lo ritenessi un errore. Ma ero capogruppo del Pdl e se mi fossi dimesso in quel frangente il mio gesto sarebbe stato un tradimento – racconta Schifani – Purtroppo dal giorno seguente ci fu una accelerazione che faceva prevedere la rottura, perché si affermava l’automatismo tra la decadenza e la crisi del governo. Quella linea antagonista, dettata da figure del partito che non vengono dalla nostra storia, ha provocato il fallimento dell’ultima mediazione, che mi ha convinto a lasciare”.

Renato Schifani, Ncd

Renato Schifani, Ncd

Schifani allontana infine la possibilità di una fusione con il centro. Niente alleanze con Udc o Scelta Civica “alle Europee andremo da soli. Se ci unissimo ad altri – spiega Schifani – perderemmo la nostra carica identitaria e la nostra spinta propulsiva che già si scorge sul territorio. Puntiamo a essere una forza che, attraverso la leadership di Alfano, lavori a costruire un grande centrodestra, in un percorso parallelo e competitivo con Forza Italia”.


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14 comments
Giorgio Melargo
Giorgio Melargo

e cosa se l'avevi tradito cosa sarebbe successo, la verità è che sei diventato tu Alfano ecc. gli zerbini di Napolitano .

Ignazio Paonita
Ignazio Paonita

sei tu e gli altri traditori.non siete stati lrali.a palermo te lo puoi dimenticare di essere eletto.traditore

Mino Palazzi
Mino Palazzi

ma perchè siamo continuamente lapidati da questa gentaglia che continua a nascondersi dietro"per il bene del paese"quando più nessuno li vuole ,i loro panni sporchi se li lavino in famiglia.Ultimamente im Trentino ed in Calabria vi hanno dato una chiara risposta che non esistete più ,nelle precedenti amministrative non avete avuto una che sia UNA amministrazione che vi ha dato consenso,per quale ragione siete ancora Lì. SPARITE.......

Salvatore Petrotto
Salvatore Petrotto

Ma nella vicenda kazaka, potrebbe esserci lo zampino dei servizi segreti italiani, che si sarebbero mossi su indicazione dell’ex presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani, in diretto contatto con il Viminale, secondo alcune rivelazioni fornite da varie fonti istituzionali riportate da Il Fatto Quotidiano. Il nostrano ‘dissidente’ palermitano, già berlusconiano di ferro, come Angelino del resto, Renato Schifani, non dimentichiamolo, è ancora sub- iudice per concorso esterno in associazione mafiosa, presso il Tribunale di Palermo che ha rigettato la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura Distrettuale Antimafia. Ne parliamo ancora, anche se la sua storiella di mafia sembra un po’ caduta nel dimenticatoio, perché il misfatto internazionale estivo, si è consumato, presumibilmente, grazie a due personalità del mondo politico-istituzionale italiano di prim’ordine che provengono dai nostri territori. Come siamo importanti in Sicilia! Schifani ed Alfano hanno anche i loro bacini elettorali lungo l’asse Palermo – Agrigento. Su quest’asse si fondano fors’anche le fortune della neonata stampella politica di Enrico Letta, La Nuova Destra del suo vice, il nostro Angelino!

Fabrizio Dalla Villa
Fabrizio Dalla Villa

Proprio un problema difficile da risolvere! con tutto ciò che va a catafascio in Italia, a cosa pensano i nostri politici? e noi paghiamo!