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pubblicato: sabato, 23 novembre, 2013

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Centrafrica: Francia pronta ad intervenire

Centrafrica: Francia pronta ad intervenire

Il ministro degli esteri francese Laurent Fabius è andato giù pesante: “La Repubblica Centraficana è sull’orlo di un genocidio” – ha detto per descrivere la situazione di caos generalizzato, di violenze e scontri che, ormai da mesi, interessa il paese africano. Di fatto Parigi si sta già preparando ad intervenire: Hollande ha convocato un consiglio ristretto per esaminare la situazione e Fabius ha rincarato affermando che bisognerebbe agire subito.

Il presidente francese ha già lanciato un appello alla comunità internazionale affermando che la Francia è pronta ad assumersi la sua parte di responsabilità. Parigi in realtà sta già cercando di ottenere un mandato preciso del Consiglio di Sicurezza che si riunirà lunedì prossimo.

La Francia ha fretta perché in Centrafrica, paese ricco di materie prime minerarie, e strategico come collocazione, rischia di perdere posizioni. Parigi ha scaricato il vecchio dittatore Bozizè colpevole di avere concesso (o di averne manifestato l’intenzione) diritti di prospezione e sfruttamento di materie prime minerarie a potenze esterne come i paesi emergenti asiatici ma anche ad una potenza coloniale come il Sudafrica, che aveva un contingente di militari sul posto. Tutto questo a scapito della Francia, ex madre patria, che ha sempre attinto alle ricchezze centrafricane a prezzi di favore.

Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese

Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese

La Francia, dopo avere di fatto appoggiato tacitamente una formazione guerrigliera che si chiama Seleka, alleanza in lingua locale, si è resa conto che i guerriglieri in realtà sono una accozzaglia di movimenti più che rissosi e soprattutto portatori di interessi esterni. Molti di loro vengono dal Ciad e dal Sudan e rispondono ai richiami religiosi che arrivano da finanziatori, più o meno occulti in alcuni paesi arabi.

La crisi è cominciata nel marzo di quest’anno quando Seleka ha espresso come presidente Michel Djotodia, primo capo di stato di religione islamica in un paese dove i musulmani sono una minoranza. Da allora è stato il caos: i miliziani di Seleka hanno seminato il terrore saccheggiando, bruciando chiese, missioni e villaggi. La partita è aperta e la Francia in prima linea…sempre più in prima linea in Africa.

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